Fin che la barca va…

Emergenza profughi a Gorizia. I giorni, i mesi, passano e nulla cambia. Fiumi di parole, di promesse che mai si materializzano in soluzioni concrete. Chi dovrebbe averle individuate da tempo continua a barcamenarsi sperando nei miracoli. Si, nei miracoli, perché a questo punto crediamo non resti altro. Il fallimento delle istituzioni è evidente. E non saranno, come si legge quotidianamente, la tendopoli, il “San Giuseppe”, le parrocchie, o il “San Luigi” e la Fiera, a risolvere il gravoso problema. Sono solo soluzioni temporanee, ma non strutturali e definitive. E temporaneo, ma doveroso e umano, non può che essere considerato anche il trasferimento di ieri di una ottantina di profughi che da tempo vivono lungo le sponde dell’Isonzo, pericolosamente ingrossatosi. Sono stati convinti dai vigili del fuoco, dai carabinieri di Gorizia, con l’aiuto della protezione civile. Dapprima sono stati portati al sicuro alla stazione ferroviaria, e poi su ordine della prefettura una quarantina al Cara di Gradisca, e un’altra cinquantina li dovrebbe aver raggiunti in serata. L’ennesimo tampone, comunque, per dare un facsimile di accoglienza decorosa ai 169 profughi all’addiaccio, e di conseguenza ad evitare l’ulteriore esasperazione dei cittadini. Esasperazione provocata senza ombra di dubbio da chi avrebbe dovuto risolvere da mesi e mesi il problema dell’eccessiva pressione su una Città che da sempre ha nel suo dna la tolleranza, la solidarietà, e la pacifica convivenza. Lo dice la storia, e non pensiamo sia stato tutto cancellato. Evidentemente chi di dovere o non ha letto quella storia, oppure la ha letta, ma gli va bene alimentare contrapposizioni che però a breve potrebbero essere estremamente pericolose. Quindi rispetto totale e incondizionato per i profughi, ma anche per la popolazione. Gorizia, Gradisca, Romans e San Canzian hanno già da dato, e chi di dovere pensi, ma concretamente, a soluzioni alternative, vere e strutturali, altrimenti alzi bandiera bianca e se ne vada, ma soprattutto taccia per sempre. In un Paese normale più di uno sarebbe già stato rimosso. Non è più tempo di improvvisazioni, e non lo diciamo solo noi. Ne sono una testimonianza le bacchettate ricevute dall’assessore regionale con delega all’immigrazione, l’altro giorno al convegno della Cigl del Fvg. E sono venute da “amici” che hanno bocciato su tutta la linea accoglienza diffusa, il sistema, e hanno invitato la Regione a una maggiore umiltà e a non continuare a sbandierare che il Friuli Venezia Giulia è un “esempio” in fatto di immigrazione e accoglienza. Basterà anche l’ultimo duro attacco a far cambiare rotta e a far capire a chi di dovere che è suonata l’ultima campanella? Onestamente crediamo di no: troppa presunzione e arroganza. Intanto oggi ci sarà la preannunciata manifestazione dei partiti di centrodestra (Fi, Ncd e Lega nord) davanti alla sede della Regione, in via Roma. L’occasione servirà per ribadire il “no” a una nuova tendopoli a Gorizia. L’appuntamento è per le 18. E sempre oggi pomeriggio, ma in piazza Vittoria, i volontari che in questi mesi hanno sostituito Stato e istituzioni nell’aiuto ai profughi fuori convenzione, daranno vita ad un sit in di protesta davanti alla Prefettura per la mancanza di soluzioni alla continua emergenza.

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