Di cichetti e code di paglia… rispondendo ad un post

Prendo spunto dal post di un nostro gentile lettore che si firma Emanuele Traini e che ci assicura di avere un locale all’incrocio tra via Nizza e Corso Italia. Da quanto leggiamo dunque, sarebbe nel suo bar che i giovani in stato di semicoscienza alcolica che bivaccano nella zona, comprano i loro numerosi drink. Ce ne compiaciamo per lui perchè, almeno a giudicare dall’affollamento del famigerato incrocio, crediamo faccia ottimi affari. Partendo però da questo dato di cronaca ci permettiamo umilmente di ritenere che fare i soldi vendendo alcool a ragazzi di 15/16 anni non sia attività commendevole e che nessuno dovrebbe andarne particolarmente fiero. Ci sono anche persone che si arricchiscono con lo spaccio di droga, e magari ci vengono a spiegare che drogarsi è un atto di libertà e tragressione ma noi, da vecchi tromboni fuori moda quali siamo, continuiamo a pensare che questi bei tomi dovrebbero marcire in galera.
Ma non è contro il libero commercio che ci vogliamo schierare quanto contro l’inattività di certi politici nostrani. Da quelli di sinistra che vedono e tollerano questo strazio forse nella convinzione che fra quei ragazzi stessi a vomitare per terra dopo aver sbagliato il mix tra alcool e droga si nasconda un loro bacino elettorale, al nostro beneamato sindaco che invece di fare ridicole ordinanze antischiamazzi dovrebbe applicare la legge limitandosi a chiudere o quantomeno multare i locali che somministrano alcool ai minori come già fatto in città come Roma o Milano. Ma tutto questo non accadrà mai perchè troppo potente la lobby di chi si arricchisce vendendo veleno ai nostri ragazzi che, lo ricordiamo, sono le uniche vere vittime di questa sporchissima vicenda. Non ci resta quindi che sperare nel terapeutico calcio nel sedere che dovrebbero però essere i genitori ad assestare con ben calibrata precisione nelle terga dei loro figli che pensano sia da gran fichi spappolarsi il fegato a forza di gin tonic. Forse sarebbe l’unico modo di salvarli adesso che una stupidata da sabato sero non è ancora diventata una sottile dipendenza da giorni feriali o peggio ancora una malattia che rode tutta la vita
Forse si potrebbe ancora fermarli ma ho l’impressione che assieme ai commercianti che ci guadagnano, ai politici che cercano voti e agli amministratori che non vogliono urtare interessi commerciali, ci siano in giro anche un sacco di genitori poco inclini a fare prediche che li costringerebbero magari a dare pure il buon esempio

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Le opinioni dei lettori su "Di cichetti e code di paglia… rispondendo ad un post"

  1. Credo che il mio precedente intervento fosse chiaro. Rileggendolo continuo a domandarmi, senza trovare risposte, quando io abbia confermato le vostre tesi e quando mai abbia affermato che le da voi citate situazioni avvengano nel mio locale. Non posso tollerare parliate di vendita di alcolici da parte mia a ragazzi di 15 anni e spero che le vostre teorie siano ampiamente documentate poiché adirò a vie legali. Titolate l’articolo parlando di code di paglia. A me sembra, a differenza vostra, di non aver nascosto le mie generalità. Forse non conosco il significato del concetto di “coda di paglia”. E’ tutto.
    Emanuele Traini.

  2. Sono SICURO che il mio precedente intervento sia stato CHIARISSIMO. Non ho accusato ne lei ne nessun altro (e questo per il semplice fatto che non sta a me accusare nessuno) di aver venduto alcool a minori. Mi sono limitato a osservare che ho più volte visto ragazzi giovanissimi (alcuni dei quali essendo parenti di persone che conosco so avere tra i 15 e i 16 anni) semisbronzi lungo i marciapiedi tra via Nizza e il corso Italia. Non intendevo attaccare ne lei ne alcun altro esercente. Mi permetto solo di far notare che quei ragazzi si stanno rovinando la salute e chiunque gli vende da bere commette un’azione profondamente immorale perchè un fisico giovane non è in grado di metabolizzare correttamente una sostanza comunque tossica come l’alcool. Non so dove i ragazzi che ho visto abbiano preso i beveroni, le birre o i bicchieri di vino che li stavano avvelenando e in fondo non mi interessa. Quello che chiedevo e chiedo con il mio intervento è che la POLITICA e gli AMMINISTRATORI di questa città si assumano le loro responsabilità combattendo con decisione e senza infingimenti un fenomeno drammatico come la diffusione dell’alcool e della droga tra i giovanissimi. Per il resto ognuno si comporta come meglio crede. FAre una querela è facile si trova sembre un avvocato disposto ad intascare una lauta parcella per redigerla. Il difficile poi è vincere spiegando ad un giudice che si vuole semplicemente tappare la bocca a chi sta chiedendo ad una classe dirigente e politica di agire e non certo a un oste di chiudere bottega.

  3. Ognuno si assuma le proprie responsabilità. Le Sue affermazioni erano chiarissime, le mie pure. Il resto lo lasceremo al vaglio della magistratura.
    Emanuele Traini

  4. Non voglio alimentare ulteriori polemiche ma mi permetto di riportare parte del commento di Emanuele Traini alle considerazioni sull’alcol test.

    “Emanuele Traini scrive:
    29 Settembre 2010 alle 16:15
    Questo è un blog d’informazione o un mezzuccio per poter esercitare una propaganda mirata?
    Ora pretendo mi sia spiegato per quale ragione si sia trasceso dall’alcol test agli episodi di vomito davanti all’incrocio tra Via Nizza e Corso Italia, ovvero davanti al mio locale….”

    Guarda che a parere mio non si voleva accusare ne te, ne nessuno in particolare di vendere bevande alcoliche contavvenedo alle leggi; ma sollevare, giustamente l’attenzione su un problema quanto mai oggettivo, ovvero l’eccesso di consumo di alcool da parte dei ragazzini.

    Io stesso ho visto ragazzini al supermercato acquistare qualunque genere di bevanda alcolica e ti assicuto che, nessuna cassiera mai, gli ha chiesto i documenti.
    Per cui mi pare quanto meno sproporzionata la tua reazione a delle considerazioni che ritengo anche tu possa condividere, ovvero che non è certo colpa del bar o dei supemercati e neanche se vogliamo dei ragazzini, bensì di chi dovrebbe avere il compito di educarli alle responsabilità in questo caso al bere responsabilmente.

    Poi, ho visto ragazzini in Via Nizza bivaccare anche quando il tuo locale era chiuso per cui….

  5. Non è mia intenzione sollevare polemiche, però ti riporto pari pari la citazione che contesto : “Da quanto leggiamo dunque, SAREBBE NEL SUO BAR che I GIOVANI IN STATO DI SEMINCOSCIENZA ALCOLICA CHE BIVACCANO nella zona, COMPRANO i loro numerosi drink. Ce ne compiaciamo per lui perchè, almeno a giudicare dall’affollamento del famigerato incrocio, crediamo faccia ottimi affari. Partendo però da questo dato di cronaca ci permettiamo umilmente di ritenere che FARE I SOLDI VENDENDO ALCOL A RAGAZZI di 15/16 anni non sia attività commendevole e che nessuno dovrebbe andarne particolarmente fiero.”
    Dimmi tu se non è una constatazione infamante e che non lascia spazio ad interpretazioni. Posso capire tutto, ma non prendiamoci in giro, l’accusa è chiara. Pretendo quantomeno delle scuse ufficiali, altrimenti, ripeto, le vie che percorrerò saranno altre ed altri saranno a giudicare.
    Emanuele Traini

  6. “GIOVANI IN STATO DI SEMI-INCOSCIENZA ALCOLICA CHE BIVACCANO NELLA ZONA”??
    Mi stupisco che un giornalista,o presunto tale, come Lei si adagi su tali dogmi e luoghi comuni.
    Se tutti avessero fatto come lei, a quest’ora la terra sarebbe piatta e sarebbe il Sole a girarci intorno! Presumo, inoltre, che secondo Lei gli svedesi sono tutti biondi e i meridionali tutti mafiosi.
    La maggior parte dei giovani non è come Lei la descrive (drogati, alcolizzati, nullafacenti) e , quella piccola parte che, invece, combacia con la Sua descrizione le assicuro che non è vittima di niente: A 16 ANNI SI E’ ABBASTANZA GRANDI PER ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA’.
    Concludendo, Le faccio notare che il problema “alcool e droghe” è ovunque (persino in Parlamento) e ,restringere il tiro sull’incrocio tra via Nizza e Corso Italia, è un altro punto che indebolisce la sua tesi.
    Sperando che Lei si ricreda, La invito a farsi un giro tra noi, magari trova gente agli antipodi di quello che pensava, forse addirittura migliore di Lei, nella punteggiatura senz’altro!

  7. Qua non ci sono giornalisti, per il semplice fatto che questa NON E’ UNA TESTATA GIORNALISTICA. Qui si ritrovano libere persone che liberamente esprimono il loro pensiero, a volte condividendolo, a volte no. Questo è il sale delle democrazia e pensarla diversamente ci arricchisce e rende più forti come comunità umana ed è per questo che la ringrazio per il suo commento e la invito a farne altri. Personalmente comincerò la mia giornata proprio partedo da una sua affermazione che diventerà lo spunto per la mia riflessione di oggi.

    P.s. sono ragionevolmente certo che il mondo sia pieno di persone migliori di me. Persino nella punteggiatura qualunque cosa ciò voglia dire. :)

  8. Caro Emanuele Traini,
    penso che in questa questione vi siano stati molti fraintendimenti sulle reali intenzioni comunicative.
    Per come ho letto io, le due frasi, da te “incriminate” personalmente non ritengo siano lesive della tua persona ne tantomeno alla tua attività, perchè il valore che ho inteso era assulutamente generale.

    “SAREBBE NEL SUO BAR che I GIOVANI IN STATO DI SEMINCOSCIENZA ALCOLICA CHE BIVACCANO nella zona, COMPRANO i loro numerosi drink”

    Se tu stesso non ti fossi “autedenunciato” dichiarandoti titolare del locale tutta questa questione non si sarebbe sollevata.
    Da come ho letto, tu hai detto, che il locale era il tuo,non chi ha scitto il trafiletto.

    Poi per la frase forse che ritieni più sdegnosa:

    “FARE I SOLDI VENDENDO ALCOL A RAGAZZI di 15/16 anni non sia attività commendevole e che nessuno dovrebbe andarne particolarmente fiero.”

    Questa è un opinione con cui si può essere daccordo o meno, valida però come ben sai per Tutti i bar,birrerie,pizzerie,ristoranti e come ho già menzionato, supermercati. Secondo me, non era riferita a te, ma a tutti indistintamente.

    L’autore poi, nel commento di sopra mi pare aver espresso bene che non ti voleva accusare di niente; citando:

    “Non ho accusato ne lei ne nessun altro (e questo per il semplice fatto che non sta a me accusare nessuno) di aver venduto alcool a minori”

    Quello che ho detto, non è certo per fare il “difensore d’uffico” ma essendomi interessato della questione ho voluto solo esprimere la mia opinione.

    Sono convinto e come me molti,probabilmente anche dell’autore, che non sia colpa tua se i ragazzini bivaccano in Via Nizza; come non era colpa di chi gestiva il Fly se i loro aventori (decisamente adulti) bivaccavano sulla strada.
    L’unica differenza è che il Fly oggi, purtroppo è chiuso.

    Per far crescere questa città non ci si deve barricare su preconcetti
    è altrettanto vero che i problemi espressi qui, e tanti altri che per omertà non si vogliono affrontare ci sono e sono signifiativi.

    Tutti assieme con le nostre varie sensibiltà dovremmo avere il coraggio di affrontare, qui quancosa sì è mosso, sono nel modo sbagliato,forse.

    dovremmo tutti venire a più miti consigli e cercare di discuterne sentra accure reciproche che non portano a niente.

    Buon Fine settimana a tutti.

  9. Ema, scusa, ci conosciamo o almeno ci si saluta quando ci si vede. Ma, pur essendo conoscenti devo dirtelo con tutta onestà… puoi far niente per il traffico e la maleducazione di certi ragazzi che bivaccano in via Nizza e che escono dal bar(tuo) sempre con bottiglie di birra e long drinks ?
    Premetto, non è un attacco a te, ma più in generale alla situazione del centro che, credo te ne accorga anche tu, davanti al tuo locale è davvero agli estremi.
    Abbiamo tutti bisogno di lavorare, guadagnare, pagare le tasse e il mutuo etc. ma non credo che se limiti un pò il “casino” i tuoi introiti ne risentano…
    Il problema semmai è come limitare i danni… credo che se ne parlassi con calma e maturita agli assessori, ai consiglieri etc. una soluzione si troverebbe. Credo. Ma il muro contro muro non porta a niente.

    Ciao Ema

  10. Caro Ema, ti vedrei proprio bene con la divisa da vigile urbano e la paletta a dirigere il traffico bloccato a causa dei ragazzacci alcolizzati e variopinti che bivaccano fuori dal tuo bizzarro locale nei tumultuosi fine settimana goriziesi. Ahah! Ma si sa che se qualcuno parcheggia in doppia fila davanti a casa tua, sta a te risolvere la questione. Non vorrai mica scomodare le autorità? E gli insegnanti, che poverini han scoperto con incredulità dopo essere stati assunti che il loro stipendio è incongruo alle loro funzioni, non possono mica accorgersi e segnalare i disagi di alcuni ragazzi per quei pochi soldi che percepiscono… Ed alcuni genitori, non possono mica ascoltare una volta all’anno cos’han da dire i loro figli, che han voluto loro, pare… E la confusione, i capelli tinti ed i piecing nella perbenista e silenziosa cittadina, per di più in centro, permettete che danno fastidio… Non siamo mica nella retrograda Londra. Non serve capire, non bisogna risolvere. A Gorizia basta coprire, fondamentale tacere.

  11. Conosco locale e gestore…è inutile girarci intorno, ci sono senz’altro minorenni (anche di 15/16 anni) che bevono in quel locale. Ora, che la situazione dell’alcol tra i minori non sia soltanto in quel maledetto incrocio del corso italia si sa, è una situazione che c’è ovunque. Chiaramente chiamandosi “foglio goriziano” questo blog si sofferma su Gorizia…Però ripeto,è inutile che Emanuele si mostri stupito e oltraggiato nel sentir dire che dei giovani quindicenni e sedicenni bevono nel suo locale…che sia così è sotto gli occhi di tutti!…
    Sono poi d’accordo con quanto scritto nell’articolo subito sopra, è molto probabile che la situazione venga lasciata com’è per motivazioni anche politiche…

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