Il rudere sarà demolito

Il rudere di via Morelli ha i giorni contati. O le settimane, a seconda di quanto saprà essere celere la burocrazia italiana. La svolta è arrivata dal Soprintendente per l’archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Corrado Azzollini, ieri a Gorizia per partecipare alla “Giornata dell’architettura” al polo universitario di via Alviano, che si è sbilanciato sul destino della palazzina semidemolita di via Morelli. «Abbiamo avviato un dialogo con il comune di Gorizia per riuscire a risolvere la situazione della casa di via Morelli» ha detto Azzollini, «a fronte di uno stato di degrado che, dopo le vicende che tutti conosciamo, non è stato risolto ma anzi si è aggravato. Osservare ciò che rimane della palazzina non è piacevole né per la Soprintendenza né per il comune di Gorizia, e non lo è tantomeno per il comune senso estetico. È in atto una valutazione per eliminare questa situazione di degrado, indipendentemente dalla procedura avviata presso la Procura della Repubblica, che seguirà una strada parallela al destino della palazzina e che servirà a rilevare eventuali responsabilità nella parte di demolizione già avvenuta». Procedura, lo ricordiamo, che riguarda l’esposto presentato lo scorso maggio dalla Soprintendenza in relazione all’iter che aveva portato all’apertura del cantiere, avvenuta il 24 gennaio dello scorso anno in seguito a un probabile malinteso tra i due enti, sul quale per l’appunto sarà chiamata a fare luce la Procura.

«Aspettiamo una risposta ufficiale»
La completa demolizione di ciò che rimane del rudere sembra quindi l’unica strada percorribile. Una notizia che viene accolta con il suono delle campane a festa dal sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, ma anche da residenti e commercianti della via che da anni convivono con questa situazione e che a più riprese sono stati costretti a vedersi chiudere la strada per il rischio che la struttura potesse cedere. «Confermo che ci sono stati dei contatti con la Soprintendenza» ha commentato il sindaco Romoli, «il comune ha inoltrato una domanda per ottenere il via libera alla demolizione e siamo ancora in attesa di una risposta ufficiale. Il fatto che il soprintendente abbia anticipato e ipotizzato una risposta affermativa ci fa estremamente piacere. È un risultato che arriva dopo oltre un anno di tentativi di convincimento, iniziati fin dal giorno in cui è stato ordinato l’alt ai lavori di demolizione».

I goriziani chiedono un parcheggio
I residenti nel frattempo stanno già pensando a quale potrà essere il modo migliore per celebrare la ripresa e la conclusione dei lavori, che libereranno la via dal suo rudere. «Un anno fa siamo rimasti tutti allibiti dalla vicenda che si era venuta a creare» le parole di Gianfranco Tomadini, «avevamo visto iniziare i lavori ma poi nell’arco di una notte le cose erano cambiate. Prima eravamo entusiasti e pronti a fare festa, poi siamo rimasti con l’amaro in bocca. Speriamo che l’area venga riconvertita e non lasciata a sua volta in preda al degrado. Quello che pensiamo possa essere utile è un parcheggio, anche a servizio dei negozi e dei ristoranti della zona, ma anche un giardinetto sarebbe un’opzione gradita, purché l’area diventi fruibile dai cittadini, e non resti rinchiusa dalle transenne. Siamo pronti a rispolverare l’idea di organizzare una festicciola per celebrare la demolizione, ma ne parleremo a lavori conclusi. Non vorremmo restare nuovamente delusi».

Nuova gabbia alla Stella Matutina
A margine del suo intervento alla “Giornata dell’architettura”, Azzollini ha commentato anche la situazione di altri ruderi goriziani, su tutti l’ex sala cinema della Stella Matutina, che sarà oggetto di un nuovo intervento di messa in sicurezza, e l’ex rimessa dei tram, che invece ha già incassato dalla Soprintendenza il via libera verso la sua trasformazione in un’area di sosta.

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