Gect, sbloccati 10 milioni

«È un grande giorno per Gorizia e per tutta l’area di confine». Sono toni trionfali quelli a cui si lascia andare il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, dopo aver ricevuto parole al miele da parte della commissione europea nei confronti del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect) formato dai Comuni di Gorizia, Nova Gorica e San Pietro, definito un «faro in Europa», e dal comitato di sorveglianza italo-sloveno che ha approvato le iniziative del gruppo sulla valorizzazione dell’Isonzo e sulla sanità transfrontaliera. Un “nulla osta” inderogabile per poter iniziare a spendere, a partire dal mese di aprile, i 10 milioni di euro con cui l’Unione europea aveva finanziato già nel settembre 2014 i progetti targati Gect, tra i quali, oltre al recupero in chiave ambientale e turistica di alcuni tratti dell’Isonzo, era prevista anche la realizzazione della cosiddetta “Casa del parto”, la soluzione sulla quale l’amministrazione comunale di Gorizia aveva puntato in maniera più che decisa dopo la chiusura del punto nascita, che risale ormai a quasi tre anni fa. Il via libera definitivo ai progetti è arrivato dal comitato di sorveglianza del programma Interreg V-A Italia-Slovenia, responsabile della supervisione e del monitoraggio dell’attuazione dei progetti e della selezione delle operazioni, riunitosi nei giorni scorsi a Trieste. La firma del contratto di finanziamento è prevista entro la fine di marzo, per sbloccare i 10 milioni di euro e dare avvio alla fase operativa. Oltre a incassare il “sì” del comitato, il Gect è stato riempito di complimenti anche dalla Commissione europea, che avrebbe espresso la volontà di seguire e supportare pienamente la realizzazione dei progetti, considerando quanto messo in atto dalle tre città «un laboratorio di alto valore che potrà diventare, per il suo carattere innovativo, un esempio da seguire in tutta Europa». «Si tratta di notizie straordinarie» ha commentato il sindaco Romoli, «il riconoscimento della Commissione europea ci riempie di orgoglio, è una grandissima vittoria per il nostro territorio, che ci consente di guardare con maggiore ottimismo al futuro, anche economico, di quest’area. Abbiamo addosso gli occhi dell’Europa, ma sono certo che saremo all’altezza di questa sfida». I progetti sull’Isonzo prevedono anche il collegamento della pista ciclabile e pedonale dal parco dell’Isonzo alla diga della centrale idroelettrica di Salcano e la promozione del parco transfrontaliero come un’unica destinazione turistica. I progetti sulla sanità, invece, comprendono oltre alla “Casa del parto” l’avvio di sperimentazioni nell’ambito della salute mentale e intervento precoce su bambini autistici, l’elaborazione di una Carta transfrontaliera dei Servizi sanitari e del Cup unico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *