Crisi, un impresa su due chiude

E’ notizia ormai quasi quotidiana che l’encomia non da segnali di miglioramento. Dai dati forniti da Confartigianato le criticità ci sono soprattutto per le nuove imprese. Dalla loro indagine infatti si evince che quasi la metà ( 49,5 per cento ) delle nuove iniziative imprenditoriali, fallisce entro i primi 5 anni. Sono molteplici le cause che fanno abbandonare gli imprenditori. Un ambiente, quello I troppo spesso non favorevole alle attività economiche. Se sommiamo una burocrazia che non è al servizio delle imprese ma spesso, sembra essere ostile all’iniziativa privata. Un sistema bancario che oggi, elargisce credito solo se chi lo chiede sembra non averne bisogno, ovvero fornisce garanzie enormi e dirette sul prestito richiesto. Una rete distributiva lenta e dispendiosa, non dimentichiamo che il 90 per cento delle merci in Italia viaggia su gomma, con costi sempre più altri. Ed infine, a volte una impreparazione da parte dei neo imprenditori. Infatti la crisi ha spinto tanti disoccupati a riciclarsi con lavori in proprio ma, avere un mestiere non è sufficiente a mettere su un impresa che funziona. Tutto questo, sommato alle minori possibilità di spesa delle famiglie, causata anche delle manovre depressive del Governo, spiega chiaramente questo fenomeno. Pero se da un lato, la moria delle imprese si fa sempre più intensa, chi riesce a resistere oltre il quinto anno, si consolida e riesce anche a svilupparsi ulteriormente. Quel 50,5 per cento di aziende, è fonte di occupazione e riesce a mantenere in piedi il sistema economico del Paese. Confartigianato ha rilevato che, con 6,6 imprese ogni 100 abitanti, l’Italia e’ in testa alla classifica dei Paesi ad economia avanzata con il piu’ alto tasso di imprenditorialità. Anche la provincia di Gorizia non fa differenze, se in valore assoluto il bilancio tra aperture e chiusure é negativo, ricordiamo le 90 imprese cessate il secondo trimestre di quest’anno, alcuni settori hanno ancora mobilità. Più di una ventina, come avevamo già scritto, sono le nuove iniziative, soprattutto nel settore terziari., Con nuove aperture di attività di nel campo della ristorazione, immobiliare e dei professionisti. Pr risollevare dalla crisi, ci si aspetta un chiaro segnale dalla politica. Per dare un futuro alle giovani generazioni occorre non solo facilitare la creazione d’impresa, ma anche dare dei segnali concreti alle imprese che lavorano, per assicurare la continuità del nostro tessuto produttivo.

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