La crisi nera dell’Isontino

Che l’economia vada male, è sotto gli occhi di tutti. Ma quanto va male nella provincia di Gorizia? Moltissimo.Un dato su tutti, nel secondo trimestre del 2012, sono cessate 90 attività, rispetto al totale del 2011. L’indagine fatta grazie alla collaborazione dell’ufficio statistica della Camera di Commercio di Gorizia, consegna dei risutati allarmanti. Il valore negativo che segnano le imprese isontine, costituisce un trend già iniziato nel 2009. Infatti, se osserviamo, mancano all’appello 331 aziende, il 3,3 percento in meno nell’arco degli ultimi 2 anni e mezzo. Ma scendiamo nel dettaglio. Il settore, che più di altri ha risentito della crisi è il comparto delle costruzioni, con -37 aziende. Segue quello dell’agricoltura con 31 cessazioni. Il comparto manifatturiero con 18 imprese chiuse rispetto allo scorso anno. Seguono ancora, in questo triste elenco, Il Commercio con -16 ed i trasporti con -15 realtà del settore cessate nell’arco di questi primi mesi. In controtendenza invece, le attività rigurdanti i servizi per alloggio e ristorazione e le attività immobiliari. Queste registrano 11 nuove aperture per le prime, e 7 nuove imprese per le seconde. Anche le attività di carattere professionale vanno meglio con 6 nuove partita iva aperte. Quindi, se da una parte vediamo una tendenza verso alcune nuove realtà d’impresa, dall’altra, le vecchie, ma determinanti realtà imprenditoriali, soffrono. Ne consegue, come abbiamo già scritto, una difficoltà, da parte delle imprese a mantenere l’occupazione, e quindi, cassa integrazione, schizzata alle stelle in provincia. Un fenomeno complessivo che, ci auguriamo, possa cambiare rotta al più presto.

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