Ex Safog, decisione rinviata

Il futuro della Swi si deciderà dopo ferragosto. Si è concluso sostanzialmente con un nulla di fatto il vertici di ieri a Villa Manin, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle sigle sindacali Fim-Cisl Fvg e Uilm, il vice presidente della Regione, Sergio Bolzonello, e l’assessore al lavoro, Loredana Panariti, per affrontare il tema della paventata chiusura della goriziana Swi, che opera negli stabilimenti della ex Safog di via Brigata Casale. «All’incontro non ha partecipato nessun rappresentante della ditta, che anzi si sono detti irreperibili fino al 20 agosto» ha raccontato il sindacalista Alessandro Contino della Fim-Cisl, «capiamo che esistano impegni insormontabili, ma pensiamo anche che in questo momento un tavolo con due membri della giunta regionale sul futuro della ditta debba essere una priorità assoluta. Da Panariti e Bolzonello abbiamo ricevuto rassicurazioni e un preciso impegno a valutare la possibilità di attivare gli ammortizzatori sociali, che siano la cassa integrazione straordinaria o la solidarietà, ma per arrivare a una decisione concreta dev’esserci la volontà dell’azienda». Tutto rinviato dunque alla fine di agosto, ma sulla vicenda nel frattempo ha preso posizione anche il sindaco Rodolfo Ziberna che, dopo essere stato interpellato mercoledì sera in consiglio comunale dal grillino Giancarlo Maraz, ha deciso di scrivere una lettera a Panariti e Bolzonello. «Ho appreso dalla stampa locale che incontrerete i sindacati per discutere delle gravi difficoltà che sta attraversando lo storico stabilimento goriziano della Swi, ex Safog» ha scritto il sindaco, «mi rivolgo a voi per ricordarvi come tale fabbrica rappresenti una delle ultime realtà industriali presenti a Gorizia che, purtroppo, nel corso degli anni ha assistito al drammatico depauperamento di gran parte del suo entroterra produttivo e imprenditoriale». Ziberna spiega che «il territorio goriziano è quello che in regione risulta essere in maggiore sofferenza ormai da moltissimo tempo, tanto che i livelli di disoccupazione hanno toccato valori davvero importanti», e chiede ai due esponenti della giunta Serracchiani di «esaminare con adeguata attenzione tutte le possibili soluzioni, come già fatto per altre realtà regionali, per scongiurare la chiusura dello stabilimento». Per Ziberna, la posta in gioco è particolarmente alta, «non si tratta solo di tutelare un’industria che a Gorizia ha fatto la storia, ma anche e soprattutto di garantire la continuità lavorativa a 34 operai e la tranquillità economica e sociale alle loro famiglie».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *