Il “matrimonio” della discordia

La sede della Provincia di Gorizia.
La sede della Provincia di Gorizia.
Il tema è indubbiamente scottante e continua a dividere. Le polemiche tra pro e contro non mancano e già oggi a Gorizia si discute animatamente, a tutti i livelli, sulla delibera della Giunta Provinciale che riconosce pubblicamente le unioni delle coppie omosessuali. Si tratta ovviamente, di matrimoni simbolici, e prima ancora di un atto formale scritto, fornito dall’ente intermedio gratuitamente, anche se privo di qualsiasi valore legale.
I matrimoni verranno officiati dal Presidente o da un suo delegato. Secondo la delibera si vuole andare nella direzione del pieno riconoscimento dei diritti civili e, in particolare, si tratta di una lotta alla discriminazione. Ma anche di un invito al Parlamento ad approvare una norma che estenda alle coppie omosessuali il diritto di sposarsi.
Come dicevamo, ci sono già le prime reazioni. Il consigliere provinciale del Pdl, Dario Obizzi, pur dicendosi contrario ad ogni forma di omofobia, ha sottolineato come il provvedimento «vada oltre ogni limite logico e di competenza amministrativa e sia del tutto propagandistico». Sulle stesse posizioni Pierpaolo Silli dell’Udc, in linea anche l’ex sindaco di Gorizia e attuale consigliere regionale, Gaetano Valenti, che afferma di non ritenere «che questo sia il modo giusto di tutelare i diritti delle coppie omosessuali; diritti – aggiunge – sia chiaro, non devono essere negati». Valenti inoltre sostiene che «si tratti di un’iniziativa politica che non ha alcun rilievo concreto e giuridico», ma solamente, conclude, «esteriorità, una specie di teatro, insomma, non si riesce a trovare il valore pratico di questa decisione della Provincia. Anzi, oserei dire, appare una forma di ostentazione inutile». Perplesso pure il portavoce del Forum delle Associazioni Cattoliche del Lavoro e aderente al Pd, Federico Vidic, che dal suo profilo Facebook, ha affermato che «spiace vedere la nostra provincia coprirsi di ridicolo».
Ma il malcontento serpeggia anche in altri componenti dell’area cattolica del Pd, come del resto nello schieramento di centrodestra.

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