I “Flamingo” atterrano a Gorizia

I Panthera di casa Pipistrel destinati a vedere la luce nel nuovo stabilimento goriziano avranno presto dei “fratellini”. L’inaugurazione dell’aeroporto “Duca d’Aosta” e la ripresa delle attività di volo sono state impreziosite dall’annuncio di una seconda imminente apertura nell’ambito del polo industriale aeronautico che dovrà rappresentare il vero motore trainante di tutte le attività che ruoteranno intorno allo scalo di via Trieste. Ad atterrare nei pressi dell’aeroporto sarà la Taf 3, dalle iniziali dei tre soci Franc Šalamun, titolare di una clinica oculistica a Kromberk, Tomaž Miletič e il pilota Alexander Spacapan. Si tratta di una ditta slovena, con sede legale a Kromberk, che hanno recentemente rilevato uno dei capannoni industriali di via Enrico Fermi, all’asta in seguito a un fallimento. La Taf 3 si occupa della produzione dei “Flamingo”, velivoli ad alte prestazioni utilizzati anche per il volo acrobatico. Alcuni modelli si sono intravisti già ieri tra i decolli e gli atterraggi inaugurali dell’aeroporto, catturando lo sguardo dei presenti. Le componenti in plastica dei “Flamingo” vengono prodotte nella sede di Ahnovo, vicino a Kanal, mentre la componentistica meccanica, principalmente i motori, viene fatta arrivare direttamente dal Belgio. Lo stabilimento di Gorizia sarebbe destinato quindi all’assemblaggio finale delle varie componenti e a tutte le fasi di test dei velivoli, potendo contare sul vicino aeroporto. Al momento la ditta sta lavorando alla produzione di due velivoli già prenotati e ha registrato l’ordinazione per altri due aerei. I tre soci contano di alzare la produzione fino a dodici velivolo all’anno, uno al mese, per dare lavoro a una cinquantina di dipendenti, contro i sette attuali. «Le realtà imprenditoriali medio-piccole sono quelle che solitamente affondano le radici più in profondità» ha commentato il presidente della società consortile “Duca d’Aosta”, Ariano Medeot, «siamo entusiasti di avere a bordo anche queste persone e di poter dire che arei come i “Flamingo” saranno prodotti a Gorizia. Abbiamo scelto di non portare via terreno utile alle attività di volo, sposiamo appieno la scelta di riaprire spazi industriali già esistenti e limitare il consumo di suolo».

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