I figli del no

Prepariamoci a spiegare un domani a quelli che oggi sono i nostri figli e che con passione e spensieratezza frequentano anche nobili ed indiscutibili gruppi come gli Scout, le ragioni dei “nostri no”, se “no” pensiamo, in merito allo stradiscusso ascensore goriziano.
A differenza delle fazioni politiche, maliziosamente contrarie per soli fini elettorali, l’ingenuità e la purezza infantile possono essere tranquillamente modellate con esempi di vita disneyani; i buoni sono quelli che la domenica fanno il picnic nel campo, i cattivi sono quelli che sul campo ci versano il cemento. Semplice.
Certo, la percezione di un mondo allo sfascio a causa degli adulti, elencato in un discorso nel 1992 dalla canadese, allora dodicenne, Severn Cullen Suzuki durante un vertice della terra a Rio de Janeiro è da pelle d’oca, testimonianza che se fossero i bambini a decidere le sorti della terra in molti casi andrebbe tutto molto meglio.
I bambini però come giusto che sia crescono e, visto che ormai prendere la laurea sta diventando più semplice di prendersi un raffreddore, tra di loro ci sarà qualcuno che frequenterà architettura e si troverà davanti ad un grande dilemma esistenziale: ma come, da piccolo mi hanno insegnato che l’impianto di risalita per raggiungere il castello di Gorizia era una follia che snaturava il paesaggio e le nostre abitudini ed ora mi ritrovo a dover esaltare designer che evidentemente stando agli stessi criteri non avrebbero dovuto mettere in opera i propri progetti.
Sì, perché se la lista Forum fosse stata quella di Parigi e non quella di Gorizia (non muovo critica agli scout), non sarebbe esistita la moderna Piramide del Louvre diventata presto uno dei simboli della capitale alpina, dal 1989 nuovo ingresso del famoso ed antico Museo del Louvre, quest’ultimo costruito in un epoca nettamente precedente, ossia tra il 1190 e 1202.
Rimaniamo pure a Parigi (per una volta facciamo così contento Antoine Devetàg) e nella nostra fantasia eliminiamo anche il Centro Nazionale d’Arte e Cultura Georges Pompidou costruito tra il 1969 ed il 1974 in pieno centro città, dedicato all’arte moderna e contemporanea e che ovviamente evidenzia un netto contrasto storico ed artistico con gli edifici pre esistenti e la realtà “belle époque” che lo circondano; chissà, magari gli architetti ideatori Richard Rogers e Renzo Piano al posto del Pompidou si sarebbero dedicati alla costruzione di villette a schiera a Lucinico.
Non serve andare lontano per cancellare, sempre su prese di posizione ultra conservatrici, il Ponte della Costituzione (o in un primo momento Ponte di Calatrava), opera futuristica dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava, che da settembre 2008 consente di attraversare il secolare Canal Grande di Venezia; il famoso designer iberico mette la firma, tra le tante altre sue creazioni nel mondo, anche nella difficile capitale greca Atene, in cui sue numerose opere inaugurate nel 2004 in occasione delle olimpiadi devono convivere con delicati e prestigiosi reperti millenari da sempre cornice della affascinante metropoli ellenica.
E mi fermo qui, evitando di elencare opere più o meno illustri che hanno stravolto città di rilievo che annientano in valore artistico e storico la bella collinetta goriziana ed il suo castello; insomma, anche le opere sopra elencate sono state inevitabilmente soggette a feroci critiche, diventando poi dei punti di riferimento per turisti, semplici curiosi e studiosi, anche perché efficacemente contestualizzate in un progetto più ampio che dovrà necessariamente concretizzarsi anche a Gorizia, perché non basta l’ascensore e nessuno questo lo discute. (Magari all’interno possiamo affiggere il poster di Panariello per attirare più turisti).
Quale insegnamento ricevono quindi i “figli del no”? Cercate di passare una bella e spensierata infanzia goriziana perché, probabilmente ancor prima di terminare gli studi, il vostro futuro sarà altrove visto che la città è destinata a rimanere immobile?
Al momento per loro questo è sentito più come augurio che come minaccia. E dispiace.

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Le opinioni dei lettori su "I figli del no"

  1. Cerco di affrontare, con serenità, l’argomento ascensore. Lo faccio su questo sito perchè, pur seguendo il “parziale” Bora.là, voglio evitare una ridda di commenti e di opinioni al limite della censura, che comunque non apprezzo (la censura intendo). Lo faccio probabilmente sbagliando anche post, ma credo che, al di là delle dichiarazioni di Scout o come si scrive e del Gruppo Archeologico Gorizia (GAG per brevità) anche l’analisi di Spritz_Nero sia meritevole ed abbia colto nuovamente nel segno della sua spietata critica. Sopratutto su quel blog sopracitato l’amico Del Sordi, si è prodigato e si sta prodigando a fornire spiegazioni, anche tecniche inutili al fine del risultato. Perchè in verità, nessuno cambierà idea. Non lo farà evidentemente la giunta, perchè non può farlo, come spiegato a disco rotto da Del Sordi, non lo faranno nemmeno Sveva Macrini (GAG) e Lorenzo Ceriani (Scout Agesci), che in questi ultimi giorni si sono “dannati l’anima” contro l’ascensore. Per rimanere in tema “cattolico” un mio amico prete, rifendosi ai comunisti (e si badi bene non etichetto nessuno dei due signori come tali, oltretutto non mi permetto non conoscendoli di persona) disse: “E’ più facile che il diavolo ridiventi angelo, che tali persone riconoscano le loro nefandezze”. Un tanto se non altro però può sicuramente essere riferito ai compagni elettorali del pur bravo e simpatico ex prete Don Andrea Bellavite ed il “suo” Forum che sta menando le danze -e non solo- sull’ascensore. La critica politica ci sta tutta ed è anche accettabile e per quanto causi assunzione di Malox Plus o di Lexotan, chi ha deciso di fare politica, si deve anche abituare pragmaticamente, a sopportarla. Quello che a mio modo di vedere non è accettabile è la strumentalizzazione di giovani e loro famiglie. Questo è intollerabile, sopratutto in ambienti in cui, di norma, la politica dovrebbe girare alla larga, evitando di causare danni irreparabili. E già ne commette tanti.
    Preavviso che, purtroppo, non sarò breve e se avrete il tempo e la voglia di seguire il mio ragionamento, spero di essere almeno utile nella mia critica. Che spero sia anche accettata, pur temendo, sin d’ora, una serie di salve di cannone a mio danno. Ma se sono salve, non fanno ne male ne paura.
    Ritorno nuovamente a quel blog sunnominato. Ormai vive solo di notizie sull’ascensore, come già ho là scritto. Ecco perchè oltretutto preferisco postare un commento qui da voi, sicuro che non ne seguirà uno scontro, anche impari e fazioso, come lì avviene. Con bordate, non a salve, che partono da Gorizia ma pure da Trieste fino ad arrivare alla Carnia. Tanto di polemica si vive bene, senza confini, senza conoscenza della realtà, e sopratutto si spera di fare -visto che è ora- un po’ di campagna elettorale gratuita.
    Così con calma sono andato a fare una ricerca sui quotidiani locali dell’attività del GAG, che non conosco di persona.
    Premetto, così la puntuale Presidente Sveva Macrini potrà almeno in parte tranquillizzarsi che l’attività in genere è molto cospicua e meritevole, con convegni, escursioni, dibattiti e quanto di sicuro valore culturale queste persone realizzano, in totale autonomia, anche finanziaria immagino, per la loro passione. Trovo solo traccia di un misero finanziamento di 200 € che l’assessore “ascensorista” Devetag, sotto Natale del 2008 concesse al GAG. Povero Toni  Tutto molto bello e tutto molto giusto.
    Ma esistono dei nèi indubbiamente e questi sono le piccole cose che mi fanno alzare le antenne. Non trovo traccia del GAG durante l’era Brancati. Mi direte una ovvietà. Brancati ha fatto solo la piazza della Transalpina e lì difficilmente il GAG potrebbe avere avuto da ridire. Sotto non c’era niente, nemmeno una fognatura transfrontaliera. Prima del 2007 mai una critica, nulla. Solo tanta meritevole attività. I problemi vengono dopo il 2007. Che l’abbia causata l’elezione di Romoli e centro destra? Non mi è dato saperlo, ma posso, forse supporlo. E lo fa’ il 29 luglio 2009 dal Messaggero Veneto con un titolo: “Piazza Sant’Antonio, GAG del tutto estromesso”. Per sintesi, non volendo riportare tutto l’articolo che comunque ho a disposizione, il GAG si lamentava che al seguito del ritrovamento da parte degli operai che lavoravano in piazza Sant’Antonio di resti di tombe, con tanto di scheletri, l’associazione non era stata coinvolta. Ovviamente si chiedeva la sospensione dei lavori e lo si faceva, citandolo apertamente, con una interrogazione del consigliere Marincic (che guarda caso è…del Forum!). In soldoni se queste “quattro ossa” non venivano preservate adeguatamente (cammino in cristallo per lasciare traccia storica, lavori sospesi e cantiere in ritardo, etc. etc.) il GAG era pronto a…scendere in piazza (Sant’Antonio) anche lì ed a quel tempo. Fortunatamente così non è avvenuto e la piazza, finita con 5 mesi di anticipo (caso unico a Gorizia!), è una meraviglia!
    La definizione di archeologia ovviamente mal si coniuga con “ristrutturare” o “recuperare” e bene lo spiega Spritz_Nero citando la piramide del Louvre, ma mi chiedo perchè per una sorta di autolesionismo si debba dire sempre no! Sopratutto a partire dal 2007…
    Ecco infatti una scarica di richieste, siamo all’inizio 2007, anno ultimo dell’era Brancati, al Genio Militare di Udine, con relativa denuncia/esposto alla Soprintendenza delle Belle Arti per la riqualificazione dell’ex Convento di S. Valentino a Udine, adibito a suo tempo a Distretto Militare poi a caserma del Genio. Conoscendo bene i militari, non stento a credere che nulla si sia mosso…di un millimetro.
    Quindi è necessario essere pragmatici ed onesti. Il GAG non guarda, giustamente, in faccia a nessuno, ed in una sorta di iconoclastia, decide che tutto quello che si fa’ di nuovo, nella provincia di Gorizia sopratutto, non s’ha da fare. Eccoli quindi che, il 12 ottobre 2009, come GAG attaccano il comune di Gradisca, che non è di centro-destra e chiedono di muoversi a recuperare il castello di Gradisca (le cui mura, forse non tutti sanno, sono ingegneristica opera di Leonardo da Vinci). Ma ormai la china e l’abbrivio della polemica sono presi: il 14 febbraio 2010 il GAG si scaglia contro il comune di Gradisca, per i suoi lavori in un altra piazza (dell’Unità a Gradisca) dove sarebbe stati ritrovati dei resti della cinta muraria. Cose che nella nostra bellissima Italia, si trovano più o meno dappertutto. In questa occasione gli strali del GAG sono affiancati da tale Ettore Basiglio Ribaudo (di Ambiente Italia, che ugualmente fa parte delle associazioni contro l’ascensore), e riporto parte dell’articolo: Il Gruppo archeologico goriziano, che già in altre occasioni ha imputato al Comune una scarsa attenzione nei confronti dei beni storico-architettonici, in una nota lancia pesanti accuse sulla gestione del ritrovamento dei reperti archeologici: «Nel corso dell’incontro con il sindaco Tommasini di venerdì mattina – si legge nella nota – il vicepresidente nazionale dell’associazione Ambiente Italia Ettore Ribaudo ha richiesto al primo cittadino se il Comune disponesse delle necessarie autorizzazioni, compresa la Vas (Valutazione ambientale strategica, un processo finalizzato a integrare considerazioni di natura ambientale nei programmi, ndr). Il sindaco è apparso piuttosto imbarazzato, allorché il suo collaboratore preposto (il direttore generale Gianluigi Savino, ndr) ha dimostrato di non sapere di che cosa si stesse parlando.[…]
    La ugualmente meritevole Ambiente Italia è assorta alle cronache giornalistiche per sue “illuminate” battaglie contro l’inquinamento luminoso. Si porti ad esempio la croce sul monte Quarin (spenta e riaccesa poi), diversi parcheggi pubblici in giro per la provincia, che non rispetterebbero la legge ed i suoi dettami in campo inquinamento luminoso (!), l’illuminazione delle vie goriziane Rastello, Mazzini, Monache ed altro e più recentemente ha chiesto la demolizione, sempre ai sensi di legge, dell’Ikea di Villesse (!) in quanto non sarebbe stata rispettata, anche lì, la procedura di VAS (Valutazione Ambientale Strategica). Mi fermo qui perchè altrimenti, dicendo altro e niente di sconosciuto, rischio come minimo di prendermi un esposto per chissà quale reato. E onestamente non ho tempo ne denaro da regalare ancora agli avvocati.
    Poi il GAG continua con la sua meritevole attività, fatta anche di escursioni nei posti più disparati. Così l’8 gennaio 2011, il GAG invita tutti a Treviso a visitare la mostra “Il pittore e la modella – Da Canova a Picasso”, ospitata nella casa dei Carraresi di Treviso, seguita nel pomeriggio dalla visita alla villa Barbero-Volpi di Maser.
    Nella marca trevisana ovviamente al governo c’è il PDL e sopratutto tanta Lega Nord.
    Sia mai che questi capiscano qualcosa di ecologia…
    Così, sempre cercando in google, il nome Sveva Macrini, oltre alle tante attività, anche al fianco di LegaAmbiente (anche loro, ci mancherebbe, fra le associazioni contro l’ascensore) trovo la critica all’amministrazione trevigiana colpevole di avere bloccato il traffico, per una giornata ecologica, in modo inopportuno: “A trovarsi spiazzati anche i turisti: «Siamo venuti da Gorizia per visitare la mostra ai Carraresi – si lamentava ieri Sveva Macrini, presidente del gruppo archeologico goriziano – abbiamo lasciato sei auto al foro Boario con l’intenzione di riprenderle per andare a Maser a visitare la villa. Ora non possiamo più muoverle fino alle 17”.
    Forse non centra niente, ad ogni modo, alle volte tanti indizi messi insieme…Non serve scomodare il “Divo Giulio” e la sua frase su “peccato, pensar male ed azzeccare”.
    Così alla fine sono giunto ad una considerazione, soprattutto vedendo i compagni di viaggio del GAG, soprattutto quello attuale che è e rimane (come per Piazza Sant’Antonio) il Forum che in fin dei conti, forse troppe volte si sposa la politica del “no se pol” portata avanti soprattutto dalla sinistra goriziana. Ovviamente gli archeologisti hanno le loro ragioni: per loro tutto deve rimanere uguale, altrimenti che cavolo di archeologia possono esercitare? Quindi tutto deve essere preservato, lasciato tale, archeologicizzato. E pensare che la sinistra cittadina, quando chiedevamo che il castello, di cui loro si erano dimenticati, fosse utilizzato e valorizzato con mostre ed attività, ci rispondeva che il Castello di Gorizia è e rimane un falso storico. Che quindi di archeologico non ha proprio niente.
    Chiosa finale, rivolta soprattutto alla Presidente del GAG che spero abbia ironia e sense of humor. Se lo ha, capirà… se non lo capirà, non importa.
    Il 5 luglio 2003 una delle diplomate allo scientifico di Gorizia con il massimo dei voti sul Piccolo afferma: Sveva Macrini ha già deciso che si iscriverà a Medicina a Udine e tra poche settimane aprirà di nuovo i libri intenzionata a superare il test di ammissione. Sul risultato appena ottenuto ammette allegra: «È stata dura, ma me l’aspettavo»
    Essere bravissimi è un pregio ed i complimenti ci stanno, magari alle volte è pure brutto peccare di falsa modestia. In questo sicuramente lei non è una peccatrice. E speriamo che tanta attività meritevole non l’abbia sottratta dagli studi di medicina e sia diventata una ottima Dottoressa/Medico (con la passione per l’archeologia) da 110, lode e pubblicazione. I complimenti saranno anche in questo caso d’obbligo.

  2. C’è anche gente che non pecca di vera modestia e trascorre ore e ore a somministrare ai poveri lettori di questo blog km e km di pappardelle moralizzatrici…sembra quasi che nell’essere contro l’ascensore si sia contro la sua Augusta persona, obbligandolo ad abbassarsi a parlare delle persone e non delle loro idee…mah.
    Di sicuro c’è che questo Qualcuno non tollera la legge con le sue Procedure. La croce di Cormons fu spenta perchè inquinava davvero. Che tutti fossero contrari allo spegnimento non ha importanza, erano contro la Legge. Idem dicasi dei monumenti. Abbiamo la fortuna/sfortuna di avere un lascito dei secoli passati (compreso la giunta, Sindaco in testa, e la loro mentalità, datati col Carbonio 14 al 1236 ). Credo che i monumenti dei secoli passati (Giunta compresa) vadano rispettati, anche se contrasta con il “progresso” ( concetto che cambia di generazione in generazione: oggi è progredito chi ha gli ascensori, magari domani chi ha gli asili nido). Forse il pensiero del signor Fabio e il crollo di Pompei sono, dopotutto, due facce della stessa medaglia.

  3. Onestamente, puu avendo letto e riletto l’intervento, non rieso a comprendere le motivazioni che hanno spinto a scrivere la “storiella” qua sopra. Non trovo neppure un processo logico che porti ad un fine, qualunque esso sia. A parte un orrore storico, il museo del Louvre non è stato costruito tra il 1190 e 1202, suvvia non facciamo gli intellettuali sbagliando in maniera misera le informazioni, basterebbe andare su wikipedia prima di pubblicare un’accozzaglia di sciocchezze di tal specie, stessa famiglia di orrori per la questione Pompidou, leggere almento wikipedia per comprenderne le basi teoriche del perchè sia stato costruito; motivazioni di certo più forti e fondate della piccina battaglia, persa sul piano dialogico ed intellettuale in partenza, sull’impianto di risalita al nostro castellino ( ma te a Parigi ci sei andato? e se si hai vagato sconfortato per le sue vie non comprendendo nulla? ). Mi limito a dire che la questione ascensore è sciocca e vana. a Gorizia non serve e mai servirà, o quantomeno fintanto la programmazione della vita sociale, economica e turistica di questa cittadina sarà data in mano a soggetti come quelli che siedono in comune questa città è destinata al fallimento su tutti i fronti. Il declino è già visibile.

  4. Grazie al sig. Fabio per il Suo riepilogo sull’attività del Gruppo Archeologico Goriziano, di cui faccio parte in veste di vice direttore, e che peraltro è già disponibile sul nostro sito internet visibile a tutti (www.gagoriziano.org se qualcuno volesse prenderne visione).
    La ringrazio, altresì, per gli elogi alle nostre attività (sempre graditi visto l’impegno che i singoli soci ci impiegano per organizzarle).
    Premetto sin da subito che posso risponderLe solo per le parti di “mia competenza” e a titolo personale e non del Gruppo nè tantomeno del Coordinamento.
    L’articolo che Lei cita dal titolo “Piazza Sant’Antonio, GAG del tutto estromesso” d.d. 29.07.2009, apparso sul Messaggero Veneto, è stato fatto in bozza dalla scrivente e integrato successivamente da altrui dopo averlo sottoposto all’attenzione degli altri soci, come da consuetudine.
    Avevo proposto la pubblicazione di detto articolo poiché in altre realtà comunali le associazioni archeologiche sono quasi sempre interpellate dalle Amministrazioni, se non per gli scavi (i quali necessitano di convenzioni particolari per la partecipazione di volontari), quantomeno per attività collaterali (progetti, ricerche e manifestazioni).
    Viste le Sue perplessità espresse sul nostro operato e sulla cronistoria che ha tracciato sulla direttrice, La sollecito nello scrivere su google anche il mio nome e a visionare i risultati conseguenti alla ricerca. Sicuramente troverà questo articolo http://bora.la/2008/08/30/denuncia-dei-residenti-gare-di-velocita-in-via-garzarolli/ in seguito al quale avevo richiesto l’installazione di dissuasori sulla via Garzarolli (che per motivi legislativi mi sono stati negati). Tutto ciò, probabilmente, basta per etichettarmi, se non come una comunista, come una sinistrorsa visto che mi ero rivolta all’attuale Amministrazione e se poi navigherà nelle pagine web del mio blog (rbrrrb.blogspot.com) troverà delle notizie “sconvolgenti” in quanto contraria al Nucleare e quindi penserà che sono un’ecologista e quindi di sinistra. Ma cercando ancora oltre…l’amara sorpresa: nulla di politico! Nulla di Nulla! Non faccio parte di alcuno schieramento! E dubito che mai succederà visto che il mio stomaco (non di certo d’acciaio) non me lo permetterebbe.
    Ma forse avrà un po’ di confusione quando scoprirà la mia particolare inclinazione per i celti e i paesi nordici, anziché per Cuba.
    Né di destra né di sinistra, sono una libera pensatrice.
    Fino ad ora ho cercato di tenermi fuori dalla polemica perché tanto tutti dicono di tutto, se ne fregano se la gente coinvolta soffre di questo o meno, ma oggi non posso esimermi dal rispondere al Suo commento.
    Cercherò di farlo nella migliore maniera possibile anche se di tempo a disposizione ne ho davvero poco.
    Gentile Fabio, mi permetto di chiamarLa per nome in quanto non è dato sapere il Suo cognome, ognuno di noi è in qualche modo criticabile e attaccabile in quanto tutto è soggettivo e opinabile, tutto passa sotto “il filtro” di colui che parla o scrive.
    Vede chiunque abbia il dono dell’eloquenza, ha la capacità di dare un’inclinazione (o un’altra) ad un determinato fatto o evento, così come viene spesso fatto in campo giornalistico.
    Certamente ognuno è libero di pensare ciò che vuole, ci mancherebbe altro! Ma certamente non posso nasconderLe che le parole del Suo commento mi lasciano quanto mai perplessa poiché pare che con una certa sicurezza (che in parte nega) e velatamente, ma neanche troppo e diciamocelo anche con un po’ di “sfottò”, ci stia attribuendo ad un determinato schieramento politico. Queste Sue acute deduzioni, poiché di pure supposizioni si tratta, finemente interlacciate a piacimento, trovano “fondamento” (si badi bene: sto usando dell’ironia) in una Sua personalissima ricostruzione dei fatti attraverso la lettura dei quotidiani locali non scevra dal Suo pensiero politico (cosa di cui peraltro ci accusa) . Ammette inoltre, forse, candidamente, che non conosce il nostro gruppo.
    La persona che legge il Suo commento chissà quale “ignobile” pensiero si fa del nostro gruppo. Ma se la persona è intelligente e acuta certamente pretenderà un contraddittorio o un confronto (quando si dice “ascoltare sempre le due – o più – campane”) prima di formulare nella sua mente qualsiasi opinione.
    Vede, gentile Fabio, non entro nel merito delle sue considerazioni in quanto, essendo entrata a far parte del gruppo dopo la sua costituzione, non ne avrei nemmeno la memoria storica completa per farlo.
    Come Lei certamente saprà il Gruppo Archeologico Goriziano, afferente ai Gruppi Archeologici d’Italia (http://www.gruppiarcheologici.org/), ha un proprio Statuto (http://www.gagoriziano.org/burocrazia/statuto_gagoriziano.pdf) il quale sostiene, cito testualmente dall’art. 3, comma 1: “Il “Gruppo Archeologico Goriziano” è un’organizzazione estranea ad ogni attività politico-partitica, religiosa e razziale, non ha fini di lucro, intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale ed è fondata in modo determinante e prevalente sulla partecipazione attiva e volontaria dei suoi aderenti.”.
    Le ricordo, inoltre, che gli associati del gruppo, essendo in primis cittadini, sono liberi di avere le proprie considerazioni ideologiche sia che siano di un colore che di un altro (come credo siamo tutti liberi di fare). In questo senso il gruppo è sicuramente trasversale. Ma ciò lo potrebbe sapere solo se conoscesse i soci.
    In ultimo, per chiarezza conoscitiva, cito nuovamente lo Statuto all’art. 5: “Per la realizzazione dei suoi scopi, l’Associazione si propone di:
    a. sensibilizzare l’opinione pubblica italiana e straniera ai problemi riguardanti la tutela e la valorizzazione del patrimonio dei Beni Culturali e Ambientali;
    b. stimolare l’applicazione delle leggi vigenti, promuovere l’emanazione dei norme legislative e di provvedimenti amministrativi allo scopo di proteggere ed accrescere il patrimonio dei Beni Culturali e Ambientali;
    c. collaborare con tutte le Associazioni, Enti preposti pubblici e privati che perseguano gli stessi fini in Italia e all’estero;
    d. promuovere gli scopi e l’attività statutaria anche all’estero, previ accordi con i governi interessati e nel rispetto della normativa di riferimento;
    e. assicurare la tutela e la valorizzazione di aree archeologiche, ambientali, monumentali, parchi, collezioni, raccolte e complessi museali anche attraverso la loro gestione e/o acquisto da parte dell’Associazione;
    f. gestire e promuovere campi archeologici, esposizioni, mostre, convegni, iniziative di studio e ricerca e manifestazioni per favorire la più larga partecipazione dei cittadini alla conoscenza e alla valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale;
    g. partecipare attivamente, nell’ambito delle strutture pubbliche e di protezione civile, alle iniziative promosse per l’accertamento, l’individuazione e la salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale;
    h. favorire, promuovere e organizzare attività di formazione culturale e professionale anche nel mondo della scuola, corsi di aggiornamento e iniziative di turismo sociale nel campo dei Beni Culturali e Ambientali anche in collaborazione con le altre organizzazioni ed enti pubblici o privati;
    i. favorire e promuovere la redazione, la pubblicazione, l’edizione e la diffusione, anche tramite e per conto terzi, di riviste e notiziari, di guide e monografie, di relazioni di ricerca, di audiovisivi, di supporti informatici, prodotti multimediali, di carte archeologiche, di fotografie e di disegni, di rilievi e quant’ altro riguardante i Beni Culturali e Ambientali;
    j. promuovere attività di sensibilizzazione per la fruizione dei Beni Culturali e Ambientali oggetto dell’attività della Associazione tramite mostre, esposizioni, convegni e conferenze.”

    Come avrà certamente capito, la finalità del gruppo è quella della tutela e della valorizzazione del Patrimonio culturale e paesaggistico e tale attività viene svolta indipendentemente e slegatamente dal colore dell’Amministrazione che gestisce il territorio in cui il bene ricade, come, peraltro, ha potuto apprendere dalla visione del nostro portfolio che cita nel suo commento.
    Se avrà occasione in futuro di partecipare alle nostre attività certamente avrà modo di accertare quanto Le ho appena detto.

    Cordiali saluti,
    Roberta Battiston

  5. Palazzo del Louvre, le origini: (…) In ogni caso, una struttura che serviva da fortezza fu edificata tra il 1190 e il 1202 sotto il regno di Filippo II, allo scopo di difendere Parigi dalle incursioni normanne. (…) (fonte wikipedia) Palazzo Luovre -> Museo -> Piramide.

    Per molti leggere e rileggere la mie “storielle” non porterà a nulla perché la mia visione del “mondo che vorrei” è diversa da quella di altri. Ognuno ha una formazione che lo porta ad immaginare un proprio futuro, molti non hanno nemmeno la capacità di immaginare. Un’idea che ho proposto l’anno scorso a Gorizia ovviamente stroncata sul nascere (“no se pol”), ad esempio, a Pordenone è stata sviluppata ed al momento viene venduta come esclusiva del nord est. Noi rimaniamo a guardare. Questione di intraprendenza, furbizia e mentalià. Gorizia è una città piccola che vuole rimanere piccola e, grazie ad una parte della cittadinanza, poter garantire ai goriziani un tranquillo bivaccamento da un bar all’altro lamentandosi e raccontandosi le fiabe della vita vissuta nel resto del mondo. Non ho mai avuto la pretesa di insegnare niente a nessuno e non mi sono mai spacciato per professore (non ho alcun titolo); personalmente ho avuto la fortuna non solo di visitare svariati luoghi, ma anche di viverci, trascorrendo la maggior parte della mia vita fuori dalla città in cui sono nato. Quella è stata ed è la mia università. Scrivendo liberamente su questo blog ho praticato una delle mie passioni, che è appunto quella di scrivere, senza pretesa di cambiare le sorti di questa contorta realtà goriziana ma semplicemente cercando di contribuire al suo sviluppo con delle proposte o critiche costruttive, condivisibili o meno, constatando in taluni casi che le risposte si limitano ad una correzione degli errori grammaticali o storici piuttosto che al confronto sul contenuto. Mi diverto a scrivere le mie storielle e per ancora qualche giorno continurò a farlo, perché almeno la mia fantasia non è recintabile in un “no se pol”.

  6. Vede, gentilissima Sig.ra Battiston, ho letto velocemente quanto scrive. Evidentemente ne io ne Lei abbiamo il dono della sintesi. Su di una cosa sono però certo: l’uso dell’eloquenzia si addice molto di più a Lei che non a me. Purtroppo sono ragioniere, con un misero 36, scavato fuori anche con un anno di ritardo.
    Non mi permetto di mettermi al Suo livello (uso la S maniuscola così come Lei ha usato la L ugualmente maiuscola, almeno per non offenderLa). Se scrive Gentile Fabio, non pensi di offendermi, anzi, sa esattamente con chi parla. Con il piccolo problema che io questo forum, sugli argomenti più disparati, lo frequento da sempre, mentre Lei si sveglia solo per un ascensore!
    Anche a me piacciono i Celti, non per questo sono Leghista. Adoro Cuba, non per questo sono comunista. Ho sempre guardato con ammirazione a Giulio Andreotti, non per questo sono democristiano…ma a forza di pensare male, ho capito che tante volte ci azzecco!
    Cordiali saluti.

  7. Ad ogni modo, così come ho scritto nel mio logorroico intervento, un risultato garantito l’ho ottenuto. I colpi a salve.
    Come volevasi prevedere.
    Salve!

  8. Mi complimento innanzi tutto per il Sig. Fabio per la puntuale e faticosa ricostruzione delle nostre attività e lo ringrazio sentitamente per i complimenti rivoltici come Gruppo per le nostre iniziative, ma mi tocca, mio malgrado, apportare delle integrazioni, perchè se è vero come ha detto che è “peccato, pensar male ed azzeccare”, è altrettanto vero che delle mezze verità possono generare una visione molto distorta di quella che è la nostra attività, e nella sua esposizione mancano alcuni dati fondamentali (non so se non li ha trovati o volutamente omessi, fatto sta che mancano e che in tal caso sarei autorizzata io a “pensar male ed azzeccare”), che possono servire ai lettori per avere una visione più completa ed imparziale.
    Premetto che anche io non ho il dono della sintesi ma tenterò di chiarire punto per punto le sue affermazioni. Premetto anche che un qualsiasi blog, incluso questo come Bora.la, è normale che “viva” delle notizie che interessano di più, è una delle leggi del giornalismo, non ci trovo quindi nulla di male, a prescindere dalle opinioni che poi i singoli lettori giustamente esprimono (e ci mancherebbe altro essendo appunto un blog).
    Iniziando da principio faccio presente che il Gruppo Archeologico Goriziano è nato nel 2005 e quindi anche volendo non saremmo potuti intervenire sul rifacimento della Transalpina che è antecedente (2004); non mi pare che la giunta Brancati si sia dilettata successivamente, cioè tra 2005 e 2007, a prendere a picconate qualche bene storico della città, pur rilevando tuttavia che nonostante l’apparente immobilismo dal quale è stata contrassegnata l’iter di progettazione per l’ascensore è proseguito, anche se molto sotto silenzio, quindi se ne fossimo stati a conoscenza avremmo potuto agire ancora prima, ma eravamo “giovani ed inesperti”. Inoltre abbiamo necessitato di 3 anni per sistemare tutte le scartoffie burocratiche che erano richieste per la messa in regola a puntino dell’associazione, quindi tra cercare soci e liberarci da kg di carte abbiamo realizzato anche poche iniziative. Moltissime di queste, come giustamente da lei rilevato, non richiedono fondi, perchè sono a costo virtualmente pari a 0 e speriamo continuino ad esserlo. Quelle che non lo sono state hanno ottenuto una sovvenzione dal Comune e una, erogata nello stesso identico anno e periodo e della stessa identica cifra, dalla Provincia. Dopo di che, proprio per essere liberi di agire senza doverci vincolare o sentire riconoscenti verso partiti o amministrazioni, abbiamo fatto richiesta di sovvenzioni alla Fondazione Ca.Ri.Go. a progetto per due volte, quindi il “povero Devetag” non è stato la sola anima pia a darci una mano.
    Nonostante le beghe burocratiche nel 2006 abbiamo iniziato un progetto, propostoci dal C.R.C. “C. Seppenhofer” di Gorizia, sullo studio e valorizzazione delle mura e castello gradiscani, che dopo un iniziale slancio ha visto un brusco retro front da parte dell’Amministrazione Tommasini di centro-sinistra, poi riconfermata ed attualmente in carica, e che ci ha portato ad un braccio di ferro che tuttora continua da 5 anni a questa parte e che è culminato con un esposto in Procura, attualmente ancora in corso, visto che le procedure per la realizzazione della fontana che ha comportato la distruzione parziale delle fondamenta delle mura nella Piazza dell’Unità non erano propriamente “ineccepibili”. Mi chiedo perchè in tal caso però nè il Comune nè tantomeno i giornali ci hanno etichettati come “destrorsi”, contrariamente a quel che sta accadendo per la vicenda dell’ascensore. Abbiamo pestato qualche callo molto dolente in quest’ultimo caso? Presumo proprio di sì vista la violenza degli attacchi, ma poco importa. Mi preme anche sottolineare che benchè leggende popolari dicano il contrario Leonardo da Vinci ha solo elaborato un sistema di chiuse per proteggere la cittadina dalle invasioni turche, sistema mai messo in atto perchè ahimè alla Serenissima non avevano più un ducato da spendere per Gradisca all’epoca, quindi il genio non ha mai messo mano alle fortificazioni pur essendosi recato sul posto per dei sopralluoghi.
    Per ciò che concerne l’ex convento di San Valentino sono spiacente di doverla contraddire ma pur essendosi trattato di militari i beni in loro possesso sono soggetti alla stessa identica legislazione di quelli del demanio pubblico, pertanto dietro nostra segnalazione la Soprintendenza ai Beni Architettonici, che aveva curato non troppo tempo prima il restauro dell’intero complesso, ha bloccato i lavori previsti, autorizzando solo operazioni di ripulitura dove necessario, e se lei avrà mai la fortuna di riuscire ad entrare nel convento come è successo a me potrà vederlo ancor oggi nella sua struttura originaria, non è stato abbattutto nemmeno un muretto perchè non si poteva.
    Per ciò che concerne Piazza Sant’Antonio va rilevato che ci eravamo offerti di tirare fuori le “quattro ossa”, come le chiama lei (cosa che al Comune forse sarebbe anche convenuta perchè avremmo sgomberato prima il campo lasciandolo libero per i lavori, tanto più che conoscevamo benissimo le due ricercatrici universitarie di Udine che erano state incaricate di farlo per la Soprintendenza), e avevamo proposto di mettere un vetro invece di cementare la piazza, per rendere visibili ai passanti i resti di quella che con tutta probabilità è la chiesa più antica di Gorizia, ma nessuno ci ha dato retta, e così abbiamo potuto constatare per la prima volta l’effettivo, sostanziale interesse della Giunta per la valorizzazione e la promozione culturale della città. L’interrogazione comunale è stata fatta da Marincic dietro sua iniziativa e non nostra richiesta, dopo aver letto sui giornali cosa stava accadendo e dell’importanza del ritrovamento.
    Passiamo all’attualità e arriviamo alla gita nella marca trevigiana: l’intervista rilasciata anche in questo caso “non ce la siamo andata a cercare” perchè è nata su iniziativa della Casa dei Carraresi che ha contattato i giornali locali e ha fornito i nostri recapiti, esasperata per la scarsissima lungimiranza dell’Amministrazione nell’effettuare un blocco del traffico che non tenesse conto della presenza dei turisti che arrivavano da fuori (e che non sono tenuti a sapere quando il Comune decide queste iniziative), e che ha creato problemi non solo a noi (che tutto sommato abbiamo trovato come occupare il pomeriggio in un bel museo cittadino e nessuno ha avuto da ridire), ma a tutti coloro che come noi hanno visitato la mostra quel giorno. La Casa dei Carraresi aveva già segnalato il problema nei giorni precedenti senza ottenere alcun successo nè deroga, quindi abbiamo voluto dargli una mano. Per altro noi provenienti da fuori abbiamo comunque rispettato il divieto di circolazione, mentre moltissimi trevigiani se ne sono ampiamente infischiati e le macchine circolavano comunque causa controlli quasi assenti, se questo si chiama essere ecologisti…
    Per ciò che concerne la nostra attività in generale, come dettagliatamente riportato dalla mia vice citando il nostro Statuto, questa è molto vasta e prevede anche sorveglianza sul territorio e denuncia in caso le cose non vadano come dovrebbero. Per citare una bella frase detta recentemente in un convegno dal Soprintendente ai Beni Archeologici del FVG Fozzati “a gruppi come il nostro spetta di vigilare sul territorio, smuovere le coscienze dei cittadini e risvegliare le istituzioni che non lavorano a dovere per la tutela del nostro patrimonio”. Ci siamo attivati man mano nel corso degli anni, concentrandoci sul territorio di Gorizia e Provincia che è di nostra “competenza” (ma non solo quello), perchè per svolgere questa attività bisogna formarsi, documentarsi e conoscere la legislazione, sempre in continua evoluzione, ma ora siamo sicuramente più “smaliziati” e sappiamo bene come muoverci, avendo anche il sostegno e le conoscenze nelle Soprintendenze che ci consentono rapide segnalazioni e verifiche.
    Non siamo tuttavia “contrari al progresso” come lei ci ha etichettato, anzi se fosse venuto in piazza Vittoria lo scorso sabato avrebbe sentito che uno dei nostri interventi era proprio volto a proporre un piano di riqualificazione intelligente del castello e del suo museo in primis, con suggerimenti anche molto specifici e mirati, oltre che una navetta alternativa all’ascensore. Siamo invece contrari ad interventi inutili che rischiano solo di sprecare denaro pubblico e non tengono conto delle reali esigenze della cittadinanza e soprattutto ci sentiamo in dovere di tutelare un patrimonio che corrisponde al 60% di quelli dichiarati dall’UNESCO come beni dell’umanità, che la nostra Italia possiede, vantandosene da un lato e sentendolo come un peso e minando alla sua distruzione dall’altro, nonostante potremmo tranquillamente vivere, e anche bene, solo di turismo grazie a tutto ciò. A suggello di ciò le riporto una frase del fondatore dei Gruppi Archeologici d’Italia, di cui facciamo parte: “il cemento ideale di una comunità è formato dalla coscienza della propria cultura e dalla capacità che abbiamo di conservarla e di accrescerla”. A questo noi ci ispiriamo ed in questo spirito operiamo. Sapevamo molto bene che ci saremmo trovati contro parecchie persone mobilitandoci contro l’ascensore, ma questo non ci fa paura e lo affrontiamo con serenità e a testa alta, perchè abbiamo la coscienza pulita e la tranquillità di chi sta facendo il proprio dovere, a prescindere dalle etichettature che sistematicamente ci attribuiscono e che ci scivolano addosso.
    Concludo infine la mia “filippica”, che non ho più intenzione di ripetere perchè ho ben altro di cui occuparmi, come giustamente da lei rilevato, e perchè non devo fare proseliti per una mia candidatura in vista di qualche elezione come malignato da altri, chiedendole cosa c’entri la mia carriera universitaria prima e professionale poi con la faccenda dell’ascensore, se non a distogliere volutamente l’attenzione da quello che è il problema da noi sollevato in merito al progetto. In ogni caso, visto che a quanto pare le interessa, la informo che ho concluso felicemente la formazione universitaria in Medicina(anche se quella professionale penso si concluderà solo con la pensione visti i continui aggiornamenti che ci sono richiesti, e la bontà di quanto ho acquisito sarà giudicata dai miei pazienti, colleghi ed eventuali supervisori) e sto lavorando per la pubblicazione della tesi di laurea: la ringrazio quindi per i suoi auguri, spero siano di buon auspicio e forieri di successi, che comunque farò in modo non ostacolino la prosecuzione dell’attività col Gruppo Archeologico Goriziano, dato che finora le cose hanno proseguito in parallelo senza interferire le une con le altre.
    Chiudo facendo presente che chiunque esponga un’opinione non può sperare di sottrarsi alle critiche (o cannonate a salve come le chiama lei), fa parte integrante del gioco della democrazia: un intervento così lungo e dettagliato come il suo prevedeva risposte altrettanto lunghe e dettagliate nonchè chiarificatrici, e sono felice di vedere che non sono state solo quelle di chi è direttamente coinvolto in questo scontro.
    Cordiali saluti,
    Sveva Macrini

  9. Appunto, una prima struttura… si suppone ne esistesse una precedente… ora ne rimane una parte delle fondamente…
    Ripeto, appunto.
    Volendo fare la moralina becera e triste hai chiaramente detto […]Museo del Louvre, quest’ultimo costruito in un epoca nettamente precedente, ossia tra il 1190 e 1202. […] lasciando intendere che il Louvre, come lo conosciamo ora, sia stato iniziato in quel tempo.
    Falso.
    La struttura precedente non centra nulla con il museo.
    Il Louvre NON è stato costruito nel millecentonovanta, e neppure è stato iniziato, semplicemente su quell’area si trovava una precedente struttura che successivamente verrà riutilizzata per erigere successive strutture.

    Organizzando un pensiero come hai fatto tu posso asserire che casa mia risalga all’anno 1000 in quanto probabilmente se scavo sotto casa troverò un qualcosa di epoca precedente.
    Suvvia contestualizzate le vostre critiche/proposte, quantomeno per secolo o continente, non chiedo di essere precisi e puntuali, e cercate di organizzare le vostre idee, su questo blog, in quanto quelle rare volte che lo leggo (più che altro per comprendere fino a dove arriva il vostro servilismo nei confronti dell’attuale amministrazione ) trovo campagne politiche da “ditino agitato al cielo” in tutta onestà talvolta riprovevoli.
    Dopo aver massacrato le scatole con la questione della “via dello sballo”, inchinandovi alla vostra amata giunta, ora la cullate su altre temi.

    E rispetto al Pompidou non dici nulla?
    Lanci il sasso e poi nascondi la mano perchè il sasso ha rotto la finestra dei vicini?

    fonte wikipedia:
    tra le altre:

    il desiderio di creare a Parigi un grande monumento che rappresentasse l’architettura della seconda metà del XX secolo, che nella capitale era stata fino a quel momento irrilevante o poco evidente.

    ok, allora l’ascensore è un esempio di architettura di inzio nuovo millennio, mettiamola così che sicuramente è posizione ragionevole e condivisibile.

  10. Vattelapesca, evidentemente non hai seguito molti dei miei inteventi precedenti se credi che io sia servile nei confronti della giunta o schierato politicamente. Ti cedo volentieri la medaglia di osservatore del mese di wikipedia consapevole che la maggior parte degli altri lettori, siano questi favorevoli o contrari al mio pensiero, abbiano colto il mio messaggio, evitando di aprire ulteriori lunghi e noiosi capitoli riguardo Pompidou.

  11. Mi complimento anch’io con il Gentile, per la “puntuale ed esaustiva disamina delle alcune delle ns. azioni” ma, devo anche rilevare che la trattazione degli argomenti e delle materie sono alquanto frammentarie, inesatte e tendenti alla polemica gratuita; cominciamo con ordine.
    L’Italia mi sembra, a tutt’oggi, sia uno Stato di Diritto; se ciò corrisponde al vero, non vedo perché se Vi è una Legge che prevede di sanzionare, amministrativamente, il divieto di sosta, tu devi farlo e basta e, quando Vi è una Legge che colpisce delle lobby, si fa di tutto per non farla osservare, giungendo anche a farla modificare in peggio perché qualcuno vuole spendere i ns. soldi senza controlli.

    Alla stessa stregua la LR. 15/2007 (Inquinamento Luminoso) prevede delle sanzioni e delle multe che devono essere emesse, i cui proventi vanno a vantaggio del Comune che le emette (questo è Federalismo Municipale).
    Se non ricordo male, nel 2009-2010 Vi è stato un problema con l’osservatorio Astronomico del Liceo Scientifico; tanto è vero che avete chiesto al PDL (io ero presente in Regione), di escludere quello di Gorizia dal novero degli osservatori, e di relegarlo a didattico. Perché avete fatto questo? Lo avete fatto perché altrimenti non potevate installare i lampioni “storici” nelle zone limitrofe di via Garibaldi; come lo chiami questo, spregio delle regole, inettitudine politica, oppure più semplicemente menefreghismo o opportunismo?

    Tu lo sai che l’inquinamento Luminoso è anche responsabile del fenomeno delle polveri sottili?
    Lo sai che troppa luce artificiale può provocare il Cancro?
    Tu lo sai che la Luce blu dei Led è nociva all’organismo umano e all’Ambiente?
    Tu lo sai che l’Arpa, in ogni decisione che io ho sostenuto, ha effettivamente affermato quello che scrivo nero su bianco hai vari Comuni?
    Tu lo sai che la sentenza di Cassazione 3130 del 2008, cita che se la luce inquina, paga l’Amministrazione?

    Ti sei accorto di quello che affermi; io non ho mai detto che per la progettazione dell’Ikea a Villesse, non è stata prodotta la VAS; io ho specificatamente affermato, provandolo con documentazione, che non hanno presentato l’elaborato V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) ex-ante e alla luce delle numerose sentenze, in primis deve essere sequestrato e poi abbattuto; come vedi non ho mai parlato di V.A.S. (questa da dove ti è uscita?)
    Tu lo sai che la che nell’espletamento di VIA e VAS, è obbligatorio contemplare tutti i danni, causati all’ambiente (Tar. Campania Sez. II n 2043 del 20/04/2010), compreso quello da inquinamento luminoso, notoriamente un danno ambientale dovuto ad emissione di CO2 nell’atmosfera e di luce al di fuori del piano di orizzonte?
    Tu lo sai che la giurisprudenza comunitaria conferisce un ruolo strategico alla procedura di VIA, nel quadro dei mezzi e modelli positivi preordinati alla tutela dell’ambiente, valorizzando le disposizioni della direttiva 85/337/CEE. che evidenziano come la politica comunitaria dell’ambiente consista, ante omnia, nell’evitare fin dall’inizio inquinamenti ed altre perturbazioni, anziché combatterne successivamente gli effetti: conformemente ai principi “costituzionali” dei trattati, scopo dell’U.E. è la tutela preventiva dell’ambiente (Corte Giust., sez. V, 21 settembre 1999, c-392/96; sez. VI, 16 settembre 1999, c-435/97). Pres. Trotta, Est. Poli – Regione Lombardia (avv.ti Tedeschini e Fidani) c. L. s.r.l. (avv.ti Sica e Pugliese) – (Riforma TAR Lombardia, Brescia n. 1161/2007) – CONSIGLIO DI STATO, Sez. IV – 5 luglio 2010, n. 4246 e Corte Europea del 03/03/2011.
    Se tu pensi che con il Decreto Ciriani ex-post, sia tutto regolare, ti sbagli di grosso, leggiti anche l’ultima sentenza Europea dello 03/03/2011.
    E’ questo il tanto decantato rispetto delle Leggi che ha il PDL? Non venirmi a dire che ci sono 250 persone, assunte a tempo indeterminato Full-Time, che lavorano all’Ikea, perché ti consiglio di documentarti.
    Caro Fabio, sarebbe stato meglio che ti fossi fatto vivo il 25 marzo 2011 in Provincia, perché Vi è stato un convegno proprio su questo tema, ma forse tu eri impegnato in altre faccende, sicuramente più importanti del tanto abusato (come frase) Risparmio Energetico.
    In ultima analisi, quando qualcuno attacca sul personale una persona, è segno che non ha argomenti da portare.
    Fabio, se vuoi parlare, seriamente e produttivamente di Energia e Inquinamento Luminoso io sono disponibile, non lo sono invece quando qualcuno, non capisce o non comprende (lascio a te associare l’uno o l’altro) cosa sia effettivamente il rispetto della persona, delle idee e delle Leggi.
    A proposito, sono anch’io andato alla ricerca di tue foto, interviste e registrazioni video di alcuni Consigli Comunali, cui tu hai preso parte; il cui più famoso è quello detto “della Mutanda”; ti ricorda qualcosa?
    Quando ti rivolgi alle persone, sei pregato di comportarti civilmente e la prossima volta che parli di me, non scrivere “tale”, perché sai benissimo chi sono, dato che ci conosciamo da ben 14 anni; oppure lo hai dimenticato?
    Giulio Andreotti, affermava sempre ( anche se la frase non è sua):a pensar male si fa peccato ma, certe volte ci s’azzecca!
    Bene, non è che tu hai scritto tutto questo, per screditare il ns. lavoro?

    Per farti capire cosa significa Inquinamento Luminoso, ti allego un articolo che il Messaggero, nel lontano maggio 2010 non ha mai pubblicato, leggilo con attenzione e informati.

    Leggendo l’articolo del 21 maggio 2010, apparso sul Messaggero Veneto pagina di Gorizia “Gli Assessori si riducono del 5% le indennità”, è evidente come il nostro Paese si possa considerare a pieno titolo il “Paese di Pulcinella”, oppure il “Paese dei Furbi”.
    Solo che in questo caso per furbi non ci si riferisce agli evasori fiscali, bensì agli evasori delle regole, furbi che non rispettano le leggi alle quali loro per primi devono osservanza. Mi riferisco a coloro che si stracciano le vesti per i mancati trasferimenti dello Stato che i tempi di ristrettezza economica impongono. Se oggi ce la fanno a quadrare i bilanci con i tagli apportati, è lecito chiedersi come venivano amministrate le finanze prima, quando le vacche erano grasse, visto che nonostante ciò sprechi se ne continuano a produrre ostinatamente. È curioso notare come i comuni siano attenti e solerti, quasi alla velocità della luce, quando si tratta di sanzionare, giustamente, chi posteggia per esempio l’auto fuori dagli spazi dedicati, oppure quando negano l’agibilità per un’abitazione, derivante dal fatto che una finestra è cinque centimetri più grande di quanto previsto nel progetto.
    Al contrario, mi chiedo, come mai gli stessi possono darsi delle deroghe, a spese dei cittadini poi, per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse e più precisamente per la mancata applicazione della Legge regionale 15/07, “Norme per la prevenzione dell’inquinamento luminoso”. Le regole non sono valide per tutti allo stesso modo? L’inquinamento luminoso è indissolubilmente legato al risparmio energetico; sembra però che alla maggioranza delle Amministrazioni questo poco importi, sembra che vivano nel paese dei balocchi, dove tutto deve luccicare e risplendere, nella falsa convinzione che inoltre si ha una maggiore sicurezza. La gente chiede più luce, afferma il Sindaco di turno, ignorando o facendo finta di non sapere che le persone costrette a subire l’illuminazione della loro stanza da letto, della quale nessuno, per altro, ha mai fatto richiesta, sono in numero ben maggiore di chi richiede più luce, ma tacciono, nella falsa convinzione che se il comune fa così, è perché lo può fare. No, non è così! Allora vien da chiedersi se il nostro Paese non sia un luogo dove albergano gli ipovedenti e i ciechi di tutta Europa, sì perché leggendo i dati di Terna escono dei dati veramente allarmanti.
    La Francia, nostro grande fornitore di energia elettrica, che per l’80% produce grazie alle centrali nucleari, ha recentemente dimezzato l’illuminazione de La Ville Lumiere; lo spreco elettrico per illuminare i monumenti, a cominciare dalla Tour Eiffel, è quasi un insulto alle belle parole per la difesa del pianeta secondo i francesi. Ora la Torre Eiffel è illuminata solo cinque minuti ogni ora al posto dei dieci di prima. Negli anni Novanta, in Francia, il consumo di energia per l’illuminazione pubblica è passato da 70 a 90 kilowattora per abitante. Una cifra altissima, il doppio di quel che si consuma in Germania (La Repubblica, 24 giugno 2008). Ma allora la Germania, con i suoi 25 milioni di abitanti più dell’Italia e della Francia, consuma circa 45 kilowattora per abitante: e in Italia? Si sappia che i dati cui facevo riferimento prima, quelli di Terna, dicono che consumiamo oltre 106 kilowattora per abitante (6.371,6 GW, per il 2006) di energia elettrica per la pubblica l’illuminazione!
    Quasi il 20% in più dei francesi, il 240% in più dei teutonici d’oltralpe, ma mentre loro ci vendono a caro prezzo l’energia che risparmiano, noi, che importiamo l’85% di quest’ultima, ne sprechiamo una cospicua parte, non degnandosi, nel contempo, di rispondere quando un’Associazione chiede lumi in merito all’applicazione di una Legge che richiama al risparmio energetico, o se lo fanno, lo fanno quasi stizziti; ma che amministratori sono questi?
    Non sanno, o fanno finta di non sapere, che eseguendo progetti a norma, possono risparmiare oltre il 35% di soldi pubblici?
    Oppure pensano che decurtandosi il 5% (sembra uno spot pre-elettorale) hanno la coscienza a posto! Ci dicono che non ci sono risorse che so, per alleviare i costi delle famiglie, per le mense scolastiche, per dare un aiuto in più a qualche indigente, oppure per creare un circuito per rilanciare l’economia, anche se a livello locale; ma trovano immediatamente le risorse, sprecando a piene mani e per 365 notti, per illuminare le piste ciclabili affinché i topi non escano di strada, o illuminano il cielo anziché dove serve, cioè per terra.
    La Legge del Friuli impone ai comuni di produrre informazione verso i privati, circa gli obblighi che anche loro hanno nei confronti dell’inquinamento luminoso, di più, se ricadenti nelle aree di protezione, addirittura i comuni devono, previa diffida del Sindaco, emettere delle sanzioni verso coloro che inquinano ma, non è il nostro intento, siamo consapevoli che comunque prima si deve produrre una corretta informazione, almeno questa. È mai stata prodotta dalle Amministrazioni qualche informazione riguardante l’inquinamento luminoso e il risparmio energetico in tre anni di legislazione, informazione che per legge sono obbligate a produrre? Che io sappia no! Preservare l’ambiente naturale, compreso il cielo stellato da ogni tipo di inquinamento, è richiamato dall’UNESCO nella sua “DICHIARAZIONE PER LE GENERAZIONI FUTURE”.
    Il tema per la salvaguardia dell’ambiente è stato ripreso più volte anche dal Papa, tuttavia ad ogni volger di sguardo si vedono Chiese e capitelli illuminati tutta la notte come dei centri commerciali: non sarebbe più opportuno che ad una certa ora si spegnessero i riflettori e il corrispettivo di risparmio venisse dato magari in beneficenza? Questo in Germania viene fatto, visto che si sono accorti di inquinare quasi quanto la Slovenia per illuminare le Chiese tedesche (si veda l’articolo “German churches repent for green sins in bid to cut carbon footprint”, The Times, 10 settembre 2008).
    Allora di che stiamo parlando, Signori? Ci si guarda bene da interpellare l’ARPA per non sentirsi dire che le Associazioni hanno ragione e che le amministrazioni risultano omissive? Associazioni che si sono proposte più volte e, del tutto gratuitamente per aiutare le amministrazioni ad un utilizzo corretto delle risorse a fronte di lauti guadagni per tutti i cittadini, vengono ignorate: forse perché sono la voce della loro coscienza o perché ci sono interessi di parte dove girano milioni di euro di affari? Solo il Sindaco di Gradisca d’Isonzo ha accettato la ns. collaborazione, segno di una lungimirante presa di posizione nei riguardi di altre realtà, prima fra tutti il Comune di Villesse.
    Mi rendo conto che è una questione di cultura, e verrà il tempo che coloro che sprecheranno verranno mostrati a dito come dei lebbrosi, come oggi è per coloro che osano buttare una busta di immondizia per strada.

    F.to
    BASIGLIO-RIBAUDO Ettore Guido
    Cormons 21 maggio 2010

    P.s. la buona educazione, prevede che una Persona, si firmi con nome e cognome!

  12. Lo ammetto Ettore Basiglio Ribaudo, ho letto solo il 5% di ciò che scrivi…su di una cosa concordo: proprio perchè ti conosco da tanto,non ti rispondo per cadere nella tua polemica che sappiamo dove porta.
    Se mi firmo solo Fabio, non è per maleducazione, ma semplicemente perchè non ho bisogno, ad ogni piè sospinto, di far conoscere il mio nome a tutti.
    Si dà per certo solo una cosa, non seguirà replica alcuna da parte mia alla tua persona. Con buona pace di tutti credo.
    Come ha scritto in altro blog la brava Sveva Macrini, ho molte cose da fare anzichè stare a scrivere ore ed ore su di un blog.

  13. Lungi da me fare polemica, se la volevo fare, sai quanti interventi facevo contro di te; anche quando hai messo il veto sulla mia persona; tu mi conosci da lunga data e sai che non mi abbasso a questi mezzucci, vedi i Bilanci di AN del 2007.
    Mi sorge spontanea una domanda:
    1) se non farai repliche sulla mia persona, come mai hai scritto,intanto cose che non conosci a fondo e poi mi hai tirato in ballo?
    2) Perchè se dici di avere tante cose da fare, hai scritto su questo post?

    Giulio insegna!

    Con questo chiudo e ti esorto che se hai voglia di informarti, seriamente, dei problemi di cui sopra, devi solo contattarmi, il pregiudizio non alberga in me!
    Ciao
    Ettore

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