Il PDL scrive a Tondo

È firmata da Roberto Sartori e Francesco Del Sordi, rispettivamente coordinatore e vice-coordinatore del Popolo della Libertà di Gorizia, la lettera, di seguito interamente pubblicata, inviata a Renzo Tondo per richiedere una linea politica che salvi la struttura del punto nascita di Gorizia, recentemente messo in forte discussione dal disegno di riforma studiato dall’Assessore regionale Vladimir Kosic.

Egregio Presidente,
il Coordinamento comunale del PdL di Gorizia esprime il suo totale dissenso alla chiusura del punto nascita di Gorizia, e stigmatizza la “fuga in avanti”, a mezzo stampa, dell’assessore Kosic su documenti programmatori inerenti la sanità, fatta con un metodo inaccettabile senza un confronto con i Gruppi consiliari e con le locali forze politiche di maggioranza.
Davanti a questo atteggiamento, ci aspettiamo un richiamo formale da parte Sua nei confronti dell’esponente della giunta.
Presidente, non è Lei ad essere delegittimato, ma lo siamo tutti noi.
Tutti i locali amministratori e gli eletti del PdL che quotidianamente lavorano con impegno e passione sul territorio, confrontandosi con gli elettori ed i cittadini, gli stessi che l’hanno sostenuta e votata e che ora si sentono traditi perché non capiscono. Si chiarisca una volta per tutte l’esatta entità dei sacrifici richiesti, che dovranno essere distribuiti equamente su tutto il territorio e non solamente sulla sanità goriziana, che è stata già penalizzata in passato con scelte discutibili e poco comprensibili.
In merito al principio del contenimento della spesa, la nostra Azienda sanitaria è riuscita a mantenere i costi medi per parto ad un livello molto inferiore rispetto ad altre realtà molto più grandi come Trieste e Pordenone. Inoltre sotto il profilo della sicurezza, i fatti di cronaca hanno evidenziato gravi casi anche in reparti in cui si registrano oltre 2.000 parti l’anno.
I dati tecnici che le hanno esposto sono opinabili e spesso possono essere smentiti. Pensi che in Italia attualmente operano circa 150 punti nascita con meno di 500 parti l’anno, eppure nessuno pensa di eliminarli poiché erogano un importante servizio al territorio. Il 10 % circa di tutti i nati in Italia, vedono la luce in queste situazioni. Possibile che altre regioni ed altre province siano così irresponsabili su questo argomento oppure qualcuno ha ordito una congiura nei confronti di alcuni reparti sacrificabili.
La politica del PDL prevede inoltre un fattivo sostegno alla famiglia ed alla natalità. Le proposte del suo assessore Kosic vanno nella direzione opposta!
Come si giustificano allora queste decisioni? Quale amministratore, che si reputi capace ed accorto, andrebbe a penalizzare in maniera così pesante chi riesce a risparmiare e al tempo stesso fornire un valido servizio? Gorizia ha già pagato troppo perdendo tante specialità pur dimostrando di essere virtuosa dal punto di vista della spesa. Ci dica chi, facendo così bene, ha avuto tanti tagli di servizi.
Spiace, Presidente Tondo, non vedere in merito alla sanità isontina, e goriziana in particolare, un cambio di rotta rispetto al suo predecessore Illy. Gorizia premiò la sua candidatura alle elezioni regionali facendole conquistare il 55% dei voti contro il 54% ottenuto da Illy cinque anni prima. Oggi la sua amministrazione regionale, per tramite dell’assessore Kosic, vuole togliere ai futuri abitanti di questa città la qualifica di “nato a Gorizia”. È forse questo il premio per aver tanto lavorato su questo territorio?
Ad essere danneggiata non sarà solo Gorizia, ma anche tutta la destra Isonzo.
Abbia coraggio, signor Presidente, faccia vedere che è ancora possibile essere virtuosi in questo paese ed essere premiati!
Prossimamente nell’isontino ci saranno le elezioni provinciali e non vorremmo che questo argomento diventi motivo di debolezza politica, poiché non sapremmo come giustificare il vostro operato, peraltro non condiviso dalla base.
La proposta avanzata di tenere un reparto su due sedi, Gorizia e Monfalcone è valida e va attuata.
In caso contrario assisteremmo soltanto all’ennesimo castigo a vantaggio di altri, Triste ed Udine in particolare, contesti territoriali che, magari con tanti sprechi, continuano ad operare senza che nessuno dia loro una strigliata soltanto perché hanno “i santi in paradiso”.
Caro Presidente, siamo certi di un suo personale interessamento e confidiamo in un intervento chiaro e risolutore per continuare a far nascere a Gorizia i nostri figli.

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