Il progetto di Ettore Romoli

Foglio Goriziano conclude oggi la serie di interviste ai quattro candidati a Sindaco del Comune di Gorizia. Dopo Manuela Botteghi del Movimento 5 Stelle e Fabrizio Manganelli dell’omonima lista, oggi è la volta del Sindaco uscente, Ettore Romoli, che guida l’arcipelago del centrodestra. Dal confronto a 4 manca il rappresentante del centrosinistra Giuseppe Cingolani, che più volte sollecitato non ha inteso, probabilmente per l’intensità della sua campagna elettorale, rispondere alle 5 domande identiche formulate a tutti i quattro candidati a Sindaco.

Ettore Romoli
Ettore Romoli.
Sviluppo di Gorizia e possibili nuovi sbocchi.
Il primo obiettivo che mi sono posto, cinque anni fa, quando sono diventato sindaco, è stato quello di cercare di frenare il declino della città, che sembrava ormai irreversibile dopo la caduta delle barriere doganali e la scomparsa della zona franca, due eventi che hanno portato, praticamente, alla scomparsa dell’economia legata al confine. Non era un’impresa facile, anche perchè, a completare il quadro, è arrivata la crisi internazionale che, ovviamente, non ha risparmiato Gorizia. Quattro sono stati i fronti su cui mi sono particolarmente impegnato per creare le condizioni per la riconversione dell’economia: riqualificazione urbanistica del centro storico per incentivare una nuova dimensione turistica e commerciale, potenziamento dell’Università, con l’arrivo di una nuova facoltà di prestigio (abbiamo ottenuto Architettura), rilancio di un nuovo tipo di industria con l’avvio del polo aeronautico (è già stata posta la prima pietra dell’azienda Pipistrel nell’aeroporto Duca d’Aosta) e appoggio a nuove iniziative imprenditoriali e, infine, attivazione di strumenti legislativi internazionali per accedere con maggior facilità a fondi europei per lo sviluppo dell’economia di tutta l’area a cavallo del confine (abbiamo creato il Gect con Nova Gorica e San Pietro Vertoiba).

Quali rimedi per il settore commerciale, indubbiamente, da tempo in crisi?
Magari fosse un problema solo locale, sarebbe più facile individuare le criticità e cercare di porvi rimedio. La crisi del commercio va ben oltre il nostro territorio e si è fatta molto pesante in seguito alla crisi economica che ha ridimensionato drasticamente la capacità di spesa delle famiglie. Inoltre c’è anche il fatto che l’offerta, attraverso il proliferare dei centri commerciali, anche oltre confine, è diventata molto più ampia. Insieme agli operatori economici abbiamo lavorato, in questi anni, per mettere in cantiere nuove iniziative che consentano alla rete commeciale cittadina di aumentare la competitività, trasformando il “cuore” storico della città in un polo commerciale all’aperto. Siamo riusciti ad ottenere, per questo, 100 mila euro dalla Regione da impiegare per il marketing commerciale, disponibili già da maggio. Inoltre, ho aperto una “trattativa” con l’Agenzia delle entrate per rivedere gli studi di settore mentre ho mantenuto al minimo l’Imu per le strutture commerciali. Proseguiremo, inoltre, la riqualificazione urbanistica, con la realizzazione di nuove aree parcheggio.

Dal Friuli Venezia Giulia all’Europa. Gorizia ha sempre svolto un ruolo internazionale, come può essere rinverdito?
In passato ci si è spesso riempiti la bocca con le parole “vocazione internazionale” senza mai riuscire a dar loro una connotazione concreta. Con il Gect, di cui è presidente l’onorevole Franco Frattini, si sta lavorando su progetti concreti, il più ambizioso dei quali è la realizzazione di un’università internazionale da finanziare con fondi europei.

Pericolo astensionismo. Un pericolo reale, almeno dagli ultimi sondaggi, quali le cause, e chi potrebbe esserne maggiormente penalizzato?
C’è una forte sfiducia verso la politica, accentuata anche dalla pesante crisi economica e, se ciò dovesse provocare astensionismo, credo che colpirebbe tutte le forze politiche, dando fiato ai movimenti di protesta. Sono certo, però, che i Goriziani, come hanno sempre fatto, sapranno distinguere i vari livelli della politica e andranno alle urne con grande senso di responsabilità, sapendo che con queste elezioni si deciderà il futuro della nostra città.

Un giudizio sulla campagna elettorale.
Veramente le aspettative dovrebbero averle gli elettori più che i candidati. Posso solo dire che, in questa campagna elettorale, la cosa che mi ha maggiormente colpito è l’affetto della gente e la fiducia che molti cittadini mi hanno dimostrato in questo periodo.

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