In aeroporto anche bar e negozi

Gorizia ieri si è risvegliata con il naso all’insù. Destata dal ronzio quasi dimenticato delle eliche di aerei, ultraleggeri ed elicotteri che hanno tenuto a battesimo il nuovo aeroporto “Duca d’Aosta”. Una decina in tutto i velivoli che fin dalla prima mattina di ieri sono atterrati sulle piste di via Trieste, qualcuno arrivato di propria iniziativa dopo aver saputo della riapertura dello scalo goriziano (dall’avio superficie di Trivignano Udinese il primo velivolo atterrato), altri richiamati apposta per onorare la cerimonia inaugurale, come l’elicottero di Elifriulia arrivato da Ronchi dei Legionari, i tre velivoli arrivati dalla scuola di volo di Portorose e i velivoli “Flamingo” messi in bella mostra dalla Taf3, prossima a inaugurare un nuovo insediamento industriale accanto all’aeroporto. «Gorizia oggi riscopre una parte importantissima delle sue radici, in quella che fu anche la base del 4° Stormo» ha commentato il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, «e al tempo stesso è chiamata a guardare con fiducia al suo futuro scoprendo una nuova linfa per il settore manifatturiero. La cerimonia di oggi potrebbe rivelarsi quella che ha dato il la allo sviluppo di un nuovo destino per la nostra città, che attualmente conta già due importanti insediamenti pronti ad aprire i battenti nei prossimi mesi. Enac ha compreso lo sforzo e il desiderio che Gorizia ha espresso per riprendere possesso di quest’area, assegnando alla consortile la prima storica concessione di un aeroporto minore secondo le norme dettate dai nuovi regolamenti nazionali». Aspetto centrale della cerimonia è stato proprio lo sguardo rivolto al futuro dell’area intesa come nucleo del nuovo polo industriale votato al settore aeronautico, del quale la Pipistrel rappresenterà il vero fiore all’occhiello. La cerimonia di ieri, infatti, non dovrà rivelarsi autoconclusiva, ma essere seguita fin da subito dalla prosecuzione dei tanti progetti nati in seno alla consortile per lo sviluppo dello scalo e delle attività collaterali a quella del volo. Le cose da fare non mancano. Completata la prima fase, la consortile dovrà occuparsi ora del recupero e della messa in sicurezza delle palazzine, tra cui la vecchia torre di controllo, officine e hangar, ma anche l’ex cinema e l’ex alloggio sottufficiali. In più, secondo i piani della consortile, troveranno spazio in aeroporto due scuole di volo, una italiana e una slovena, mentre l’hangar Gleiwitz ospiterà il dipartimento didattico con una sezione dedicata all’aeromodellismo e un’area museale dedicata alla storia del volo. Oltre al percorso ginnico e ai servizi per i podisti che la consortile intende ripristinare, in via Trieste è prevista l’apertura anche di bar, ristorante e negozi. Alla cerimonia hanno partecipato anche il vice presidente della camera di commercio Venezia Giulia, Gianluca Madriz, l’assessore regionale all’ambiente Sara Vito, il sindaco di Savogna d’Isonzo, Alenka Florenin, il prefetto di Gorizia Isabella Alberti, il cui augurio è stato rivolto all’apertura dei confini anche sotto il punto di vista economico e industriale, e il presidente della società consortile “Duca d’Aosta”, Ariano Medeot che, nel giorno in cui il progetto per la riapertura dell’aeroporto taglia il proprio meritato traguardo, è voluto tornare con la memoria ai primi passi mossi dalla consortile. «Quattro anni fa, quando mi presentai a Enac per la prima volta, mi sentii dire che ero l’ennesimo presidente dell’ennesimo cda che intendeva assumere la gestione di un aeroporto, operazione che non era ancora mai stata effettuata» ha raccontato Medeot, «per quale motivo avrebbero dovuto credere al nostro progetto? Oggi, la risposta a quella domanda è davanti agli occhi di tutti, per soddisfare l’unica e la sola richiesta che ha sempre guidato l’azione della nostra società, vale a dire riprendere in mano un aeroporto che è impregnato di storia e di valori legati a doppio filo alla città di Gorizia».

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