Cpr Gradisca, ok ma…

C’è anche Gradisca tra gli 11 Cpr (Centri permanenti per il rimpatrio) che dovrebbero sostituire i Cie. Lo si evince dal documento trasmesso dal ministero dell’interno. La presidente Serracchiani ha dato una disponibilità di massima ma a determinate condizioni. «La prima -si legge in una nota della Regione- è quella della contestuale chiusura del Cara, il centro di accoglienza per richiedenti asilo esistente e che attualmente ospita 480 immigrati. La seconda l’impiego per il controllo del Cpr di forze dell’ordine che non siano già impiegate nel controllo del territorio che dovrà essere maggiormente presidiato. La terza, infine, oltre al rispetto dei numeri prefissati e alla rapidità dei rimpatri, che il personale operante all’interno del Cie dia tutte le garanzie professionali e le competenze che la situazione richiede». Indubbiamente un radicale cambio di rotta dei vertici regionali, come del resto il piano elaborato dal nuovo ministro Minniti, rispetto al passato. Riuscirà la presidente a mantenere la promessa? Ci auguriamo di si. Sembra che i nuovi Cpr debbano essere pronti per luglio. Non appare facile l’obiettivo con Gradisca visto l’ex Cie è da tempo stato inglobato nel Cara, oggi un maxi Cara. Non resta che attendere l’evolversi della situazione.

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