Gentile sui quartieri: «Lavoriamo per mantenerne quattro»

In questi tempi in cui si fa un gran parlare di taglio ai costi della politica e della “casta”, la Regione Friuli Venezia Giulia ha deciso, con la legge regionale 1/11, di non eliminare i consigli circoscrizionali, come voleva la legge nazionale sotto i 250mila abitanti, ma di mantenerli nelle città capoluogo. È necessario precisare, a scanso di equivoci, che Gorizia non può essere assolutamente identificata come luogo di “casta”, se non altro per i consigli circoscrizionali. Ma un taglio deciso ai costi della politica si può effettuare a partire anche dall’ultimo, pur importante luogo di decentramento amministrativo. I cosiddetti quartieri appunto. Gorizia, pur con costi ridotti, rappresenta una anomalia salita alla ribalta nazionale, per avere il più alto numero di consiglieri circoscrizionali rispetto agli abitanti. 136 consiglieri, così come 10 quartieri sono indubbiamente numericamente troppi. Lo dicono da sempre le amministrazioni, anche di diverso colore, che si sono succedute in città. La legge regionale interviene in modo pesante sulla situazione goriziana, determinando, in modo insindacabile, che i quartieri possono essere al massimo quattro. Così come i componenti passerebbero da 136 ad un massimo di 40. È anche necessario specificare che attualmente i presidenti di quartiere percepiscono una indennità fissa mensile lorda di 280 euro, ben inferiore a quella di Trieste dove gli stessi presidenti percepiscono una indennità di 1200 euro mensili. La legge regionale però, così come il consiglio comunale di Trieste, impone anche un abbattimento sostanziale di questo costo della politica. I nuovi presidenti triestini (e quelli che verranno a Gorizia) percepiranno un gettone di presenza di massimo 104 euro a seduta. Appare pertanto logico che il costo complessivo “politico” attuale per i quartieri – a Gorizia stanziati 54.560 euro – sarà certamente abbattuto vista la presenza di un numero molto inferiore di componenti. Potrebbe pertanto essere reinvestito in opere sul territorio magari di competenza delle nuove circoscrizioni. Il taglio e la nuova definizione territoriale è ostacolata da quei quartieri che quasi ottanta anni fa’ (!) erano comuni autonomi e soprattutto da quelli in cui si registra una presenza di minoranza slovena. La regione ha già chiarito abbondantemente che la L.R. 1/11 non intacca in alcun modo le leggi di tutela linguistica presenti sul territorio goriziano. La difesa operata ad oltranza da questi quartieri è strumentale, ideologica e politica e non trova alcuna giustificazione con la doverosa tutela che non è in discussione, ed appare alquanto sospetta quando questi stessi quartieri festeggiavano l’allargamento dell’Unione Europea e la caduta dei confini. Ora questi confini, sono loro ad innalzarli a difesa di un loro “privilegio” che appare fuori luogo e fuori dal tempo, quando si fa un gran parlare anche di integrazione.
Non si intacca nemmeno l’art. V della costituzione, come qualcuno ha voluto far credere o farsi suggerire, in quanto la legge nazionale, di vecchia data, cancella queste istituzioni e solo la Regione, con propria legge, ha determinato di ripristinarli.
Il rischio, nemmeno tanto velato, è che a Gorizia i quartieri potrebbero sparire del tutto, se come apparso chiaro già da subito, ci sarà una opposizione che non riuscirà a dialogare con la maggioranza comprendendo che la legge è da considerarsi anche in ottica di abbattimento dei costi della politica in generale. Le proposte di gratuità, di nuove fantasiose ed antidemocratiche forme di aggregazione, sono essenzialmente fuori tempo massimo visto che la Regione chiederà di deliberare sulla nuova forma giuridica al massimo entro l’anno visto che nel 2012 si terranno le elezioni comunali e circoscrizionali.
Come assessore al decentramento, vista il mandato ricevuto dal Sindaco Romoli di ridurre le circoscrizioni, cercherò di operare in tal senso. Un loro totale annullamento, che non è nelle intenzioni di questa amministrazione, sarà imputabile solo a chi, oggi come ieri, continua a vedere il suo territorio, come fonte di voti e riconoscimenti personali, pur a fronte dell’importante e benefico lavoro che tutti i consiglieri circoscrizionali svolgono giornalmente.

Fabio Gentile
Assessore al decentramento del Comune di Gorizia

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