Emma Galli, a breve toponimo e targa in sua memoria

di Vanni Feresin

Ho letto con molto piacere dalle cronache goriziane de “Il Piccolo” che a breve verrà intitolata una scalinata alla pittrice Emma Galli Gallovich, nonché una targa in via Garibaldi 9, luogo simbolo e della memoria in quanto legato alla sua attività pittorica.
Non posso che esserne lieto anche per l’impegno che la pittrice ha profuso per la sua città d’adozione, essendo originaria di Trieste. In questi anni ho avuto modo di studiare molto da vicino l’opera di Emma Galli e nel 2008, grazie alla fiducia concessami dal Centro per le Tradizioni di Borgo San Rocco e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, sono stato messo nelle condizioni di pubblicare la monografia “Emma Galli Gallovich pittrice”. Proprio il giorno della presentazione, il 21 aprile 2008, mi ero permesso, vedendo la grande presenza di pubblico e di autorità, di chiedere l’intitolazione di una via all’artista; oggi, ripensando a quell’audace gesto, sono proprio convinto di aver avuto una buona intuizione. Infatti, quell’imput venne immediatamente colto dalla Presidente della commissione toponomastica comunale la dott.ssa Antonella Gallarotti che molto si è impegnata per raggiungere questo risultato.

Il goriziano Vanni Feresin, autore della monografia "Emma Galli Gallovich pittrice".
Emma Galli ha dedicato la sua vita all’arte pittorica e ne sono testimonianza le centinaia di tele disseminate a Gorizia e provincia, Valle dell’Isonzo, Trieste, Udine, Triveneto, Sicilia, Roma, perfino in Canada; nella monografia ne presento oltre centocinquanta ma sono una minima parte. Non c’è luogo istituzionale o religioso nel quale non vi sia un quadro della pittrice e con il passare del tempo se ne scoprono sempre di nuovi. Nel mio libro propongo al lettore dei percorsi per meglio gustare e comprendere l’opera complessiva della Galli, avvicinandola e confrontandola con alcuni pittori contemporanei che si sono cimentati soprattutto nell’arte sacra.
Come ha ben sottolineato il prof. Sergio Tavano, il giorno della presentazione del mio lavoro, «non si può prescindere dalla Galli se si vogliono comprendere i fatti costitutivi della fisionomia culturale e civile della nostra terra, appare pertanto quanto mai istruttiva la conoscenza dell’opera di Emma Galli, sia per quanto lascia intorno a noi ma sopratutto perché ci permette di attingere alle premesse della formazione di quasi tutti gli artisti giuliani dell’ultimo ottocento».
Il Consiglio di quartiere Centro ha saputo porre l’attenzione e l’accento su questa figura di donna anche istituendo nel 2010, durante i festeggiamenti per i Santi Patroni goriziani, un concorso per i bambini delle scuole elementari con a tema proprio la figura di una “donna goriziana dimenticata” alla quale dedicare una via e vinsero le Orsoline con un bel lavoro proprio sulla Galli.
Da quel giorno è passato più di un anno ma, come ben sappiamo, le intitolazioni delle vie sono un tema complesso e non di semplice risoluzione: l’importante è che questa artista dal talento straordinario, competente artigiana del pennello, dedita al suo lavoro ma dimenticata dalla città che tanto ha amato venga finalmente ricordata, magari trovando proprio un toponimo.
Credo che in questo particolare caso le difficoltà e le macchinosità burocratiche possano, e forse debbano, trovare una rapida soluzione.

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