Il progetto di Manuela Botteghi

Foglio Goriziano, in vista delle ormai imminenti elezioni per il rinnovo del Comune di Gorizia, ha rivolto ai quattro candidati a Sindaco cinque domande (uguali per ognuno) sui loro progetti per la Gorizia del futuro. Oggi iniziamo con Manuela Botteghi, candidata del Movimento 5 Stelle, e Fabrizio Manganelli della lista omonima.

Manuela Botteghi
Manuela Botteghi.
Sviluppo di Gorizia e possibili nuovi sbocchi.
Gorizia deve porsi al centro di un territorio più vasto che comprende le valli del Vipacco e dell’Isonzo e naturalmente Nova Gorica. Deve sfruttare la sua capacità di accoglienza, creando occasioni di incontro sul suo territorio, che possono essere trainanti per l’economia. A questo si può collegare lo sviluppo di un turismo eco ambientale a partire dal fiume e dal circondario. L’agricoltura, ancora presente nelle frazioni, deve essere rivitalizzata in modo da tornare al centro dello sviluppo economico. Un’altra attività da potenziare è quella della comunicazione e dell’arte visiva, sfruttando le presenze di realtà pubbliche e private che agiscono in questo campo e creando un centro di formazione e produzione teatrale e cinematografica, in forma autonoma . L’Università deve essere più integrata nella città e gli studenti devono poter avere maggiori servizi per rendere più attrattiva e funzionale Gorizia. Infine, per favorire l’imprenditoria giovanile si possono mettere a disposizione degli spazi da autogestire, mettendo in comune anche i mezzi di produzione, per sperimentare la reale possibilità e capacità di intraprendere un’attività autonoma nel campo dell’artigianato e dell’arte.

Quali rimedi per il settore commerciale, indubbiamente, da tempo in crisi?
Il commercio deve trovare la forza di migliorare la qualità dei servizi offerti, cercando di ridare in chiave nuova a Gorizia il ruolo che ha perso a partire dalla caduta della domanda dei clienti della vicina Slovenia. Perché questo avvenga è necessario che il Comune predisponga, di concerto con le categorie interessate, un vero e proprio piano di rilancio, che contempli:- la riqualificazione degli spazi di vendita, mantenendo, dove ancora presenti, le caratteristiche tradizionali dei negozi goriziani – una premialità fiscale e tariffaria nei confronti di comportamenti virtuosi, come la riduzione degli imballaggi e l’approvvigionamento di prodotti sul mercato locale. Si può creare una moneta complementare, che può promuovere una nuova rete di economia solidale. (ad es.sistema SCEC, assimilabile ad uno sconto incondizionato dal punto di vista fiscale). Bisogna favorire il piccolo commercio, riconoscendogli anche una funzione sociale e di servizio,anche in questa funzione è da privilegiare il commercio nell’ambito della città e non in centri commerciali posti in estrema periferia,(v. via Terza Armata).

Manuela Botteghi
Manuela Botteghi con Beppe Grillo.
Dal Friuli Venezia Giulia all’Europa. Gorizia ha sempre svolto un ruolo internazionale, come può essere rinverdito?
Intanto Gorizia deve sviluppare una rete di servizi condivisi con Nova Gorica, (iniziando con Ambiente, utilizzo Isonzo, Rifiuti, Urbanistica, Istruzione e Cultura). Questo permetterebbe alle due città di acquisire una maggiore rilevanza nell’ambito nazionale ed europeo. La cultura acquisita sotto l’amministrazione austriaca, è di aiuto nel mettere Gorizia al centro del nostro continente, quell’Europa che deve cambiare volto e istituzioni per assolvere al suo compito di raccordo e scambio tra i due poli d’Oriente e d’Occidente. Oggi Gorizia non crede a questo ruolo internazionale ,perché è ripiegata su se stessa in balia di una crisi di identità che è cominciata all’indomani della perdita della zona franca e con la eliminazione del confine. Paradossalmente, fattori di sviluppo come la libera circolazione delle merci e soprattutto delle persone, hanno pesato negativamente anche a causa di una classe politica e imprenditoriale pavida e miope. C’è da recuperare quindi uno svantaggio.

Pericolo astensionismo. Un pericolo reale, almeno dagli ultimi sondaggi, quali le cause, e chi potrebbe esserne maggiormente penalizzato?
Le cause di una possibile massiccia astensione sono lo scandalo che si trascina da anni di politici truffaldini, incompetenti e pigri, di un’Amministrazione cittadina asfittica e legata al vecchio,della noia di dibattiti nei quali si propongono poche soluzioni ai problemi dei cittadini, la convinzione, giusta, che non si conti nulla dopo aver dato il voto. Il nostro Movimento , che prima non c’era, ha tra i suoi obiettivi proprio il recupero alla Politica e alla vita sociale attiva del maggior numero di cittadine e cittadini ,che vogliano tentare in modo diretto di cambiare la propria vita , per far si che la città diventi a 5 Stelle. Noi speriamo di aver suscitato una speranza di effettivo rinnovamento, sia per i nostri programmi sia per la coerenza delle nostre azioni: quello che proponiamo facciamo. Siamo contro il finanziamento pubblico dei partiti e quindi non incassiamo quanto ci “spetterebbe”, siamo per l’abolizione delle provincie e quindi non ci presentiamo alle elezioni provinciali. E’ difficile dire chi potrebbe essere avvantaggiato dall’astensione, una volta poteva essere la sinistra, potendo contare su un elettorato più fedele e disciplinato. Oggi che anche questo elettorato ha perso molta della sua fiducia nei partiti dai quali si sentiva tradizionalmente rappresentato e che la destra ha dato di sé lo spettacolo indegno che tutti conosciamo, è possibile che il M5STELLE possa fare un buon risultato ,anche se la paura del nuovo potrebbe fermare gli elettori.

Un giudizio sulla campagna elettorale
Non avevo aspettative, perché non sapevo bene che cosa mi sarebbe toccato ! La cosa che finora mi è piaciuta di più è stato l’incontro con persone molto diverse da me e tra loro. E’ stato molto interessante anche l’obbligo di conoscere meglio la città ed ho imparato moltissimo da tutti, grazie anche alla necessità di ascoltare con attenzione e capire le ragioni di tutti. Forse erano gli elettori ad avere delle aspettative e sarà il voto a dirci se sono state soddisfatte.

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