E adesso che si fa?

Mercoledì il salvataggio di oltre cento profughi pericolosamente sistemati lungo le sponde dell’Isonzo in piena(sembra ne siano arrivati altri), e il trasferimento nell’ex Cie di Gradisca.Una operazione di buon senso e umanitaria che pero’, non puo’ e non deve avere,ne vinti ne vincitori,come si evince dalle cronache quotidiane.Chi ritiene di aver fatto il suo dovere,o di piu’,avra’ la coscienza a posto,altri no.Ognuno si confrontera’ con se stesso traendo le debite conclusioni,possibilmente senza strombazzamenti fuori luogo,o critiche a destra e a manca che non servono a nessuno.Anzi peggiorano la situazione globale e inaspriscono ulteriormente il clima gia’ di per se pesante.Chissa’ se una volta tanto si riuscira’ a trovare un minimo di dialogo tra le varie,troppe,fazioni in campo per individuare,se possibile,uno straccio di soluzione ad una emergenza che le istituzioni non hanno saputo affrontare.E adesso che si fa,abbiamo titolato.Da mercoledi’ ad oggi si e’ pensato a come affrontare concretamente e seriamente la situazione visto che la riapertura dell’ex Cie dovrebbe essere solo temporanea,e che Gradisca non puo’ sopportare a lungo la pressione?Dopo il salvataggio sembra sia calato il silenzio.Ed e’ assordante quello della Regione,iniziando dal responsabile dell’immigrazione,che per mesi e mesi ci ha inondato di parole e di comunicati che ne esaltavano l’operato.Ma forse avra’ gia’ la soluzione in tasca,sia per Gradisca,sia per Gorizia,sia per i minori al San Luigi,e ci vuole fare la sorpresa.Situazioni assurde tutte,e che evidenziano una volta di piu’ il fallimento delle istituzioni.L’accoglienza diffusa potrebbe essere anche una ipotesi percorribile ma i soli dati della Provincia di Gorizia dimostrano il contrario:la destra Isonzo accoglie 600 profughi(Gradisca,Gorizia e Romans),la sinistra Isonzo 15(San Canzian).In pratica 4 comuni su 25 se non erriamo.E allora che si fa?Qualcuno suggerisce di affidare la regia a un commissario straordinario.Potrebbe essere una soluzione visto che tutti i coordinamenti,compreso il miracolistico tavolo regionale non hanno dato i frutti ipotizzati e tanto decantati.E non e’ pensabile di continuare a vivere alla giornata,a improvvisare,a tamponare,anche perche’ l’Ungheria ha appena chiuso i confini pure con la Croazia e in Slovenia e’ previsto l’arrivo di oltre 1.500 profughi.Ci potremmo trovare,quindi, di fronte a una invasione che non saremmo in grado di affrontare.Ma al di la’ di cio’ deve essere chiaro che la soluzione ex Cie e’ solo temporanea,e che Gorizia,come Gradisca, devono allentare la pressione.Ormai la situazione e’ diventata esplosiva,siamo arrivati addirittura ai distinguo all’interno del variegato mondo del volontariato che per due anni,nel bene o nel male,in silenzio o vociando,si e’ sostituito meritoriamente allo Stato.Situazione esplosiva,dicevamo,e quindi sarebbe il caso di porre fine a ogni contrapposizione politica,e a ogni manifestazione che di certo non favoriscono uno minimo di dialogo,o la ricerca di idee e soluzioni che potrebbero aiutare il vuoto istituzionale.Apprezzabile che da alcune parti si offrano ricoveri per accogliere i profughi,o si ipotizzino siti,ma lo ripeteremo all’infinito,sono solo soluzioni temporanee,non strutturali e durature.Improvvisazioni che partono dall’Europa e giungono fino a noi.A questo punto,quindi,sarebbe giusto affidarsi ad un commissario straordinario capace e con gli attributi.Sarebbe uno smacco per tutti,ma a estremi mali estremi rimedi.Cosi’ non si puo’ andare avanti.Ci auguriamo,infine, che la presidente Serracchiani durante la passerella friulana di ieri abbia trovato il tempo di spiegare al Premier Renzi,che l’accoglienza da noi non e’ poi tanto un “esempio nazionale”,e che sono indispensabili interventi mirati da parte del Governo.Lo sapremo al prossimo comunicato o alla prossima conferenza stampa.Il titolo sara’:il Governo ha ribadito l’impegno ad allentare la pressione profughi nel Friuli Venezia Giulia.

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