Il sindaco testa la mensa

Nella giornata di ieri (giovedì 25 ottobre, nda) il sindaco Romoli e l’assessore Romano hanno visitato le scuole dell’infanzia di Sant’Andrea (sezione slovena) e di Lucinico.
Una visita tutt’altro che ufficiale, dato che l’obiettivo è stato quello di testare quantità e qualità dei cibi offerti ai bambini dai servizi mensa, più volte nel mirino dei cecchini di opposizione.
Obiettivo centrato facilmente, dunque, anche se nella mente del sindaco Romoli è sorto più di un dubbio.

QUALITÀ Che ai cuccioli umani d’un tempo non andassero giù né la frutta né la verdura è cosa ben nota, che questa tendenza stia cambiando forse lo è di meno. Se frutta e verdura sono finalmente apprezzate (con buona pace dei dietologi, chissà cosa inventeranno ora…), lo sono molto meno il pesce, il formaggio e, mostro dei mostri, il pane con le olive. “La grandissima parte dei bimbi -ci racconta il sindaco Romoli- prima di mangiare il pane, toglie una ad una tutte le olive”. Un vero e proprio odio, forse. O forse un modo come un altro per giocare e divertirsi (che le insufficienze degli asili non si limitino alle mense?).

QUANTITÀ In secundis: la quantità del cibo che secondo Romoli è ancora insufficiente. “I bambini, oltre a mangiare spesso ciò che non gli va, mangiano poco”. I menu sono scarsi, l’appetito dei cuccioli decisamente meno. Non sarebbe male, insomma, il ritorno del “rinforzino” dell’indimenticabile supercazzolatore Lello Mascetti. A sentirlo pronunciare da un altro toscano poi, non si può che dargli ragione.

Verrà inoltre convocata una riunione alla quale parteciperanno le maestre delle scuole dell’infanzia per decidere, secondo i gusti più popolari dei cuccioli in questione, un menu che possa finalmente saziare anche questo loro piccolo ed ingenuo capirccio.
Perché si sa, i tempi cambiano, ma i bimbi restano sempre bimbi.

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Le opinioni dei lettori su "Il sindaco testa la mensa"

  1. La sapete quella delle due vecchie signore in villeggiatura sui monti Catskills e una dice: “Mamma, come si mangia male in questo posto!”. “Oh sì, il vitto è uno schifo, e oltretutto ti danno porzioni così piccole!” (woody allen)

  2. Che si noti che la quantità del cibo offerta ai ragazzini sia, a parere di sindaco ed assessora, insufficente, mi mette a disagio. Il problema della nostra società “ricca” è casomai l’abbondanza e l’eccesso di cibo ingerito in primis dai giovani e giovanissimi, che non fanno la spesa ma mangiano ciò che viene loro dato dai genitori (ed in qualche caso da nonni o zii). Il trend è quello di una società sovrappeso ed obesa, lo indicano le statistiche di ISTAT e O.M.S., e se è vero che negli asili, nelle scuole e mense “serie” viene calibrata la presenza di proteine, vitamine, carboidrati, ecc. (o perlomeno dovrebbe essere così), poi se il ragazzino non mangia alcuni alimenti perchè non gli piacciono ed arriva a casa con la fame, ed il genitore gli dà la merendina che gli piace tanto, ecco il patatrac!
    Quindi, suggerisco ai genitori: se volete bene ai vostri figli abituateli a mangiare un po’ di tutto! Tralasciando i 4 salti in padella, la simmenthal, i piatti pronti, patatine fritte e mac menù vari, abituateli a mangiare magari meno (non 150 gr. di pasta!) ma meglio! E’ una questione di abitudine che nel medio-lungo periodo darà dei risultati di salute.

  3. Mi fa sorridere l’immagine dei bambini che tolgono ad una ad una le olive dal pane. Ahah! Che fighi. Però non si capisce se la preoccupazione di Romoli è dovuta al fatto che non le hanno mangiate ste olive o perché i bambini comunisti gliele hanno tirate dietro.

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