Gect, sbirciamo in Europa

di Roberto Sartori
Consigliere Comunale Udc

La creazione dei Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale è stata introdotta dal Regolamento 1082/2006/EC entrato in vigore il 1 agosto 2007.
Le ragioni che hanno spinto le istituzioni europee all’introduzione del GECT vengono chiaramente indicate nella premessa del regolamento che indica le criticità che hanno ostacolato la realizzazione di azioni e progetti congiunti: ovvero l’assenza di strumenti giuridici specifici a livello comunitario e la diversità delle normative nazionali di riferimento.
Lo strumento più adeguato per superare questi ostacoli viene così individuato nella creazione di gruppi europei di
cooperazione territoriale (GECT) dotati di personalità giuridica, i suoi obiettivi sono indicati nell’art. 2 Convenzione.

Roberto Sartori.
Per capire quali sono le potenzialità possiamo fare riferimento all’esperienza dei primi GECT presenti in Francia, che ne ha ben quattro, in Ungheria, Slovacchia, Spagna, Grecia, questo strumento ha consentito un netto salto di qualità rispetto:
– alle forme di cooperazione basate sui singoli progetti di cooperazione territoriale UE;
– ad organismi come le Euroregioni o le Comunità di Lavoro;
– grazie al riconoscimento della capacità giuridica (e la dotazione di un personale e di un bilancio dedicato) esso ha reso decisamente più semplice la gestione operativa dei progetti comuni e la partecipazione ai bandi di gara europei;
– inoltre ha dato alla cooperazione quelle caratteristiche di stabilità e istituzionalizzazione che favoriscono il coinvolgimento di tutti i partner e l’allargamento progressivo degli ambiti di iniziativa.
Complessivamente il GECT si rivela dunque un utile strumento dal punto di vista sia dell’efficienza operativa, sia del rafforzamento del dialogo e dei legami tra le Regioni/Province partecipanti.
Il GECT si costituisce in una fase cruciale, che vede da una parte la fine della programmazione 2007 2013, e dall’altra il dibattito sul nuovo Bilancio UE e sul futuro della prossima Politica europea 2014-2020. Le Regioni hanno ora il compito strategico di contribuire alla definizione delle prossime politiche comunitarie di loro interesse e di influenzare i lavori di Consiglio e Parlamento, affinchè esse siano caratterizzate da una forte
dimensione regionale, da adeguate risorse e da modalità di implementazione chiare ed coerenti, ed in questo contesto si inserisce il GECT.
Ai neo eletti di questo organo, mi permetto di suggerire due aspetti:
– il primo è l’importanza di instaurare fin dalle prime fasi un dialogo costruttivo con i propri governi nazionali e
regionali a fine di evitare malintesi e timori di scavalcamento delle loro competenze;
– il secondo è di tener presente che la Cooperazione territoriale implica sempre, indipendentemente dalla buona volontà dei partenariati, un lavoro di coordinamento difficile e faticoso ed è dunque molto importante individuare, allinterno degli obiettivi ambiziosi del GECT, delle tematiche precise che consentano di arrivare rapidamente alla concretizzazione di progetti ed iniziative operative.

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