Farra, nel “mirino” la responsabile

Nuovi elementi nelle indagini sugli orrori della casa di riposo di Farra. Il gip ha emesso un ulteriore divieto di dimora, stavolta a carico della responsabile della struttura, Sonia Corbatto, secondo quanto riferito dal Nucleo Investigativo della Compagnia carabinieri di Gorizia. L’accusa sarebbe quella di concorso in maltrattamento, sulla base di alcuni elementi emersi nel corso delle indagini successive alle prime tre misure cautelari, emesse a inizio ottobre, nei confronti delle tre operatrici socio sanitarie finite nel “mirino” degli inquirenti per i “metodi violenti e vessatori” che avrebbero perpetrato nei confronti di alcuni dei tredici anziani ospiti della struttura. Un caso che aveva comprensibilmente scosso l’opinione pubblica nella nostra città e in tutto l’Isontino. Secondo le indagini seguite ai primi provvedimenti, dicevamo, è emerso che la Corbatto sarebbe stata a conoscenza del comportamento delle operatrici, minimizzando tali fatti, sempre secondo quanto si apprende dagli inquirenti, anche di fronte alle segnalazioni effettuate da parte delle altre oss, completamente estranee ai fatti, di alcuni parenti degli ospiti e degli stessi ospiti che subivano le violenze, rispondendo, secondo quanto emerso dalle indagini, che se avessero continuato a lamentarsi le avrebbe cacciate dalla struttura. Le lamentele dei pazienti pare venissero sminuite anche davanti ai parenti, tentando di farle passare come pure fantasie. La responsabile era, assieme alle tre operatrici già colpite dai primi provvedimenti, la più anziana in servizio nella struttura di via Dante. Nel frattempo, le tre operatrici avevano presentato ricorso al tribunale del riesame di Trieste per ottenere l’attenuazione della misura cautelare, che ha respinto le richieste e confermato il quadro accusatorio formulato in ottobre.

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