Giovani e lavoro, è crisi sociale

E’ allarme giovani. Non è colpa della sola crisi questa volta, ma di un ben più ampio problema sociale. I giovani sono senza lavoro, e molti di essi non solo non lo cercano ma, non fanno nulla. Questa la drammatica considerazione dai dati forniti dall’istituto di statistica. Il 46,7 per cento dei giovani tra i 18 e i 29 anni è completamente inattivo. Ovvero non lavora ma, studia in 6 casi su 10. Forte criticità rimane per quanto concerne il capitolo stabilità del lavoro.  Circa un giovane su tre svolge un lavoro atipico (dipendente a termine o collaboratore,ndr). Il problema maggiore, e dai risvolti sociali più gravi è per quella fascia di giovani che non studiano e non lavorano apparentemente per scelta. 
Si registra, dai dati forniti dall’Istat, un’ulteriore crescita dei giovani così detti Neet (Not in education, employment or training, acronimo inglese per non studenti, od occupati né in formazione professionale, ndr) tra i 18 e 29 anni, la cui incidenza passa dal 25,3% del 2011 al 26,9% del 2012. I giovani che non lavorano e non frequentano alcun corso di istruzione o formazione. Sono oltre 2 milioni e oltretutto,  in aumento del 5 per cento rispetto al primo semestre del 2011. La relativa agiatezza, in cui si trovano le nuove generazioni può essere dunque, una delle cause di questo fenomeno, che fa si che non vi siano stimoli per alcuni ad affermarsi o ad ambire all’autonomia dalle famiglie? Un quesito la cui risposta, e soluzione, potrebbe contribuire significativamente al rilancio del sistema paese. 

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