Diseducazione civica

Parto dai numerosi commenti di questi giorni per analizzare quello che secondo me è il problema principale di tutta questa questione, e di cui non si è parlato affatto.
Il problema di cui stiamo discutendo in questi giorni, come anche anticipato nei commenti, non solo da me o da altre persone dello Staff, non è la gestione di un bar, né il comportamento dei suoi titolari, tantomeno le persone che lo frequentano.
Il soggetto del nostro commento di tre giorni fa era chiaro: è venuta a mancare un’ottima occasione per dare il buon esempio ai giovani, soprattutto ai giovanissimi.
Questo, come tutti i problemi, ha delle cause e delle soluzioni. Entrambe difficili da individuare, forse, ma innegabilmente esistono.
Parliamo di giovani diseducati (non maleducati, attenzione) ad ogni valore civico, che non hanno, né hanno mai avuto, la possibilità di avvalersi di esempi positivi. Giovani che, checché ne dicano le leggi italiane, si sentono in diritto, ad esempio, di fumare e bere. Azioni illegali, queste, fino al compimento del sedicesimo anno di età.
Che in questa situazione, dunque, venga a mancare l’esempio anche dalla classe politica, ha fatto riflettere.
Dal mio punto di vista, credo sia chiaro che nulla è stato detto contro il locale Aenigma dei signori Traini e Lenzini, ma contro la mancanza di educazione civica, ed in questo particolare caso nella mancanza di educazione al bere consapevole, da parte di giovani e giovanissimi.
I problemi ci sono. Le soluzioni pure.

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Le opinioni dei lettori su "Diseducazione civica"

  1. A mio avviso una delle tanti soluzioni può essere quella di coinvolgere i ragazzi “diseducati” alla ricerca della soluzione stessa, anziché relegarli all’angolino passivamente. Le istituzioni cittadine, assieme all’università e scuole varie, ai gestori dei locali e magari ad altre realtà lavorative dell’isontino, potrebbero istituire un bando di concorso, reclutando gruppi di lavoro proprio tra i ragazzi più a rischio, con lo scopo di trovare nuove idee che possano in qualche modo far bene a loro e dar loro voce, valorizzando la città. In provincia di Pordenone, ad esempio, dei ragazzi hanno vinto un bando di concorso con un progetto singolare ma efficace: lo spritz analcolico. Questo mio post vuol essere solo uno spunto, che può piacere o meno, ma spero un punto di partenza verso la concretezza.

  2. Spritz_Nero ti ringrazio per il commento e apprezzo l’iniziativa, validissima, proposta in quel di Pordenone.
    Gli esempi comunque sono molti. Cambiando sfondo, spostandoci su quello sportivo, a Treviso la Benetton Basket ha, già da diversi anni, avviato un progetto di educazione al tifo. Elemento anche questo che in Italia avrebbe bisogno di aiuto.

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