Consiglio, presidenza rinviata

Non è certamente iniziato in discesa il quinquennio del sindaco Rodolfo Ziberna, che mercoledì sera in consiglio comunale ha ricevuto dai suoi il secondo “no, grazie” nel giro di pochi giorni. Dopo la frattura con Fratelli d’Italia sull’adesione al piano regionale per l’integrazione dei richiedenti asilo, l’altra sera è arrivata la sonora bocciatura di Claudio Tomani nella corsa alla presidenza dell’aula. Il leghista, indicato da tempo dal sindaco come unico candidato della coalizione, ha collezionato 8 voti su 25. Per spuntarla gliene sarebbero serviti almeno altri 13, distanza tale da precludere al momento una sua ricandidatura alla prossima votazione. Nel voto di mercoledì hanno ricevuto una preferenza ciascuno anche l’uscente Rinaldo Roldo (Fi), Celestino Turco (Autonomia responsabile) e Riccardo Stasi (Popolo di Gorizia), più 27 bianche e 2 nulle. Ma le difficoltà della maggioranza passano anche attraverso i battibecchi che a più riprese hanno visto protagonisti consiglieri e assessori di centrodestra, dallo scambio di battute tra Fabio Gentile (Fi) e l’assessore Arianna Bellan a quello tra Caterina Oropallo (Autonomia responsabile) e Rinaldo Roldo (Fi), che non sono passati inosservati né al numeroso pubblico presente in aula né agli stessi consiglieri. «Questa maggioranza non ha bisogno dell’opposizione, visto che sono in grado di farsela da soli» ha sottolineato Roberto Collini (Percorsi goriziani), «la vera anatra zoppa sono loro». Il riferimento è al cavillo della legge elettorale secondo cui il centrosinistra, in caso di vittoria, non avrebbe potuto contare sulla maggioranza in consiglio comunale. «Il centrodestra, pur avendo 25 voti su 41, non riesce a eleggere il presidente del consiglio comunale» ha rimarcato invece il capogruppo dem, Marco Rossi, «dopo un’ora e mezza di sceneggiata che vede addirittura il capogruppo di Forza Italia sconfessare la candidatura ufficiale della Lega e ammettere di essere in difficoltà. Maggioranza al caos, con tanto di insulti e sceneggiate, già al secondo consiglio. È un triste spettacolo». Nel fase riservata alle dichiarazioni di voto, Gentile aveva annunciato scheda bianca se i candidati della maggioranza fossero stati tre, salvo poi fare quadrato su Tomani presentato come unico candidato, «per quando identifichiamo» aveva aggiunto il capogruppo forzista, «nella figura del presidente del consiglio quella di un uomo di esperienza e moderazione, assolutamente super-partes, in grado di dirigere i lavori in un’aula effervescente, sul quale si auspica ci sia convergenza almeno da parte dell’opposizione». La corsa alla presidenza proseguirà dalla prossima seduta, che secondo le indicazioni arrivate a margine del consiglio di mercoledì potrebbe essere convocata per il primo lunedì di settembre.

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