«Gorizia non sia lamentona»

Le tre caratteristiche da rivalutare del “cittadino comune”: fiducia, positività e attenzione gratuita e generosa agli altri. Questi i tre perni attorno ai quali è ruotato il messaggio dell’arcivescovo di Gorizia, Carlo Roberto Maria Redaelli, contenuto nell’omelia pronunciata ieri in cattedrale in occasione del solenne pontificale per la festa dei santi Ilario e Taziano, patroni della nostra città. «Vorrei trasferire in sede civile la valorizzazione del “cristiano della domenica” -ha detto Redaelli- che diventa dunque “cittadino comune”, che non è impegnato in politica o nell’amministrazione, non ha incarichi e non è neppure socio di una o dell’altra associazione tra le tante presenti nella nostra Gorizia. E vorrei rivalutare la sua presenza sottolineando tre aspetti che possono contraddistinguere il “cittadino comune” contribuendo a formare quel tessuto sociale, poco appariscente, ma indispensabile perché una città possa definirsi tale. Parlo della fiducia, affinché la città eviti il blocco totale di ogni prospettiva dettato dalla diffidenza. Una città di persone che si fidano le une delle altre può diventare na realtà solidale, può costruire qualcosa di positivo, può affrontare con fiducia i momenti di difficoltà. E ancora parlo di positività, affinché un atteggiamento realisticamente positivo porta a creare un’opinione pubblica non lamentosa, non disfattista, non chiusa nei miti del passato. Infine, l’attenzione gratuita e generosa agli altri, l’attenzione spicciola ai bisogni di chi ci sta vicino, per la quale non serve avere una tessera o la divisa di un’associazione».

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