Isonzo, patto anti discariche

Regione e Arpa in campo accanto al comune per due delle battaglie ecologiche più importanti che hanno coinvolto la nostra città nell’ultimo decennio. Parliamo delle due discariche rinvenute nell’ultimo periodo sulle sponde dell’Isonzo, che riguardano complessivamente un’area di circa 2 chilometri quadrati equamente distribuiti tra la discarica di rifiuti di Montesanto e quella della Campagnuzza, entrambe al centro di un fitto vertice fra i tre enti nel primo pomeriggio di ieri nella sede goriziana della Regione, in via Roma. Nel dettaglio, la prima riguarda una vasta area di terreni privati nella zona di via degli Scogli, tra l’Isonzo e il confine di Salcano, dove secondo la segnalazione già riportata in consiglio comunale da Giuseppe Cingolani (Pd) e successivamente confermata dall’assessore comunale all’ambiente Francesco Del Sordi, sono stati abbandonati «frigoriferi, forni a microonde, lastre in amianto, batterie e plastiche di ogni genere, fusti di vernici e di vari agenti chimici, bidoni in metallo». «Eravamo già a conoscenza di questa situazione, ma ogni nostro tentativo di intervento è stato finora bloccato da tutta una serie di problematiche connesse ai vincoli di proprietà e dalle verifiche circa l’eventuale presenza di residuati bellici» ha spiegato Del Sordi, «abbiamo già in mano una relazione, comprensiva di una catalogazione di massima delle tipologie di rifiuti presenti, ma la Regione dovrà venirci incontro per sciogliere il nodo legato alle decine di proprietà private diverse che insistono in quell’area, i cui titolari risultano residenti in Slovenia e in altri paesi esteri». L’incontro di ieri è stato di fatto un primo passo verso quella che dovrà essere una analisi approfondita delle rispettive competenze tra Regione e comune e delle modalità di intervento. «Ognuno deve fare la sua parte» ha sottolineato Del Sordi, «e in particolare in via Pola l’intervento dovrà essere da parte della Regione, proprietaria di quei terreni. Per il comune gestire due problematiche di questo tipo sarebbe impossibile, parliamo di investimenti da centinaia di migliaia di euro per ogni discarica da smaltire. È indispensabile dividere i compiti tra istituzioni e siamo ottimisti visto che la Regione e l’Arpa hanno dimostrato grande sensibilità a voler risolvere queste problematiche, tra le più complesse, se non le più complesse in assoluto che mi siano capitate negli ultimi dieci anni». Così come in via degli Scogli, anche in via Pola la discarica si estende per circa un chilometro quadrato. Qui il terreno è disseminato da strati su strati di copertoni che, secondo le ricostruzioni spannometriche effettuate dai tecnici comunali, sarebbero stati trasportati in quell’area dal fiume già negli anni Settanta e fino alla metà degli anni Novanta. «In Campagnuzza sarà necessario effettuare nuovi sopralluoghi perché la situazione, nonostante l’approccio nelle ultime settimane è sostanzialmente sconosciuta» ha aggiunto Del Sordi, «anche se qui è doveroso specificare che il terreno è di proprietà regionale. Toccherà a loro definire se l’intervento spetterà al patrimonio, al demanio o all’ambiente». «La Regione è pronta a fare la propria parte». Sono toni rassicuranti quelli dell’assessore regionale all’ambiente, Sara Vito. «La Regione ha ritenuto fondamentale promuovere con urgenza questo incontro nella sede di Gorizia» ha detto, «perché a fronte dei fenomeni di degrado segnalati è necessario che la leale e corretta collaborazione tra le istituzioni porti a condividere un percorso per risolvere i problemi. Si tratta di interventi complicati causati da comportamenti incivili del passato, tanto più odiosi e intollerabili perché riguardano l’Isonzo, patrimonio ambientale, storico e culturale dal valore inestimabile».

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