Ex Provincia, Regione a palazzo

Quale destino per i beni immobiliari della ormai ex Provincia di Gorizia? La partita arriverà nelle prossime settimane al suo momento clou, anche se la partita più attesa, quella per l’eredità del palazzo dei Tre Portoni, storica sede dell’ente provinciale in corso Italia, e la vicina villa Olivo, sembra essersi già conclusa. Il palazzo dovrebbe infatti passare in mano alla Regione, già oggi presente con diversi uffici tra ambiente, cultura e il centro per l’impiego. Il palazzo che rappresenta indubbiamente il gioiello più prezioso e ambito della collezione della ex Provincia, oggetto nelle ultime settimane di una attenta attività di inventario da parte del liquidatore unico, Paolo Viola, e del commissario per l’ex Provincia di Gorizia, Pierpaolo Martina, che hanno redatto gli atti di ricognizione del patrimonio dell’ente. «Il palazzo dei Tre Portoni è l’unico bene immobiliare tra quelli che devono essere ancora destinati a richiamare un interesse concreto da parte della Regione» ha spiegato Martina, «il motivo è molto semplice, e per comprenderlo dobbiamo valutare il fatto che l’ente regionale ha bisogno di nuovi spazi e al momento sarebbe difficile ipotizzare di procedere con l’acquisto o l’affitto di altri immobili. Restare in corso Italia sarebbe la scelta più razionale. E al destino del palazzo potrebbe agganciarsi anche quello di villa Olivo, che nell’immediato potrebbe rappresentare una valida valvola di sfogo per ospitare uffici regionali che saranno oggetto di trasferimento a causa di alcuni interventi edili da effettuare su altri immobili».

Vertice con la questura
Ma se per la “doppia sede” di corso Italia la destinazione potrebbe essere già sancita, tutt’altro che in discesa si preannuncia la scelta sul futuro di altri beni immobiliari di cui l’ex Provincia risulta tuttora proprietaria. Un elenco che comprende anche l’incerottato palazzo degli Stati Provinciali di piazza Cavour, sede che la questura di Gorizia vorrebbe presto abbandonare per trovare casa tra la “Massarelli” in Casa Rossa e la sede del genio civile in piazza San Francesco. Al momento risulta già fissato in calendario l’ennesimo vertice tra il commissario Martina, la questura e la prefettura, che servirà proprio a capire a che punto siano arrivate le trattative per il trasferimento dalla storica sede di piazza Cavour.

Edifici scolastici ai comuni
Tra i beni che l’ex Provincia dovrà cedere prima della sua definitiva chiusura, troviamo poi gran parte degli edifici scolastici che oggi accolgono gli istituti superiori di Gorizia e dell’Isontino, dal liceo scientifico “Duca degli Abruzzi” nelle due sedi di piazza Divisione Julia e di via Randaccio alla sede dei licei “Slataper” in via Diaz, passando per la sede del polo tecnico “Galilei-Fermi-Pacassi” in via Puccini e quella dell’istituto “D’Annunzio” in via Brass, il “Brignoli” di Gradisca, e a Monfalcone il “Buonarroti” e il “Pertini”. «La funzione di edilizia scolastica dallo scorso primo aprile è stata raccolta dalle Uti, anche se fino a giugno garantiremo la copertura delle spese di questo settore in attesa che le unioni territoriali si organizzino» ha spiegato Martina, «va poi ricordato che alcune scuole risultavano già di proprietà dei comuni, mentre le altre vi passeranno man mano che completeremo i verbali di consegna. Ormai è solo questione di tempo».

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