Di messe e messinscene

Mi ha colpito l’ennesima polemica cittadina in puro stile “cortina di ferro anni cinquanta” che sta decollando nel nostro amatissimo borgo. Pare che il parroco di Sant’Andrea, a fronte della scarsità di fedeli presenti alla messa domenicale in Italiano, abbia deciso di abolirla limitandosi a celebrare quella in Sloveno per la locale comunità alloglotta. I progrediti esponenti di una certa destra cittadina hanno immediatamente alzato le barricate in difesa “dell’Italianità del messale”. Ora a prescindere dal fatto che personalmente da queste parti siamo per la messa in Latino, lingua per definizione universale, sicuramente più fascinosa e politicamente difficimilmente arruolabile, crediamo che ognuno in casa sua abbia il diritto di fare quello che gli pare. Il parroco di Sant’Andrea vuole celebrare la messa solamente in Sloveno? Bene, faccia pure, vorrà dire che chi vuole sentirla in italiano farà qualche centinaio di metri in più per arrivare sino alla chiesa di Campagnuzza, che propone una ricca offerta di funzioni nella lingua di Dante. La messa non è un servizio pubblico ma una funzione religiosa che riguarda i cittadini credenti una fetta importante, probabilmente maggioritaria ma non la totalità della popolazione. Lo Stato non è tenuto né a garantirla né a finanziarla. Le forze politiche che dovrebbero essere laiche per definizione non hanno alcun diritto di ficcare il naso in faccende (quelle appunto religiose) che non possono e non devono riguardarli se non come privati cittadini credenti. Politiche discriminatorie nei confronti degli Italofoni del quartiere? Molto più probabilmente una scelta di razionalizzazione delle risorse in un quartiere che pure, sebbene in passato sia stato quasi completamente sloveno, ormai è abitato in parti quasi eguali da cittadini di entrambe le etnie. Se gli abitanti in lingua italiana del quartiere già oggi non sembrano intenzionati a servirsi delle funzioni celebrate nella loro lingua, non si vede per quale motivo si debba costringere un povero disgraziato di parroco a celebrare una messa davanti ad una chiesa vuota invece che occuparsi più utilmente del bene pubblico o al limite anche degli affari suoi che la domenica uno ne avrà pure il diritto.
Un po’ di buon senso e meno buffonate da guerra fredda nel nostro amato borgo sarebbero davvero utili.

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Le opinioni dei lettori su "Di messe e messinscene"

  1. magari se aboliscono la messa in italiano a sant’andrea, la domenica ci risparmiamo qualche rottura di campane in meno…
    ci sono non credenti e persone di altre religioni che delle campane di sant’andrea farebbero volentieri a meno…
    abbiamo già il campo di calcio che fa casino…

  2. Caro Marco,
    mi stupisce la tua coerenza molto goriziana. Da strenuo difensore della musica notturna (molti i tuoi post contro la famigerata antischiamazzi, anche su altri blog) a infastidito dalle campane e dal campo di calcio di Sant’Andrea.
    In pieno stile goriziano soffri della sindrome di NIMB, che in inglese significa NOT IN MY BACKYARD (non nel mio giardino).
    Per cui i cittadini del centro che si lamentavano del casino, fino a notte inoltrata, sotto le loro finestre, dicevi che erano dei vecchi rompi****, mentre per lo scampanare di Sant’Andrea, che tu senti benissimo, sono una rottura di P***, così come il campo di calcio della Juventina e i suoi allenamenti serali.
    Non entro nel merito poi di una tua affermazione: “ci sono non credenti e persone di altre religioni”…che a mio modo di vedere è meglio non commentare.
    Le campane danno fastidio? Può anche essere…ma che lo diano SOPRATUTTO a non credenti e persone di altra religione, mi lascia molto perplesso. In un mio recente viaggio sono stato svegliato da un Mujaidin che alle 06 del mattino dal tetto del minareto invitava alla preghiera. Ho deciso di farmi esplodere sotto la torre dello stesso…ma il tritolo non si è acceso. Così sono ritornato a casa ed attendo che le campane di Sant’Andrea mi sveglino di notte per farmi esplodere lì sotto. Magari proferendo frasi sconnesse in italoslovenostandrezzano…così mi (e ti) farò giustizia…

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