La Gorizia dei soldati

Immagini inedite che raccontano pagine spesso poco conosciute della nostra città. Si aprirà questa sera alle 18, alla Fondazione Carigo di via Carducci, la mostra “Soldati. Quando la storia si racconta con le caserme”. Lo sguardo infatti sarà quello dei soldati che sono passati per la nostra città durante tutto il 20esimo secolo, dal declino del dominio austro-ungarico fino agli anni Novanta. Grande attenzione quindi alle battaglie e agli avvenimenti che hanno coinvolto Gorizia durante la prima guerra mondiale, così come alle grandi manifestazioni: sarà dedicato, tra gli altri, uno spazio importante agli eventi celebrativi del Centenario della Grande Guerra e della commemorazione del “Milite ignoto”, risalente al primo dopoguerra. Fotografie per lo più inedite, messe a disposizione dall’Associazione “Isonzo”, dal Comune di Gorizia, da altri prestatori e in parte selezionate dalle collezioni della Fondazione, compongono il percorso espositivo che prende avvio da un censimento delle principali caserme di Gorizia e approfondisce la storia dei siti militari cittadini più significativi, sottolineando i cambiamenti nella denominazione e nelle funzioni che tali luoghi hanno subito nel corso dei decenni. La rassegna ripercorre la storia di Gorizia evidenziando come, dagli inizi del Novecento fino al recente passato, la vita sociale, economica e urbanistica della città, in quanto territorio di confine, sia stata segnata da una consistente presenza militare, che è andata via via riducendosi con la caduta dei confini nazionali e con il rinnovamento concettuale dell’esercito, lasciando ancora oggi tracce tangibili: le strutture militari dismesse presenti sul territorio. Una sezione speciale della mostra sarà dedicata alla “libera uscita” e alla vita dei soldati in città, con fotografie riprese nei luoghi di ritrovo e socializzazione più frequentati. Altre due sezioni speciali saranno “Il valzer delle bandiere” e “La soglia di Gorizia”, che si concentrano invece sugli anni tra la fine del 1943 e il 1949. Le Casermette, il Villaggio dell’Esule nella zona di Campagnuzza, i grandi monumenti edificati negli anni Sessanta, le vicende del confine “provvisorio” con la Jugoslavia si sviluppano nella parte finale della rassegna, che conclude l’approfondimento storico con le grandi cerimonie militari di fine Novecento e inizi anni Duemila. La conclusione della mostra propone poi un focus sui temi della militarizzazione e dismissione dei siti militari nella nostra regione. La mostra resterà aperta fino al 28 febbraio e sarà visitabile, a ingresso gratuito, i sabati dalle 15.30 alle 19 e le domeniche dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19. Visite guidate in programma tutti i sabati e le domeniche dalle 17, a partire dal 7 novembre.

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