Gorizia e il mercato del lavoro

Anche a Gorizia il mercato del lavoro si sta evolvendo come nel resto del Paese, in particolare, sempre più spesso le aziende medie e medio-piccole, che rappresentano il 90% del tessuto economico della nostra città e della provincia ricorrono, anche a causa della difficile congiuntura economica, all’ausilio di personale temporaneo utilizzando sempre più spesso questo nuovo strumento, flessibile ed efficace. Infatti Gorizia è terza in regione per l’uso da parte delle aziende di questo strumento, i voucher lavoro.
Anche l’Amministrazione Comunale ha da poco programmato l’uso di questi, per quelli che una volta si chiamavano lavori socialmente utili; destinati in prevalenza a studenti universitari, disoccupati, pensionati e casalinghe.
Di sicuro l’uso di questa forma di strumento di pagamento non si può considerare che un palliativo, ovvero un’integrazione a quelli che spesso sono redditi piuttosto bassi.
C’è da soffermarsi se sia venuto anche per la nostra provincia il momento di riformare il mercato del lavoro, e soprattutto quello che è l’uso dell’Agenzia per l’impiego, spesso troppo carente nel rapportare i reali bisogni delle aziende con le reali capacità di chi cerca lavoro; spiegando meglio, dovrebbe la struttura di collocamento prendere spunto dai paesi nord-europei, che formano le persone con specifici corsi; affinché, ad esempio, chi perde lavoro possa essere reintegrato rapidamente in un altro ambito e in un altro settore lavorativo senza gravare più del necessario sul welfare locale.

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Le opinioni dei lettori su "Gorizia e il mercato del lavoro"

  1. Essere terzi in regione nell’uso dei voucher’s quando le provincie sono quattro non è proprio un gran primato… Aldilà di questo c’é da dire che oltre alla paralisi commerciale goriziana e quanto ne consegue, la situazione a livello nazionale è drammatica. Purtroppo i voucher’s servono come un’aspirina serve per curare una metastasi. Le aziende (serie) avrebbero le più buone intenzioni di assumere a tempo indeterminato, per fidelizzare il proprio personale e farlo crescere all’interno dell’azienda anziché cambiare in continuazione e spendere tempo e denaro per la continua formazione dei nuovi assunti. Purtroppo le spese di mantenimento del personale a tempo indeterminato (ed anche determinato oltre i 30 gg) sono altissime, se paragonate poi ad altri Paesi della CEE e diretti concorrenti del mercato potremmo definirle assurde. In Italia, specie per le nuove aziende, la pressione fiscale è insostenibile.

  2. Uno dei migliaia di articoli da mettere nel gruppo “ImportantISMO”.
    Come “Benaltrismo” e “Politically Correct” sono le categorie più sfruttate quando non si ha nulla di cui scrivere.
    Diamo enorme risalto a stronzate colossali, e chiudiamo con domande del cazzo (corso di scrittura creativa?) per “coinvolgere” chi legge??
    Siamo nel 2011, evolviamo la scrittura: 3 richieste.
    1- NIENTE ovvietà e banalità (vedi prime 4 righe)
    2- Bruciate gli “ovvero”.. “cionondimeno” .. “etc etc”
    3- Le ultime sei righe sono OFFENSIVE per l’intelligenza di chi legge.

    Del vostro trafiletto sono rimaste 5 righe scarse.
    TUTTI apprezzeranno molto che una notizia da 5 righe scarse sia lunga 5 righe scarse. Non siamo in seconda media. Poi cercherete di scrivere più largo?

    DAVVERO NON AVETE NULLA DI CUI SCRIVERE?
    Fate un salto in consiglio comunale ed ispiratevi!

    p.s. Grazie a Spritz_nero per aver cercato di elevare la notizia.

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