De Antoni, un addio nostalgico

Monsignor De Antoni mentre firma il libro degli ospiti.
Monsignor De Antoni mentre firma il libro degli ospiti.
Anche il Comune di Gorizia ha voluto salutare Monsignor Dino De Antoni e ringraziarlo per quanto fatto in 13 anni di missione pastorale. Ad accogliere l’Amministratore apostolico dell’Arcidiocesi isontina nella Sala Bianca del Comune, il Sindaco Romoli, i membri della Giunta e le più alte cariche civili e militari del territorio.
«Dobbiamo molto a Monsignor De Antoni – ha detto Romoli – per la sua capacità di essere guida per l’intera città». De Antoni, che ha già salutato domenica scorsa i suoi fedeli, è tornato per un attimo indietro col tempo. Nel 1999, all’arrivo nella città di Gorizia e le preoccupazioni per il trasferimento in una realtà tanto complessa al confronto con la sua “popolarissima” Chioggia. Qui c’era un confine, una minoranza linguistica, millenni di storia così lontani dall’isola veneta. Ma la missione è riuscita. In poco tempo De Antoni è riuscito ad inserirsi nel tessuto sociale goriziano e a fare di questa città la sua casa. Una casa in cui, come lo stesso De Antoni ha poi scritto nella dedica a Gorizia, è stato “accolto come un Padre” e che lascerà un grande vuoto nella sua vita quando, dopo l’ingresso di Monsignor Redaelli, De Antoni farà ritorno a Chioggia.
A questo proposito, ricordiamo che Redaelli farà il suo ingresso solenne in Arcidiocesi domenica 14 con una celebrazione nella Cattedrale di Gorizia.

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Le opinioni dei lettori su "De Antoni, un addio nostalgico"

  1. ARRIVEDERCI GRANDISSIMO DINO!!!!!!!!!!!!!!!!LASCI UN GRANDE VUOTO MA LA TUA PRESENZA SARA’ SEMPRE NEI NOSTRI CUORI

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