Galleria Bombi mette le ali?

Grazie ad un manipolo di intraprendenti studenti (ed ex) della facoltà di Scienze Internazionali e Diplomatiche di Gorizia, ossia menti giovani, si è riusciti ad avere una visione un po’ meno conservatrice e statica di uno dei posti meno attraenti della città. Quella che era una via di passaggio ritenuta di primaria importanza (altrimenti perché i nostri avi avrebbero dovuto costruirla?) e che si limitava a rivestire quel ruolo in un contesto umido, buio e rumoroso potrebbe rinascere sotto una stella più luminosa.
Il coraggio e l’ingegno di questi ragazzi, che cercavano un luogo particolare dove svolgere la cena di gala per l’anniversario dei 20 anni dell’associazione Assid, per una volta non si è scontrato contro “la città per vecchi” ma sulle barriere burocratiche poste dall’ufficio tecnico del Comune e che l’azienda appaltatrice deve rispettare per rimanere nei limiti di tempo stabiliti per la conclusione dei lavori.
Personalmente sono rimasto piacevolmente sorpreso da questa iniziativa e soprattutto dalle seguenti dichiarazioni del Sindaco Romoli che, se troveranno effettivo riscontro, aprono uno scenario decisamente meno desolante di quello che era lecito aspettarsi.
A mio modesto avviso, credo che la direzione da seguire per uscire dalle sabbie mobili, sia proprio quella di coinvolgere menti fresche e motivate, cui vadano forniti gli strumenti necessari per poter intraprendere iniziative commerciali diversificate. Ecco che allora si creerebbero delle attrattive che aziende consolidate e solide avrebbero interesse a patrocinare.
Purtroppo per me sono un visionario e l’idea di vedere Galleria Bombi animata da chioschi sullo stile “Gusti di Frontiera”, magari un palco dove possano esibirsi vari artisti, filmati tridimensionali sparati sul soffitto che possano dare respiro all’opprimente galleria (guardiamo avanti ed usiamo un po’ di tecnologia e non i soliti murales), musica in filodiffusione e cose sul genere che rendano la città mitteleuropea nei fatti e non solo a parole mi entusiasma; mi rattristerebbe invece se il progetto finisse nuovamente in mano al solito architetto ed il suo entourage, che presenterebbe il solito disegno a penna, riportato dal solito quotidiano locale e le letterine di sconforto a seguire, il marciapiede e panchine di marmo, la fontanella, tre aiuole di gerani ed una mostra permanente sulla Prima Guerra Mondiale.
Ecco che se “Galleria Bombi” venisse vivacizzata allora il tanto discusso ascensore potrebbe essere un qualcosa di più che una cattedrale nel deserto; magari aggiungendo il fatto che tra due anni forse Gorizia potrà avvalersi di un Assessore alla Cultura ed al Turismo il futuro potrebbe essere meno funereo di quello che pare al momento.
Certo è che bisogna scegliere se consegnare la città in mano a persone giovani e capaci (sotto la saggia supervisione dei meno giovani) o se vogliamo mandare figli e nipoti all’Università a conseguire lauree solo per levarceli dai piedi con la speranza che trovino lavoro fuori città e possibilmente all’estero.
Tutti riconosciamo il valore che nella storia del cinema ha avuto “La corazzata Potemkin”, ma era il 1925, veniva trasmesso in una saletta fumosa con immagini traballanti e suoni amplificati in maniera elementare. Gli anni sono passati, le sale sono attrezzate con materiali che garantiscono qualità di suono ed immagine in alta definizione e gli spettatori fanno la fila per vedere “Avatar”.
Con la musica, spettacoli ed avvenimenti si attirano persone ed aziende disposte ad investire, con i “no se pol” o riproponendo in differenti salse le solite iniziative cultural sbadiglio si rimane nell’oblio.

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Le opinioni dei lettori su "Galleria Bombi mette le ali?"

  1. Credo che anche in questo caso, come nella critica all’opposizione dell’ascensore, il buon Spritz_Nero abbia centrato il problema. Magari divagando su “menti geniali ed illuminate” penso che a Gorizia sia necessario scardinare il “no, a prescinder” che è la variante goriziana del tristinissimo “no se pol”
    Credo che gli studenti del Sid e la loro associazione, di fatto abbiano inventato poco di nuovo. Ma hanno il coraggio di proporre almeno una cosa innovativa (e ci vuole poco) per la nostra città. A prescindere dal fatto che la Galleria Bombi, utilissima per il traffico pedonale e ciclo, sarà finalmente ristrutturata, bisogna interrogarsi che senso ha tenere un buco in mezzo ad un colle, con alle spalle un parcheggio ampio (e inutilizzato) e davanti un ascensore, che con buona pace di tutti, magari fra qualche anno, verrà completato.
    Forse qualcuno di voi ha sentito parlar del tunnel Romita a Feltre…ecco alcune immagini di come nella città ormai viene utilizzato. Casualmente anche in quella città esiste un ascensore…
    http://feltrebomboniere.com/galeriafeltre/?content%2FRomita+Tunnel%2F
    Queste sono solo alcune immagini, magari cercando in Google, troverete anche le critiche (della solita sinistra disfattista) che il tunnel fa acqua da tutte le parti…e che i soldi sono stati spesi male, etc. etc. etc.
    Tenere un tunnel (o galleria, visto che tutti la conoscono così) solamente per fare accedere bici e pedoni, mi pare completamente inutile. L’ascensore verticale infatti aveva un senso in quell’ottica ed i vincitori del progetto di riqualificazione della Piazza Vittoria (pardon, della salita meccanizzata al castello, voce principale) lo avevano previsto non a caso.
    Ora che l’opposizione sinistra si ritufferà sui problemi dell’ascensore (o ascenzore, come giustamente fate notare) perchè la campagna elettorale è alle porte, penso che il centro destra goriziano invece debba interrogarsi su cosa fare in futuro della galleria, dato per assodato che l’ascenzore si farà. Perchè nemmeno uno stupido può metterlo in dubbio. Condividerlo è diverso da bloccare i lavori ora.
    La galleria Bombi, aggiustata e possibilmente resa impermeabile alle inevitabili infiltrazioni d’umidità, può effettivamente diventare quella “galleria…d’arte” ad esempio, quel luogo in cui vengono esposti (e venduti) i vini pregiati del Collio, quella galleria dove in un ambiente surreale possono essere proposti spettacoli teatrali o di “new age”, può essere un luogo in cui, in modo originale e unico (quasi visto il tunnel Romita) dei commercianti svegli presentano le loro collezioni. Insomma di idee è pieno il mondo.
    Bisogna avere il coraggio di credere…a prescindere dal no!

  2. Di fatto nessuno vieta di copiare opere esistenti funzionanti e ben realizzate, anzi. Chissà, magari le reminescenze scolastiche di qualche nostro amministratore fanno apparire la copiatura come qualcosa di immorale da evitare; oppure cerca la gloria personale improvvisandosi inventore. In realtà gli esempi da seguire o da evitare sono molteplici. Personalmente trovo l’esempio riportato da Fabio uno di quelli da evitare: il tunnel Romita di Feltre pare essere l’emblema di quella staticità e mediocrità che spesso contraddistingue le opere pubbliche di questo genere, noiose per istituzione. In contrapposizione al tunnel Romita ci butto un altro link http://www.youtube.com/watch?v=vUpj5CLAdh4&feature=related che arriva da Las Vegas (segnalato tempo fa da un lettore). Certo, Gorizia non è Las Vegas e mai potrà realizzare simili opere, ma uno spunto si può prendere. Pensare in grande ed agire in piccolo, nessuno lo vieta. Guarda caso della galleria Romita di Feltre si trovano le foto solo in siti istituzionali, il video che ho postato è solo uno delle tante decine girate dai turisti. Musica, luce, cibo ed il pesciolino abbocca.

  3. ovviamente ciò che è stato postato è puramente a titolo esemplificativo. Onestamente può apparire che il Romita sia: “l’emblema di quella staticità e mediocrità che spesso contraddistingue le opere pubbliche di questo genere, noiose per istituzione” ma ritengo che il giudizio sia ingeneroso.
    Quando in passato un vecchio sindaco diceva che Gorizia doveva assomigliare ad una piccola Salisburgo ho sempre sostenuto che, nei fatti, avrei preferito una piccola Graz o una piccola Villaco, se non meglio ancora una Gorizia che funziona!
    Ognuno è libero di percorrere le scelte, anche minimalistiche -nel senso del minimo- a cui può ambire. Costruire o ristrutturare, si può fare in mille modi, alle volte nemmeno belli.
    Ma alla base di tutto, ben più importante, non è come fare o a chi ispirarsi, è l’immaginare.
    Ovvero proprio quello fatto con: “si è riusciti ad avere una visione un po’ meno conservatrice e statica di uno dei posti meno attraenti della città. Quella che era una via di passaggio ritenuta di primaria importanza (altrimenti perché i nostri avi avrebbero dovuto costruirla?) e che si limitava a rivestire quel ruolo in un contesto umido, buio e rumoroso potrebbe rinascere sotto una stella più luminosa.”

  4. Quoto quel che dice Fabio ma la mia critica sul tunnel a Feltre è semplice frutto della mia onestà: mi mette tristezza. Ho capito che era semplicemente un esempio come un altro, anzi ringrazio per la consueta partecipazione. Viviamo in tempi in cui la tecnologia può aiutarci ad eliminare ostacoli architettonici come quelli presenti in una galleria; proiettare filmati sul soffitto darebbe spazio e luminosità ad un luogo che è claustrofobico; metterci dei chioschetti stile Gusti di Frontiera e delle vetrine attirerebbero inoltre parecchie persone, potrebbero essere una prima vera risposta ai centri commerciali ed un’alternativa alla “vasca in Corso”. Galleria Bombi potrebbe essere davvero la chiave di volta della città.

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