Gli stand pagheranno la pulizia

In città è ormai già scattato il conto alla rovescia per la nuova edizione di Gusti di frontiera. E dopo aver esplorato la mappa, con la novità principale rappresentata dal borgo dedicato alle specialità della Russia e delle Repubbliche Asiatiche, e l’aumento di budget per l’organizzazione della kermesse, vediamo oggi quanto sborsano gli operatori per assicurarsi un posto tra i borghi di Gusti di frontiera. La spesa chiaramente varia in base all’ampiezza del proprio stand e dalle esigenze in termini di allacciamento ad acqua, luce e gas. Si parte dalla quota prevista per la tassa di occupazione del suolo pubblico, pari a 1,18 euro a metro quadro per ogni giornata della manifestazione. Gli operatori, in più, devono versare un contributo di 15 o 30 euro, a seconda che l’area dello stand superi o meno i 20 metri quadri, per compartecipare alle spese di pulizia, e una ulteriore cauzione, limitata però agli stand allestiti nelle zone di recente riqualificazione, pari a 110 euro, sempre per la pulizia. A questi, vanno sommati i 199 euro più Iva per l’intervento programmato di allacciamento all’acqua potabile e almeno altrettanti per l’allacciamento all’energia elettrica, per il quale si va da un minimo di 101,41 euro per 1,5 kilowatt fino a un massimo di 676 euro per 30 kilowatt. Libera scelta, invece, per la fornitura di bombole a gas. Gli operatori dovranno effettuare tutti i pagamenti entro il 31 luglio. In definitiva, uno stand di 6 metri per 3 e allestito in una zona che non rientri tra quelle di recente riqualificazione andrebbe a pagare poco più di 50 euro al giorno.

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