In preghiera per la pace

La Chiesa di Gorizia ha accolto l’invito di Papa Francesco e questa mattina ha celebrato in Cattedrale il suffragio di tutte le vittime della Grande guerra. E proprio alle parole pronunciate lo scorso 13 settembre dal Santo Padre al Sacrario di Redipuglia si è rifatta l’omelia dell’Arcivescovo Redaelli, che ha ricordato il passaggio più significativo di Papa Francesco: “Tutte queste persone, che riposano qui -aveva detto il Pontefice- avevano i loro progetti, avevano i loro sogni, ma le loro vite sono state spezzate. Perché? Perché l’umanità ha detto: a me che importa”. “A 100 anni dall’inizio della guerra che ha ucciso tanti nostri giovani -ha proseguito Redaelli- ha insanguinato le nostre pianure, colline e montagne, ha riempito di cadaveri i nostri fiumi, ha distrutto case, chiese, monumenti, siamo qui per un doveroso ricordo e per una preghiera a favore di tutti coloro che, da una parte e l’altra del fronte e, prima ancora, in terre lontane, sono morti, sono stati feriti e hanno sofferto nel corpo e nell’anima a causa della guerra”. Un appello alla ricerca della pace è stato rivolto dall’Arcivescovo anche alle autorità militari e agli amministratori pubblici, nonché a genitori, educatori, insegnanti “che hanno il compito affascinante e difficilissimo di educare le nuove generazioni ai valori della pace, della giustizia, della solidarietà”. L’Arcidiocesi di Gorizia vivrà infine un secondo momento di ricordo della Grande guerra, il prossimo 28 novembre al santuario mariano di Monte Santo, quando assieme alla Chiesa di Capodistria celebrerà una liturgia in memoria di Francesco Borgia Sedej, Arcivescovo di Gorizia durante gli anni del conflitto.

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