Gorizia-Lubiana, promesse di Bulc

Una storica apertura sul collegamento ferroviario tra Lubiana, Gorizia e Venezia, accompagnata da un «italiani, siete incredibili per come gestite la crisi dei rifugiati». Sono due delle fotografie che resteranno incollate nell’album dei ricordi condivisi tra Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba, i tre comuni che compongono il Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect), dopo il confronto a più voci andato in scena ieri sera sul piazzale della Transalpina insieme alla commissaria europea per i trasporti nella Commissione Juncker, Violeta Bulc. «Sono sinceramente colpita da questo luogo così ricco di storia» ha detto la politica slovena riferendosi alla cornice composta dalla stazione della Transalpina e dal grande mosaico inaugurato nel 2004, a rappresentare la demolizione della rete che fino a tredici anni fa tagliava in due il piazzale, «per me è impossibile non ricordare il passato di questo luogo, simbolo di un territorio popolato da cittadini costruttivi che credono nell’Europa. Ne sono la prova i sessant’anni di pace di cui questo territorio sta godendo dopo essere stato contraddistinto attraverso i secoli da guerre e conflitti costanti. L’Europa è un grande progetto di pace in cui io credo veramente. Il paese in cui io sono cresciuta non esiste più. Significa che la vita si può evolvere in maniere diverse da quelle che ci aspettiamo, ma l’importante è essere creatori delle nostre storie». A dare il benvenuto alla Bulc accanto al mosaico della Transalpina è stato il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, insieme ai colleghi degli altri due Comuni del Gect goriziano, Matej Arcon per Nova Gorica e Milan Turk per Šempeter-Vrtojba. «I nostri territori sono riusciti a trasformare quello che è stato per secoli un confine di guerra in un confine di pace» il saluto di Ziberna, «sappiamo che la commissione europea ha indicato il nostro Gect come un faro, un esempio da seguire per tutta la comunità europea, premiandolo con i primi 10 milioni di euro per finanziare la promozione turistica attraverso l’Isonzo e i progetti di sanità transfrontaliera. Nel settore dei trasporti, è inutile nascondere l’importanza del raccordo tra le reti ferroviarie italiana e slovena, ma non dimentichiamo l’idea della metropolitana leggera per accelerare i collegamenti tra le nostre città». Arcon ha ricordato invece l’ormai prossimo settantesimo anniversario della città di Nova Gorica. «Una città prodotta da questo confine» ha detto, «è un confine che non ci separa ma ci unisce, e attorno al quale dopo il Gect sta nascendo tutta una serie di idee attraverso le quali possiamo ambire a diventare un esempio per un’Europa priva di confini». Un ricordo particolare al conte Coronini, invece, lo ha riservato il sindaco Turk, auspicando una seconda età dell’oro per i trasporti tra i porti dell’Alto Adriatico e la Slovenia. «Io mi sento a casa a Gorizia come a Nova Gorica e nella mia Šempeter-Vrtojba». Entrando nel vivo dei contenuti, incalzata dal giornalista Stefano Bizzi de “Il Piccolo”, che ha moderato l’incontro, e dalle tante domande piovute dalla platea, la commissaria europea si è complimentata con l’Italia per la gestione dell’emergenza immigrazione, tema sul quale verte la lettera che le ha consegnato Ziberna con la richiesta di rivedere gli accordi di Dublino III, e ha promesso un impegno in prima persona come sponsor affinché possano vedere la luce i progetti per realizzare il collegamento ferroviario tra Lubiana e Venezia, passando per Gorizia. Promessa accolta con un caloroso applauso dal pubblico. «Vedo che questo problema è molto sentito dai cittadini» ha detto Bulc, «e in fondo io sono qui proprio per ascoltare le proposte che arrivano dalle città. Non posso promettere di risolvere il problema in prima persona, ma seppure non sia un tema di mia diretta competenza vi garantisco che me ne interesserò con chi di competenza. Se si tratta solo di 7 chilometri magari ce la facciamo».

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