Da Brindisi anche a Gorizia

Nonostante le bacchettate alla Regione e alla sua presidente (le trovate nell’articolo precedente) dell’eurodeputata Schlein in visita l’altro pomeriggio al Cara di Gradisca, l’assessore regionale alla solidarietà Torrenti, continua a minimizzare quella che è ormai una costante emergenza migranti. Anzi trova giusto e doveroso accogliere la richiesta giunta da Roma di ospitarne 50 di quelli sbarcati a Brindisi: 10 a Gorizia, altrettanti a Udine, e 30 a Trieste. Dove li metteranno solo lui lo sa. Lui, l’assessore Torrenti, che si vantava di aver “ideato” l’accoglienza diffusa (9 comuni su oltre 200 in Fvg dice la Schlein), l’integrazione e altro, tanto da proporlo come modello da esportare. Peccato che la realtà sia ben altra: Torrenti e Telesca sicuramente sono in corsa per il premio Nobel. E anche i loro comunicati sono in lizza per un premio internazionale, il Pulitzer. Vi proponiamo integralmente e in anteprima l’ultima opera che sicuramente solleverà un vespaio.

“I numeri sono molto limitati e quindi c’è la possibilità di venire incontro a questa richiesta”. Lo ha affermato l’assessore alla Solidarietà, Gianni Torrenti, dopo che, a seguito degli ingenti sbarchi avvenuti recentemente a Brindisi, è stato chiesto alle Prefetture del Friuli Venezia Giulia di accogliere in regione 50 migranti.

“I prefetti – ha spiegato Torrenti – si sono accordati per destinarne 10 a Pordenone e Gorizia e altri 30 a Trieste, ma al momento non sappiamo con precisione in quali luoghi verranno ospitati”.

“Questa è una richiesta minima – ha sottolineato – e coerente con la solidarietà che noi chiediamo alle altre regioni d’Italia quando si verificano arrivi ai confini di Tarvisio, Trieste e Gorizia. Tenendo conto che lo sforzo richiestoci è molto limitato, non c’è motivo di essere preoccupati o di alzare barricate”.

L’assessore regionale ha poi evidenziato che “in Friuli Venezia Giulia non vi è alcun allarme sociale e nessuna violazione dei piani di riparto dei migranti, come invece si vuole far credere. La percentuale di migranti accolti nella nostra regione è la stessa che si registra nel resto d’Italia”.

Per Torrenti “la situazione è gestita con oculatezza, come dimostra il fatto che, in questo caso specifico legato agli sbarchi di Brindisi, nessuno dei migranti in arrivo è stato destinato alla prefettura di Udine. Inoltre non va dimenticato che, a parte qualche caso singolo, è da oltre due anni che non ospitiamo migranti provenienti da sbarchi di massa, mentre è da otto mesi che non arrivano nuove persone, se non – ha concluso – casi singoli o piccoli gruppi”.

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