Gorizia, ecco il tuo Vescovo

Redaelli, a sinistra, e De Antoni.
Redaelli, a sinistra, e De Antoni.
L’affollata Cattedrale di Gorizia è stata testimone dell’avvicendamento tra l’Amministratore apostolico, Monsignor De Antoni, e il nuovo Arcivescovo Monsignor Carlo Redaelli. Molti i fedeli anche all’esterno della chiesa per accogliere il nuovo Pastore e assistere alla cerimonia dallo schermo in piazza. La prima stretta di mano è stata con il Sindaco Romoli, a cui è toccato l’onore e l’onere di presentare la città, in pieno tentativo di uscire dalla crisi e, da un punto storico, da secoli luogo di incontro e talvolta scontro fra 3 culture, quella italiana, quella slovena e quella austriaca. “Capisco che a Gorizia, com’è normale, ci siano luci ed ombre – ha detto poi Redaelli – ma vedo che dietro agli ostacoli c’è la voglia di creare delle opportunità. Ed è proprio seguendo questo indirizzo che intendo lavorare assieme a voi”. Poi l’ingresso solenne in Cattedrale, accompagnato da De Antoni, Vescovo emerito, davanti alle autorità, ad una folta delegazione dall’Arcidiocesi di Milano e da quelle di “nascita” della famiglia Redaelli, oltre a molti fedeli della città. Al termine della cerimonia, il nuovo Arcivescovo di Gorizia ha voluto portare il proprio saluto anche in friulano e sloveno, riconoscendo fin da subito le due realtà linguistiche minoritarie, concludendo col dire di sentirsi già un goriziano.
Infine, l’annuncio della riconferma di tutte le cariche religiose della diocesi, a partire dal Vicario generale, Monsignor Adelchi Cabass.

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