«In questura come baraccati»

«La questura di Gorizia ha bisogno di una sede adeguata. Non possiamo continuare a vivere come baraccati e sono pronto a portare questa mia campagna fino al capo della polizia». È uno sfogo a 360 gradi quello a cui il questore di Gorizia, Lorenzo Pillinini, si è lasciato andare durante la cerimonia per il 165esimo anniversario della polizia di Stato in merito alle condizioni (ormai più che note) in cui versa il palazzo degli Stati provinciali di piazza Cavour, tra i beni che la Provincia di Gorizia ha inserito negli elenchi degli immobili in liquidazione. Una partita, quella sul futuro del palazzo appoggiato sulla cattedrale, che rappresenta un rebus di difficile soluzione. Sul tavolo, però, le idee sono chiare: gli uffici della questura sono destinati ad abbandonare piazza Cavour e a trasferirsi alla caserma “Massarelli” in Casa Rossa e nella sede del genio civile in piazza San Francesco. Due i nodi che impediscono di riordinare lo scacchiere. Da una parte la presenza stessa del Provveditorato per le opere pubbliche che impedisce alla questura di occupare interamente la palazzina di piazza San Francesco, e dall’altra la necessità di effettuare importanti lavori di adeguamento funzionale al secondo piano della “Massarelli”. In piazza Cavour, intanto, le condizioni del palazzo continuano a peggiorare. Nell’ultimo periodo si è verificato il distaccamento di alcune porzioni di intonaco dal vano scala che porta all’ultimo piano, costringendone la chiusura. Poco male, verrebbe da dire, visto che proprio l’ultimo piano, già svuotato dagli uffici, è quello che presenta le condizioni peggiori e che attualmente non viene frequentato. Le impalcature invece continuano a fare brutta mostra all’interno dell’ufficio del capo di gabinetto e appena fuori dall’ufficio del questore. «Mentre la questura cade a pezzi, non sembra difficile reperire più di 5 milioni di euro per il restauro di una villa» ha aggiunto Pillinini, «intervento importante e che fa piacere a tutti, ma ritengo che garantire alla questura una sede dignitosa sia forse più importante. Con un budget simile saremmo in grado di rilevare la caserma “Massarelli”, per la quale oggi dobbiamo pagare un affitto al comune di Gorizia, e trasformarla a nostra immagine e somiglianza oltre che sulla base delle nostre esigenze. A breve avremo un nuovo incontro con il commissario della Provincia sul futuro del palazzo di piazza Cavour, ma ormai il problema non è più procrastinabile. In merito ho già inoltrato una nota al ministero».

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