«Deciderà il Pd del Fvg»

Così sentenziò, anche se pochi lo credono, il segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, durante la breve passerella in Fvg a chi gli chiedeva se la presidente Debora Serracchiani si sarebbe ricandidata in Regione o sarebbe volata a Roma, o meglio se pensasse a uno dei due rami del Parlamento, trovando spazio in qualche collegio sicuro. Argomento che sicuramente era stato anche al centro dell’incontro tra i due alla festa dell’Unità di Rignano sull’Arno, paese d’origine dell’ex Premier. Allora come ieri si ha la netta sensazione che la decisione sia ancora nel limbo, nonostante le sollecitazioni che continuano a venire dal Pd regionale, e anche da altri partiti che sostengono l’attuale Giunta. Non si intravvedono quei segnali di compattezza tra le varie anime sulla ricandidatura della Serracchiani, e riteniamo significativo il passaggio di Renzi a Medea in visita al Centro per l’autismo, la prima struttura residenziale del genere in Fvg. È vero che a pensar male si fa peccato ma a Medea risiede Alberto Bergamin, per anni sindaco e da anni sostenitore dei Cittadini per il presidente (la lista messa in piedi ai tempi di Illy), e che Bruno Malattia, l’anima della compagine che sostiene la Giunta Serracchiani, sembra voler “chiudere”. Un bel gesto visitare proprio quella struttura ma ci si perdoni, ha tutto il sapore di una “captatio benevolentiae”. Per Renzi, comunque, una seconda passerella dopo quella mondana e lontana dal popolo di centrosinistra, a Portopiccolo, per la presentazione del suo libro. Comunque una passerella anche per tanti aspiranti a un posto a Trieste o a Roma. Tutti sorridenti ma con poche certezze in mano. L’unica certezza, invece, è quella che prima che Serracchiani decida cosa fare ne passerà ancora di tempo (intanto scalpitano Bolzonello e altri). D’altronde “mala tempora currunt”, e nessuno vuole restare a piedi, ma i mugugni aumentano nel Pd e nel centro sinistra. Non che nel centrodestra tiri aria migliore: lo schieramento è frammentato e solo unito potrebbe riuscire a riprendersi la Regione. Lo si è visto a Gorizia, Trieste e Pordenone, per non dimenticare Monfalcone.

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