Il Pd goriziano e le scelte di fine vita

Sul testamento biologico: «Subito una legge e le famiglie non siano più abbandonate a se stesse»

Una sala gremita all’Entourage per l’incontro con Mina Welby e Nadia Scotti organizzato dal Gruppo Sanità del Pd e dall’associazione “Trasparenza e partecipazione”.

Il pubblico che ha riempito la sala dell'Entourage.

Sala gremita per l’incontro con Mina Welby e Nadia Scotti che, con punti di vista diversi, hanno portato la loro testimonianza ed una riflessione sul testamento biologico. L’incontro, organizzato dal gruppo di lavoro sulla sanità del Partito Democratico, in collaborazione con l’Associazione “Trasparenza e Partecipazione”, è stato moderato da Giannino Busato per il Pd e concluso da Pietro Pipi dell’associazione radicale goriziana.
Dopo l’illustrazione della proposta di legge Calabrò, attualmente depositata in Parlamento, da parte dell’avvocato Francesco Donolato («Provvedimento figlio dell’attualità che, per come è impostato, non risolve quasi nulla»), è stata la volta della testimonianza di Nadia Scotti, goriziana, fondatrice di un’associazione che assiste le famiglie che hanno dei parenti colpiti da SLA o altre malattie che costringono i pazienti ad uno stato in cui non sono più capaci di intendere e di volere, spesso imprigionati nel proprio corpo. Nadia Scotti ha denunciato «Dalla società e dalle istituzioni non ho ricevuto alcun aiuto: le famiglie colpite da questi drammi sono abbandonate a se stesse, senza ricevere alcuna assistenza concreta». La Scotti ha voluto dare il proprio punto di vista: «Io ho un’opinione un po’ diversa da quella di Mina Welby, non me la sentirei mai di farmi portavoce delle volontà di un’altra persona, però sono sicuramente convinta che non possono essere i giudici a decidere della vita o della morte di una persona».
Anche Mina Welby ha ribadito questo punto «Proprio per questo serve al più presto una buona legge che colmi questo vuoto normativo» e ha ancora ricordato l’assenza di un’assistenza domiciliare adeguata: «La legge vorrebbe sostenere la presa in carico dei pazienti, ma non prevede alcuna copertura finanziaria per rendere questo obiettivo qualcosa di concreto, e le famiglie continuano e purtroppo continueranno ad essere abbandonate a se stesse».

I relatori. Da sinistra: Pipi, Scotti, Busato, Welby e Donolato.

«Abbiamo voluto proporre alla città un momento di riflessione sull’argomento – ha concluso il segretario cittadino del Partito Democratico, Giuseppe Cingolani – perché, pur in assenza di una legge che disciplini il testamento biologico, l’esperienza stessa della nostra concittadina Nadia Scotti dimostra che il tema è di stretta attualità e non possiamo considerarlo come qualcosa che non ci riguardi. Voglio ricordare peraltro che il Pd chiede ormai da tempo l’adozione di un testo di legge equilibrato, senza i pregiudizi ideologici che caratterizzano la proposta di legge presentata invece dal centrodestra e che, come ha dimostrato il dibattito, non risolve assolutamente nulla.» Per Pietro Pipi dell’associazione radicale Trasparenza e Partecipazione «Più che un problema etico, è un problema sociale: e proprio per questo la legge non può esimersi dall’affrontare e dare soluzione ad un grave problema sociale».

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