Ipotesi privati per il castello

Riprendere in mano la gestione gli ex musei provinciali e affidare il castello a un pool di privati per potenziarne l’offerta turistica. Questa la strada tracciata dal sindaco Rodolfo Ziberna per sviluppare la vocazione storica, culturale e turistica di Gorizia, facendo inevitabilmente perno sulla sua attrazione più visitata, ma senza sottovalutare il potenziale delle altre mete cittadine e strizzando l’occhiolino ai vicini di Nova Gorica per includere negli itinerari goriziani alcune mete d’oltre confine come la Castagnevizza e la valle dell’Isonzo. «Quello che questa amministrazione ha in mente per sviluppare il turismo in città è un grande progetto» ha spiegato Ziberna, «attraverso il quale vogliamo trasformare la concezione di Gorizia da meta di passaggio a destinazione dove poter passare un interno fine settimana e dove pernottare anche per visitare le altre bellezze della nostra regione, da Aquileia a Cividale, dal Collio a Trieste, tutte raggiungibili nel giro di mezz’ora, minuto più minuto meno, dalla nostra città». Un processo di trasformazione che, per Ziberna, dovrà passare attraverso una serie di innovazioni dal punto di vista sia tecnologico sia meramente organizzativo. «A breve, grazie alle iniziative già avviate durante l’amministrazione di Ettore Romoli, potremo dotare le sale del castello di dispositivi multimediali di ultima generazione per far vivere ai turisti un’esperienza del tutto nuova rispetto al passato» ha ricordato il sindaco, «mentre sul lungo periodo dovremo pianificare almeno due grandi appuntamenti all’anno tra rievocazioni, spettacoli di giocoleria e falconeria, ma per fare ciò dovremo affidare la gestione a un privato che sia in grado di garantire elasticità negli orari di apertura, oltre a interventi di pulizia e manutenzione che all’occorrenza possano avere anche cadenza quotidiana. Tante associazioni del territorio hanno le carte in regola per potersene occupare, ma a valutare le proposte che eventualmente arriveranno sarà una commissione rigorosamente tecnica, con l’unico obiettivo di far contenti i turisti che visiteranno la nostra città. Ad esempio, mi piace immaginare che il personale e le guide del castello possano essere vestite con abiti medievali, proprio per far immergere i visitatori in un’atmosfera d’altri tempi e coerente anche nei dettagli con l’età medievale». Il nuovo corso del castello sarà però soltanto il punto di partenza del piano-Ziberna, che prevede anche una revisione dell’offerta museale goriziana e l’istituzione di un biglietto unico, che consenta l’ingresso gratuito o ridotto in tutte le principali mete turistiche della città, per limitare il fenomeno del turismo “mordi e fuggi”. «Sono sicuro che una volta che il centrodestra sarà tornato alla guida della Regione potremo ottenere la restituzione della gestione degli ex musei provinciali (attualmente co-gestiti dai Comuni di Gorizia e Monfalcone, ndr)» l’auspicio di Ziberna, «che ci consentirà di trasferire il museo della grande guerra nelle sale del museo Santa Chiara, lasciando libere quelle di borgo castello dove abbiamo intenzione di allestire il museo del Medioevo e dei tesori del Patriarcato di Aquileia, collegandoli successivamente in un itinerario che comprenda anche palazzo e parco Coronini, la sinagoga di via Ascoli, ma anche oltre confine con il cimitero ebraico di Valdirose, il santuario della Castagnevizza dove riposano gli ultimi Borboni e l’incantevole ambiente naturale della valle dell’Isonzo. Proposte attorno alle quali cercheremo l’intesa con l’amministrazione di Nova Gorica».

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