Finanziamenti sono lavoro, non bastano i Lsu

Roberto Sartori
Roberto Sartori
Il tessuto economico di Gorizia in questi anni ha perso posti di lavoro sia per la chiusura di tante piccole e medie realtà produttive, sia per il blocco delle assunzioni, ma la popolazione è cresciuta e con essa le richieste di servizi, bisogna quindi invertire la tendenza altrimenti si mette a rischio la qualità della vita, della famiglia stessa.
Basta vedere quante sono le domande pervenute in questi ultimi cinque anni in Comune per la tipologia dei lavori socialmente utili, questo è sicuramente un aiuto, ma ricordiamoci che è temporaneo, alla scadenza del contratto il problema rimane. Il Comune deve favorire i settori che possono offrire occupazione: zona artigianale, edilizia, turismo, servizi.
La sfida per il futuro di Gorizia è riuscire a garantire ai cittadini la possibilità di lavorare e rimanere nella propria città. Per fare questo bisogna conservare quelle attività pubbliche che minacciano di abbandonare la città (dopo la Banca d’Italia potrebbe essere la volta del Tribunale o della Brigata Pozzuolo) preservare e valorizzare le attività produttive esistenti e promuoverne di nuove.
Questi obiettivi potranno essere raggiunti creando sinergie con i comuni della provincia isontina e della vicina Slovenia, ripensare l’area confinaria in una visione transfrontaliera che comprenda i due autoporti e le ex stazioni confinarie creando un’unica struttura autoportuale, completando ed integrando quanto previsto nella seconda fase del terzo lotto dell’Autoporto Goriziano. Utilizzare al meglio il GECT al fine di ottenere i finanziamenti necessari per i progetti di sviluppo dell’area di confine, perché finanziamenti=infrastrutture=lavoro.

Roberto Sartori
Consigliere Comunale Udc

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