Isonzo,polemiche infinite.

Sulla questione Isonzo, siamo lontani dalla parola fine. Le problematiche relative alla gestione di questo corso d’acqua da parte della Slovenia, dove nasce, rispetto alla parte italiana ove scorre, per il suo tratto terminale da Gorizia sino all’Adriatico, alimetano più polemiche che soluzioni. Le polemiche. Non sono, come ci si potrebbe aspettare tra Itialia e Slovenia, ma sono tutte italiane e goriziane, tra Legambiente ed il Consorzio di Bonifica Pianura Isontina. E’ infatti dei giorni scorsi, la polemica che la sezione goriziana di Legambiemte ha sollevato nei confronti del Consorzio isontino. L’accusa, mossa nei confronti dell’ente dell’agricoltura:voler realizzare una chiusa sull’Isonzo non a beneficio delle arre agricole, ma per realizzare una nuova centralina di produzione di elettricità.
Non si e’ fatta attendere la risposta, seccata, del presidente del Consorzio,Enzo Lorenzon: “Chi ha il sospetto ha il difetto”,ha ribattuto. “Non c’è nessun progetto per una nuova centralina idroelettrica”, poche e chiare parole, per chiudere il discorso. ” Bisogna essere intellettualmente onesti, quando si dicono certe cose”, puntualizza Lorenzon rispondendo agli ambientalisti. Gli obiettivi del Consorzio di Bonifica, spiega il Presidente, sono quelli di garantire una portata costante del fiume di 25-30 metri cubi al secondo, e l’ipotesi, dello sbarammento all’altezza della passerella di Piedimonte, potrebbe permettere una raccolta di 3 milioni di metri cubi, sufficienti a manterenere costante il livello del fiume a valle, nei periodi di magra. Infatti, la scarsità di acqua ha impedito in questi mesi l’operatività delle turbine delle 6 centraline dislocate sul corso dell’Isonzo. Questo problema, appunto con la realizazione della traversa,sarebbe risolto, permettendo un flusso costante, capace di mantenere il livello delle acque,sempre sufficiente agli utilizzi sia delle centraline, sia irrigui. “Ci sarà stato di certo un serio moltivo se nel ’78 furono stanziati 30 miliardi di vecchie lire, per questo progetto” spiega Lorenzon.L’opera era stata pensata oltre trenta anni fa, proprio per equilibrare i rilasci, discontinui, della diga di Salcano in Slovenia.
Al di la delle polemiche, ” Il Consorzio -chiude Lorenzon – sì è sempre impegnato nella salvaguardia del territorio, ed ha sempre cercato la convergenza degli obiettivi, anche con le associazioni di tutela dell’ambiente”.

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