Goriziani al volante

di Spritz_Nero

Nonostante l’estrema semplicità della viabilità goriziana, molti automobilisti ancora oggi non hanno ben chiaro il senso del codice della strada. Se spesso e giustamente si criminalizzano le persone dal piede pesante, oppure quelle che hanno bevuto il bicchiere in più, altrettanto spesso si trascurano quegli autisti che sono delle mine vaganti mimetizzate da guidatori provetti. Alcuni aspetti e vizietti stradali che andremo ad analizzare tra poco naturalmente non appartengono solo ad alcuni autisti goriziani e sono estendibili a carattere nazionale, ma credo che in comuni “mignon” come Gorizia dovrebbero essere facilmente evitabili, viste le dimensioni della città che praticamente si limita ad un Corso Italia, Corso Verdi e le loro vie laterali ed in quantità sempre minore visto che si cerca di pedonalizzare il centro.

LE ROTONDE Ne è passata di acqua sotto il viadotto Ragazzi del ’99 (ponte di collegamento Lucinico – Gorizia) da quando è stata realizzata la prima rotonda nella nostra ridente cittadina, eppure per qualche autista goriziano rimane ancora un mistero il come affrontarle. Se la fantasia di alcuni nell’improvvisare le segnalazioni di svolta di direzione fossero impiegate in ambito artistico, Gorizia sarebbe alla stregua di Venezia. Molti non usano l’indicatore di direzione (la così detta freccia) in nessun caso, quasi tutti usano quella di sinistra per tutto il percorrere della rotonda fino al momento della svolta in cui, o non mettono la freccia a destra, oppure rischiano di stamparsi sull’aiuola per dover svoltare e spostare la leva dell’indicatore di direzione contemporaneamente. In realtà sarebbe tutto molto semplice: ci si immette nella rotonda senza nessuna indicazione di cambio marcia, dato che anche se potrebbe far impressione la carreggiata circolare, sempre sulla nostra carreggiata rimaniamo e nel momento in cui si deve imboccare una delle uscite si mette la freccia a destra. Di una semplicità imbarazzante.
Una volta somatizzato il “trauma da rotonda” anche gli autisti più sprovveduti potranno godere di un’ottima soluzione per ridurre al minimo i rischi che abitualmente presentano gli incroci e sveltire il traffico evitando code ai semafori. Naturalmente sempre che la rotonda abbia uno spazio adeguato, perché se minuscola (come ad esempio quella simpatica davanti all’osservatorio di Farra) si dimostrerebbe inutile e pericolosa. (oltre che ridicola)

GLI SPECCHIETTI RETROVISORI Gli specchietti retrovisori servono per accertarsi che durante le proprie manovre non si rechi danno ai veicoli o persone che ci seguono. Internamente l’auto ne presenta uno adibito a questo scopo, mentre uno (o due) sono posti sul parasole del passeggero ed a volte su quello del guidatore che invece servono a verificare che il rossetto non sia finito sui denti o che nel nostro occhio sia finito un moscerino e non un ape. Generalmente e storicamente per il sesso femminile tutti e tre hanno la stessa funzione, ossia la prima elencata. Esistono anche altri due specchi laterali (ormai in tutte le macchine sono doppi) che andrebbero tenuti aperti ed andrebbero usati sempre. In autostrada è vitale usare gli specchi (tutti e tre), in città almeno quelli laterali. Sopravvivono però autisti che girano per la città con gli specchi laterali ripiegati all’interno e con lo sguardo fisso davanti a loro come un missile terra aria punta l’obiettivo da colpire. Se hanno dimenticato di aprire gli specchi uscendo dal garage e non se ne sono accorti dopo 10 km significa che non li guardano. Se li tengono sistematicamente chiusi significa che se ne sbattono di quello che avviene attorno a loro. La sensazione che provo nel vedere questi individui è la stessa che ha provato Bruce Banner la prima volta che si è trasformato nell’incredibile Hulk.

VELOCITÀ COSTANTE Vero è che siamo abituati ad un limite di velocità nelle strade comunali di 50 Km/h che a volte varia con limiti inferiori dove le strade sono più impervie oppure a salire dove sono scorrevoli. (Anche se a Gorizia il limite è di 50 pure nella desertica strada rettilinea che porta da Savogna allo Stradone della Mainizza). Per non sbagliare c’é qualcuno che va a 40 km/h sempre. Ma proprio sempre. Attenzione, perché andare a 40 in un tratto dove ci sono i 50 o 70 innervosisce chi segue ma nulla più, ma passare a quella velocità un passaggio pedonale o un incrocio diventa molto pericoloso. Più di una volta mi è capitato di essere rallentato da questi individui in tratti ove la velocità consentita è ben superiore dei 40 Km/h, vedere in lontananza il semaforo verde che ti aspetta languido fino a qualche metro di distanza, poi diventa giallo, poi rosso; ma mentre la mina vagante che ti precede se ne frega dell’obbligo di stop e passa disinvolta con il rosso portando con se tutte le tue imprecazioni e bestemmie in farsetto, tu naturalmente devi fermarti e veder sparire nel nulla quell’individuo che rimarrà impunito se non altro dalla giustizia terrena e che continuerà ad utilizzare la sua macchina come fosse un autoscontro alimentato da gettoni a tempo. Visto che le forze dell’ordine a queste cose non ci fanno caso, presi come sono nel piazzare autovelox e far soffiare negli alcool test, altro non rimane che sperare che il tempo di questi pseudo autisti si esaurisca presto e non gli vengano concessi altri gettoni.

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Le opinioni dei lettori su "Goriziani al volante"

  1. Nessuna difesa all’incompetenza.
    Certo é che buona sponda alle pregevolezze del traffico goriziano viene data da chi quel traffico dovrebbe regolarlo.
    Si può comprendere la difficoltà nel dover approntare nuovi flussi stradali temporanei, ma ciò che é stato fatto in via Terza Armata rasenta la follia.
    In un ambiente in cui già l’affrontare una rotatoria é un’impresa titanica, figuriamoci ciò che accade nell’arzigogolo creato fra via Terza Armata e la nuova bretella verso via Trieste..
    E’ stato visto qualcuno, arrivando dai supermercati, tentare di affrontare la cosa come in autostrada: prendendo a sinistra in contromano quella che dovrebbe essere l’uscita dalla bretella.
    Fa quasi tenerezza poi assistere ai secondi di imbarazzo in cui tutti si guardano dall’interno delle proprie autovetture, ferme, senza capire chi ha la precedenza e mantenendo quegli occhietti da cane bastonato con la domanda “..se parto non mi suoni vero?”
    Ecco l’illuminazione!!
    Chi pensa ai flussi stradali é probabilmente lo stesso che non riesce ad utilizzare le rotatorie! Quello che procede a 12 chilometri orari (ci sono prove scientifiche a riguardo) guardandosi in giro alla ricerca di qualcosa. Quello che “..la strada é tutto ciò che vedo davanti a me..” Quello che “..se sei dietro devi stare attento tu..” Quello che “.. devo girare a sinistra a questo incrocio” occupando tutta la carreggiata e bloccando tutti i poveretti che vorrebbero procedere dritti o svoltare a destra.
    Sono LORO che pensano, nottetempo, a come regolare il traffico in città!!
    Perchè altrimenti l’incrocio fra via Trieste, via Duca d’Aosta sarebbe ancora privo di rotatoria?

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