Danno da 177 mila euro

Corruzione, turbativa d’asta e truffa aggravata ai danni dello stato. Queste le accuse alle quali ha dovuto rispondere l’ex dirigente dell’agenzia del demanio del Friuli Venezia Giulia, che ha patteggiato la pena di un anno e 11 mesi di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale, per una serie di appalti “pilotati” a favore di sei imprenditori, quattro italiani e due rumeni, scoperti dalla guardia di finanza di Gorizia al termine di un’indagine coordinata dal procuratore aggiunto di Udine, Raffaele Tito. Il giudice ha inoltre disposto a carico dell’ex dipendente pubblico la confisca di denaro o beni per un totale di 24 mila euro, e il rinvio a giudizio dei sei imprenditori. L’indagine delle fiamme gialle isontine aveva fatto emergere nove gare d’appalto truccate, per un danno erariale quantificato in circa 177 mila euro.

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