Il progetto di Giuseppe Cingolani

Giuseppe Cingolani
Giuseppe Cingolani.

Ultimi fuochi, e questa volta per davvero, della campagna elettorale per il rinnovo del Comune di Gorizia.
Domani giornata di riflessione e, domenica e lunedì il voto.
Nonostante l’estremo ritardo con cui sono arrivate le risposte del candidato sindaco del Centrosinistra (lo avevamo spiegato nel cappello all’intervista al sindaco uscente Ettore Romoli).
Per correttezza e per offrire agli elettori un quadro, il più plurale possibile, dei progetti per il futuro della nostra città; abbiamo deciso di pubblicare anche l’intervista, “fuori tempo massimo”, del candidato sindaco Giuseppe Cingolani.

Sviluppo di Gorizia e possibili nuovi sbocchi.
Daremo vita ad un distretto transfrontaliero dell’innovazione, che porrà al centro la ricerca applicata sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Lo faremo mettendo in rete le università di entrambi i lati del confine, in particolare le facoltà di Architettura, i centri di ricerca, come il Centro di Ecologia Teorica ed Applicata ed Area Science Park, e le imprese. Un piano organico per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili sugli edifici pubblici e privati favorirà anche le imprese locali, gli impiantisti e gli artigiani del settore. Renderemo più snella la burocrazia, creando lo sportello unico per le autorizzazioni edilizie.La storia della città va valorizzata con il museo diffuso. Valorizzeremo il turismo sportivo, enogastronomico e il corso dell’Isonzo, con la pista ciclabile dalle sorgenti alle foci.

Quali rimedi per il settore commerciale, indubbiamente, da tempo in crisi?
Ci vuole innanzitutto un calendario di eventi distribuiti lungo l’arco dell’anno specie in concomitanza di periodi di calo dei consumi
Sarà sviluppato il marketing territoriale, orientandolo più verso i consumatori fuori provincia.
Saranno concordate con gli esercenti delle promozioni sociali nella Quarta settimana, quando è avvertito maggiormente il calo delle vendite causa crisi.
Promuoveremo la residenzialità nel centro, per la locazione dei vani abitativi sfitti e la localizzazione dei consumatori.
Restituiremo competitività alle attività commerciali e artigianali nel centro storico ricorrendo a misure di agevolazione su Imu, Tia, addizionali comunali, tassa d’occupazione suolo e imposta di pubblicità oltre la soglia di franchigia, anche con l’obiettivo di favorire le locazioni degli esercizi sfitti.
Promuoveremo l’integrazione tra il settore commerciale, quello del turismo e quello delle iniziative culturali.
Saranno favorite l’integrazione dimensionale e funzionale delle aziende commerciali, anche mediante lo strumento delle Associazioni d’impresa, la creazione di economie di scala negli approvvigionamenti e nelle utenze, la professionalizzazione degli esercenti in conduzione familiare.
Promuoveremo l’accordo tra esercenti, con il coinvolgimento delle parti sociali, per un calendario di aperture domenicali condivise e sostenibili (conseguente al Decreto liberalizzazioni).

Dal Friuli Venezia Giulia all’Europa. Gorizia ha sempre svolto un ruolo internazionale, come può essere rinverdito?

Una delle risorse principali di Gorizia è di essere una città europea. sanità, turismo, commercio, mobilità urbana, promozione dell’Isonzo anche come luogo di turismo sportivo, enogastronomia: in tutti questi settori è possibile realizzare dei progetti transfrontalieri, attingendo anche ai finanziamenti europei che troppo spesso restano inutilizzati.

Pericolo astensionismo. Un pericolo reale, almeno dagli ultimi sondaggi, quali le cause, e chi potrebbe esserne maggiormente penalizzato?

Le cause sono una politica che non è stata all’altezza del suo compito. I casi di corruzione, carrierismo, di una politica fatta principalmente per interesse personale sono troppo diffusi. Per cambiare le cose ci sono dei passi irrinunciabili: dimezzare gli stipendi di parlamentari e consiglieri regionali, sopprimere i loro vitalizi, eliminare i molti enti di secondo grado e i consigli di amministrazione inutili, elaborare nuovi criteri per le nomine, porre il limite di due mandati per gli incarichi elettivi e fare una nuova legge elettorale che permetta ai cittadini di scegliere davvero chi mandare in parlamento. Così sarebbe più facile vedere persone impegnate in politica solo per la passione per il bene comune. Temo l’astensionismo, perché se andassero a votare in pochi sarebbe la città intera a soffrirne e ad essere penalizzata.

Un giudizio sulla campagna elettorale.

È stato appassionante ed impegnativo soprattutto il contatto con le persone, ascoltare le esigenze, i bisogni, le difficoltà enormi in cui molti si trovano a vivere. Non è possibile amministrare una città senza immergersi nella città ed ascoltare i cittadini. Gorizia cambierà solo con un nuovo dialogo tra i cittadini e l’amministrazione, mettendo al centro la partecipazione.

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