Crisi: non tutti possono permettersela

Il leitmotiv che ci segue dall’entrata in vigore dell’Euro è la parola crisi.
Non passa giorno che tutti i notiziari abbiano come tema la recessione, l’Euro, l’ipotetico ingresso nel buio tunnel della miseria.
Tutto pare cominciare con il cambio di moneta appunto, dalla vecchia e scomoda Lira, per quanto riguarda gli italiani, alla moneta unica europea, l’Euro appunto; accolto con grandi feste ed aspettative e rivelatosi in seguito un cavallo di Troia.
“Sistema Europa” probabilmente studiato dai nostri ex compagni di scuola secchioni ed occhialuti (vedi Prodi o Tremonti), furono sempre chinati e concentrati sui libri, con una risposta pronta riguardante qualunque materia scolastica ma impacciati e spesso fuori luogo nella vita quotidiana, la vita di strada. Così mentre tra un lavoro e l’altro il disattento sottoscritto terminava gli studi con pagelle poco rassicuranti del tipo “potrebbe fare di più ma non si impegna”, ma si distingueva (e si distingue) per la collezione mondiale di tanga guadagnati sul campo, i nostri amici “nerds” arrivavano dritti dritti a Bruxelles.
Tenuto quindi presumibilmente conto che i legiferanti europei per la maggior parte sono persone poco pratiche della vita vissuta e, come non bastasse, di provenienza anglosassone, pare evidente del perché l’Europa attraversi un momento a dir poco delicato.
Come fa a soddisfare le esigenze di un normale cittadino una persona che guadagna uno stipendio 30 volte superiore alla media, che quando si trova incolonnato in autostrada anziché come tutti i fortunati partecipanti della coda, fermi a fare la conta dei Santi del calendario, appiccica una sirena sul tetto dell’auto blu e se ne sfreccia libero e felice sulla corsia di emergenza, che non paga treni, aerei, telefonate e via dicendo? Come fa questa persona a studiare ed applicare delle giuste regole di una quotidianità che non gli appartiene?

Aggiungiamoci il fatto che gli Italiani, spagnoli, greci, popoli mediterranei con l’arte dell’improvvisazione, della canzonetta, del melodramma, con nel DNA gli orari approssimativi e la sistematica evasione delle tasse, siano governati da cervelloni maniaci dell’ordine, precisione e puntualità ecco che non può che non esserci un solo risultato: il disastro. (Annunciato)
Le lobby finanziarie, come avvoltoi in cerca di prede esauste, fanno il resto.
Ma come il normale cittadino può sopravvivere a questa crisi devastante che ci pervade ed angoscia giorno dopo giorno?
La prima cosa da fare dovrebbe essere quella di mettersi davanti allo specchio, se ancora non siamo stati costretti a portare anche quello al banco dei pegni e fare una prima considerazione: chi sono io? Che lavoro svolgo? Fare pochi passi verso la camera da letto e controllare sotto il materasso di quanti Euro si dispone, quindi tirare le prime conclusioni: indistintamente dal dignitoso lavoro che fate o che non fate, se percepite uno stipendio base e dovete pagare il mutuo della casa, le rate dei mobili ed elettrodomestici, le rate della TV LCD LED, le rate della Mini Coupé, le rate del Iphone 4s, le rate del laptop, le rate delle ultime ferie, l’abbonamento semestrale a Sky, l’abbonamento trimestrale alla palestra, il guardaroba di Gucci, D&G e Prada, perdete automaticamente il diritto di inveire contro l’Espace Leopold di Bruxelles e non siete autorizzati a pronunciare la parola “crisi” nemmeno se avete problemi di stitichezza.
Vero è che il potere di acquisto nell’ultimo decennio si è notevolmente ridotto, ma da che mondo e mondo, tranne nei Paesi comunisti ove vige l’obbligo di uguaglianza, chi ha il dané può permettersi certe cose, chi non ce li ha, no. Ecco perché le persone per il denaro sono disposte a tutto. Questa è la dura triste verità. Verità che non nasce con l’avvento dell’euro, era così anche prima del e nel Medioevo, dove i proprietari terrieri ed i nobili conducevano una vita agiata mentre i servi della gleba sopravvivano tra stenti e fatica. Se lo sfortunato servo della gleba rinunciava al bue che tirava il carro ed acquistava un cavallo bianco per emulare il conte di turno, moriva di fame.
Per chi non ha grandi possibilità economiche la crisi finirà nel momento in cui troverà risorse migliori di quelle attuali, indipendentemente dal periodo che stiamo attraversando, sicuramente non tra i più facili ma nemmeno tra i più drammatici. Un’ apprendista lavapiatti non può sostenere il tenore di vita di un notaio (…anche se in proporzione lavora di più il primo) e terminata la crisi l’apprendista lavapiatti continuerà a non permettersi di poter raggiungere St.Moritz a bordo di una Bentley dove trascorrere il week end tra lounge bar, saune e piste da sci, cosa che faceva e continuerà a fare il notaio.
Naturalmente queste parole sono perlopiù rivolte a quelle persone che spesso più per ingordigia o emulazione dei divetti del piccolo schermo, che per necessità, si riempiono la bocca con questa maledetta parola che è “crisi”, ignorando chi effettivamente deve fare enormi sacrifici ed indispensabili rinunce per arrivare a fine mese.
Per molti, a mio modesto parere, una buona parte dello sgonfiamento dell’incubo crisi si avrebbe raggiungendo la consapevolezza del proprio ruolo nella società, usandola come scudo verso i bombardamenti mediatici commerciali di cui siamo vittime quotidiane, focalizzandoci così sulle cose di cui realmente abbiamo bisogno e su quelle di cui possiamo effettivamente permetterci.
L’esclusività della parola “crisi” lasciamola a chi, al momento, può permettersi solo ed almeno quella.

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Le opinioni dei lettori su "Crisi: non tutti possono permettersela"

  1. Bentornado Spritz!Te me son mancà. Condivido tutto, ma non ghe daria tante colpe all’euro. Senza de lui, anzichè esser tala merda fin al collo, la gavessimo vuda sora ai cavei.

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