Intrusi al polo “Alighieri”

È stato definito un episodio di bullismo quello che questa mattina, durante le prime ore di lezione, ha colpito due dei tre licei del polo goriziano: l’Istituto magistrale “Scipio Slataper” di via Diaz e il liceo scientifico “Duca degli Abruzzi” di piazza Divisione Julia. Un episodio grave, che ha messo in luce una vistosa falla nella gestione della sicurezza degli studenti, perché se la mini gang di adolescenti si è limitata a qualche “vai a quel paese”, avrebbe potuto facilmente dare atto ad azioni ben più gravi.
Ciò che fa pensare, però, è la motivazione che potrebbe aver spinto i tra ragazzi ad entrare, seppur senza usare violenza fisica, in due scuole della città, accontentandosi di ridurre la loro loro azione ad un, per loro poco soddisfacente, “nulla di fatto”.
Crescere le giovani generazioni è uno di quei pochi ruoli della società moderna che possiamo definire imprescindibili. Ma in questo, forse, stiamo sbagliando qualcosa.

Laura Fasiolo.
Veniamo ai fatti. Il primo obbiettivo della giovane banda è stato l’istituto di via Diaz, dove due dei componenti sono riusciti ad entrare sfruttando il suono della prima campanella, mimetizzandosi tra gli studenti che si stavano regolarmente recando nelle aule. Entrati in una delle classi al piano terra dell’istituto, hanno tentato di far credere al docente, che chiaramente non li aveva riconosciuti come “suoi” studenti, che erano ex studenti della scuola privata “Alessandro Volta” di Udine (dichiarazioni non ancora verificate), appena iscrittisi al magistrale di Gorizia, destando i primi sospetti del docente. È bastata una semplice verifica per capire che i due stavano mentendo, anche se allontanarli dalla classe, in un primo momento, non è stato semplice. Nonostante ciò, dopo un accenno di reazione e qualche parola grossa di troppo, i due si sono dileguati, dandosi alla fuga.
Evidentemente ciò non è bastato. Reclutato un terzo ragazzo, dopo circa trenta minuti la banda si è diretta, con il medesimo approccio, al liceo scientifico di piazza Divisione Julia, dove però gli accessi alla scuola sono più facili da controllare. È stato questo il fattore fondamentale che ha consentito al personale della scuola di allontanare i tre “finti studenti”.
«Si è trattato di un’azione da parte di bulletti» ha dichiarato la preside del polo liceale “Dante Alighieri”, Laura Fasiolo. «I recenti tagli al personale di servizio ci mettono in crisi difronte a situazioni come questa. Quest’intrusione è però un forte segnale del disagio del mondo giovanile, che si manifesta anche contro l’istituzione scolastica. È fondamentale lavorare per il recupero di questi ragazzi – ha continuato la preside – trovandogli un’occupazione, dandogli qualcosa da fare. Rischiano, altrimenti, di diventare i delinquenti di domani».
Ma il problema della sicurezza viene inesorabilmente a galla. «Solleciterò, come ho fatto in passato, l’amministrazione provinciale affinché renda attive le videocamere di sorveglianza». Che la violazione di questa mattina sia, infine, collegabile al tentato incendio del giugno scorso? «Non lo so – risponde la Fasiolo – penso che le indagini stiano ancora procedendo». Ma il ringraziamento della direttrice scolastica va alle forze dell’ordine, puntualmente chiamate all’intervento stamane. «Spero che i ragazzi vengano identificati e che gli vengano – scherza la preside – come minimo “tirate le orecchie”. L’Arma e le forze di Polizia sono un punto di riferimento e una preziosa fonte di supporto e prevenzione a questo tipo di attacchi», in un periodo in cui la scuola, anche a Gorizia, è diventata il «bersaglio di ragazzi insoddisfatti».

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Le opinioni dei lettori su "Intrusi al polo “Alighieri”"

  1. Allarme sociale??? Ma va, è stata una bravata di 3 muletti!!! Non si meritavano neanche tanta pubblicità!!!

  2. Bisogna trovare un lavoro a questi ragazzi? Beh che bel messaggio lanciato dalla Preside. Per trovare lavoro basta fare i bulli ed aspettare! Voi a scuola che ci state a fare? Tutti fessi?

  3. premetto, sono parte in causa,
    ma non per questo dubito
    del carattere obiettivo
    di quanto ho da dire.

    sono infatti l’insegnante che si è trovato
    i due bulletti in classe, e che li ha cacciati
    una volta che l’intrusione si è
    rivelata nella sua chiarezza.

    si è trattato di una bravata, è vero,
    e i due protagonisti erano
    ragazzini senza intenzioni bellicose:
    del resto, confesso che uno almeno
    era quasi simpatico.

    forse, se gli fosse riuscito il gesto, si
    sarebbero fatti quattro risate alle spalle
    delle istituzioni e di chi vi lavora.
    niente di più.

    e tuttavia sta cosa, sebbene non sia
    da esagerare nella sua gravità, rivela
    alcune cose da non trascurare:

    1) lo stato in cui è ridotta la scuola
    pubblica per via dei tagli: nella scuola
    in cui lavoro, oltre a non
    esserci più un personale di segreteria
    (il lavoro di segretaria lo fa una bidella,
    tra una fotocopia e una passata ai bagni),
    è stato quasi azzerato il personale di
    servizio;

    2) questo stato di cose si riflette sulla
    vigilanza delle entrate e degli ambienti
    degli edifici scolastici (di parecchi in
    Italia, credo. peraltro l’80
    per cento delle scuole provinciali
    è in regime di deroga per ciò che
    riguarda la sicurezza);

    3) appare evidente la difficoltà che
    la scuola italiana ha in questo momento
    nel garantire l’incolumità
    e la sicurezza dei ragazzi
    che la frequentano (molti minorenni):
    in altre parole, bulletti di tutto
    il mondo, unitevi ed entrate,
    c’è posto per tutti, e nessuno
    controlla.

    4) e se domani qualcuno avesse
    intenzioni più pericolose dei
    due ragazzetti dell’altro giorno?

    5)ultima cosa: non siamo dei
    fessi…i fessi, in questa vicenda,
    non sono riusciti a sedersi tra
    gli alunni, e anzi sono stati cacciati.

    altri fessi, quelli veri, hanno
    sacrificato la scuola anziché
    fare la lotta agli evasori.

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