Fondazione a caccia di acquirenti

L’alta colonna di fumo che si è levata da borgo castello è stata notata in tutta la città. In tanti, alzando gli occhi verso il colle, hanno temuto che le fiamme fossero divampate in castello. Il passaparola è stato rapido. Le fiamme avevano già divorato il tetto di casa Rassauer e i vigili del fuoco erano nel pieno del loro intervento quando in borgo è salito anche il sindaco di Gorizia e presidente della fondazione Coronini, ente proprietario della dimora quattrocentesca, che ha voluto effettuare un sopralluogo per capire l’entità dei danni causati dall’incendio. «Gli sciacalli diranno che la casa non era stata chiusa in maniera efficace», le sue prime parole, «non era certo una cassaforte, ma posso affermare che era chiusa con tanto di tavola e rete per impedire l’accesso di estranei. Sembra sia compromesso solamente il tetto, che comunque andava demolito e messo in sicurezza per evitare ulteriori cedimenti». Negli ultimi anni a più riprese la fondazione Coronini sembrava essere a un passo dalla vendita dell’immobile, che però non si è mai concretizzata. «Sono venuti a bussare in tanti alla nostra porta» ha detto Romoli, «ma poi si sono defilati uno dopo l’altro. Speriamo di trovare presto nuove persone con intenzioni serie per poter recuperare questo edificio. Uno sforzo che come fondazione non possiamo permetterci. Non ne abbiamo la possibilità e non rientrerebbe nelle nostre finalità, che sono quelle di carattere museale, non edilizio e immobiliare. Il valore della casa è immenso, ma le sue condizioni erano fatiscenti già alla morte del conte Guglielmo».

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