Il futuro dei Quartieri

Nella cartina i confini delle Circoscrizioni di Decentramento del Comune di Gorizia.

Dieci circoscrizioni di decentramento comunale per trentacinque mila abitanti sono troppe.
Consideriamo che Milano conta 1.300.000 abitanti e di Zone ne ha nove; Torino, che di Circoscrizioni ne ha 10 come Gorizia, conta 900.000; mentre i cittadini capitolini, che si contano vicini ai 2.800.000, si accontentano di appena 20 Municipi, un’assurdità se il comune di comparazione fosse il nostro.

IL FATTORE RISPARMIO Uno dei principali motivi che darebbero sicuro credito nel caso di una possibile riduzione delle circoscrizioni cittadine arriva senza dubbio dal lato economico del micro-sistema circoscrizionale. Le poltroncine dei 10 consigli circoscrizionali sono infatti occupate da 132 consiglieri (12 per ogni consiglio ad eccezione di San Rocco – Sant’Anna, Centro Cittadino e Montesanto – Piazzutta, che contando più di 5000 abitanti hanno diritto a 16 consiglieri) e 10 presidenti di circoscrizione, che percepiscono rispettivamente un gettone di presenza giornaliera pari a 18 Euro lordi a seduta, che come il gettone di presenza giornaliera dei consiglieri comunali può raddoppiare nel caso in cui la singola seduta termini oltre la mezzanotte, ed una indennità mensile di 280 Euro lordi. I compensi, decisi dal consiglio comunale di Gorizia, sono nonostante tutto inferiori a quanto previsto dalla legge precedente (L.R. 29/10). Fatti i dovuti calcoli, dunque, si arriva ad una cifra consistente, considerati i non faraonici bilanci che un Comune come Gorizia può permettersi: 54.560 Euro l’anno impegnati esclusivamente per il pagamento dei gettoni di presenza dei consiglieri e per le indennità mensili dei presidenti di circoscrizione. A cui si aggiungono 26.500 Euro circa di finanziamento vero e proprio, che andrà a coprire e finanziare le iniziative ed i contributi cui i vari consigli circoscrizionali vorranno impegnarsi.

Un celebre manifesto elettorale targato Lega Nord, che oggi farebbe al caso di Sant'Andrea.

LE CIRCOSCRIZIONI NEL 2010 Ad oggi, il nostro Comune vive ancora di una eredità sociale e culturale che comprende le logiche e scontate diversità fra gli abitanti che, pur potendo definirsi concittadini, sono testimoni e rappresentanti di identità sociali profondamente diverse. Le quattro frazioni del Comune di Gorizia (Lucinico, Sant’Andrea, Piuma-Oslavia e Piedimonte) sembrano intenzionate a conservare i tesori culturali sbandierati -soprattutto dai rappresentanti di Lucinico- forse con l’unico obiettivo di mantenere intatto, invece che i poco pubblicizzati tesori nascosti, le poltroncine del parlamentino ed una autonomia che, nel caso di Lucinico, rappresenta quasi una piccola comunità comunale. Sant’Andrea dal canto suo, priva di tesori come la più ricca frazione di Lucinico, sbandiera orgogliosa, oltre la bandiera rossa in piazza, la custodia dei diritti della minoranza slovena della città, comportandosi più che da Circoscrizione comunale da riserva indiana per difendere i suoi abitanti dall’invasione italiana. Un atteggiamento che più che dal presidente di Sant’Andrea, Mario Brescia, mi aspetterei da qualche esponente della Lega Nord.

DA DIECI A QUATTRO Si passerà dunque dalla formula a dieci ad una nuova formula, ancora da collaudare, a quattro. Quattro circoscrizioni per gli stessi 35.000 abitanti di prima. Forse ancora qualcosa di troppo, ma possiamo dire di essere molto più vicini alla realtà del territorio. A porre le basi per la nuova regolamentazione delle circoscrizioni è una legge ad hoc (L.R. 29) approvata dal Consiglio regionale il 2 febbraio scorso che vede tra i firmatari anche l’ex Sindaco Gaetano Valenti, ora consigliere regionale, che salva le circoscrizioni di decentramento nei comuni capoluogo di provincia ed in quelli con una popolazione superiore ai 50.000 abitanti. Il funzionamento dei consigli circoscrizionali, i cui obiettivi rimangono quelli di «partecipazione, di consultazione e di gestione dei servizi di base, nonché di esercizio delle funzioni delegate dal comune», sarà più simile a quello del consiglio comunale, con l’eliminazione dell’indennità mensile per i presidenti, sostituita da un’indennità giornaliera di presenza che prevede un importo massimo pari a quello previsto per i consiglieri comunali. Ai consiglieri circoscrizionali toccherà invece, sempre considerando l’importo massimo, il 30% del gettone di un consigliere comunale, andando così a raddoppiare il compenso attuale di 18 Euro. Per la città di Gorizia, saranno chiamati 10 membri a comporre i quattro futuri consigli circoscrizionali, essendo questi presumibilmente abitati da un numero di persone inferiore a 15.000.

DIMENTICHIAMOCI QUESTA CITTÀ Non avrei mai pensato di parafrasare Vasco Rossi in una mia riflessione di tipo politico, ma tant’è che il rocker di Zocca pare immaginasse già trent’anni fa (dall’album Siamo Solo Noi del 1981) la situazione di Gorizia in questi anni. Dobbiamo veramente scordarci questa città come l’abbiamo sempre conosciuta: Campagnuzza deve smettere di essere il villaggio dell’esule e Sant’Andrea la riserva slovena, mentre Lucinico e suoi tesori nascosti devono capire di non essere più un comune. Nel frattempo, se la gente di Straccis, di San Rocco Sant’Anna, di Montesanto e del Centro vorrà continuare a sentirsi tale ben venga, ma accettiamo che i nostri confini mentali vengano abbattuti e sentiamoci tutti un po’ più concittadini goriziani.

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Le opinioni dei lettori su "Il futuro dei Quartieri"

  1. Ciao Andrej,
    io credo piuttosto che alla storia delle comunali al fatto che di questo argomento se ne stia per via che è uscita una legge regionale in proposito.
    Nel 2007 ne uscì una nazionale che non prevedeva in maniera assoluta la costituzione dei consigli circoscrizionali nei comuni con meno di 100.000 abitanti.
    La legge 29 di cui parliamo adesso invece, approvata dal consiglio regionale, prevede queste piccole istituzioni per tutti i comuni con più di 50.000 abitanti e per i capoluoghi di provincia.
    Di conseguenza in questa categoria, oltre a Trieste, Udine e Pordenone rientra pure Gorizia, dove la scomparsa dei parlamentini sembrava assicurata.
    Poi posso essere d’accordo che, da una parte come dall’altra, da qui all’aprile 2012 ogni mossa diventa una mossa elettorale (anche se gli argomenti come in questo caso sono obbligati). Ogni mossa azzeccata mezzo voto in più, ogni mossa sbagliata mezzo in meno.
    E’ giusto che sia così.

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